Chi si ferma… caparbiamente recupererà!

di Annarita Calabrese

Tra le categorie più pesantemente penalizzate dal lockdown ci sono gli atleti. Abbiamo cercato di carpire lo stato d’animo degli atleti palesi. Per alcuni non è facile parlarne, altri sono stati lieti che si desse voce alle loro emozioni del momento. Il modo di reagire e affrontare il problema è stato differente per ognuno, e ciò è dipeso non solo dalle peculiarità individuali, fisiche e caratteriali, ma anche dal tipo di sport praticato.

Approfondimento Sport Vs Covid
Da sx: Marisa Salvaggio e Francesca Rizzi si allenano in casa

Come ci fa notare Martina Settimo, allenatrice di pallavolo dell’associazione Palo Sporting Club, lo sport è aggregazione: il distanziamento sociale ha costretto gli atleti a rinunciare alle attività di squadra.

Del Palo Sporting Club fa parte una squadra femminile che gareggia in serie D. La notizia della sospensione delle attività sportive è stata accolta con sconcerto: il passaggio da mesi di lavoro costante e quasi maniacale sulla forma fisica ad uno stop totale equivale ad una completa perdita del lavoro svolto a livello tecnico. Sia il gesto atletico che il tono muscolare, senza l’allenamento e gli stimoli necessari, si affievoliscono progressivamente. E, quel che è peggio, queste atlete hanno potuto fare ben poco a casa per mantenersi in allenamento, perché il loro sport le vincola all’attrezzo palla e alla presenza di una squadra. Si sono tenute in contatto con videochiamate di gruppo e c’è chi non si è arreso all’inevitabile eseguendo caparbiamente palleggi al muro.

Le attività di ripresa degli allenamenti, sottolinea Martina, saranno finalizzate, per il momento, non all’attività agonistica, bensì alla riatletizzazione delle persone e la priorità sarà evitare gli infortuni. Italo Oresta, il nostro campione di nuoto pluripremiato a livello internazionale tra gli atleti con sindrome di Down, afferma che il cambiamento, alla dichiarazione di emergenza per la pandemia, è stato difficile da accettare.

Il passaggio dall’attività sportiva a tempo pieno al nulla è stato un colpo durissimo. Tutto ciò che gli è stato concesso in questo periodo è un’ora di palestra tutte le mattine. Ha cercato di mantenere la sua forma atletica non abbandonandosi mai all’ozio e seguendo la sua dieta personalizzata, dettaglio non secondario che pone in risalto i prismatici principi di disciplina rispettati da un atleta.

Al momento Oresta è in fervente attesa che riaprano la piscina e la palestra del centro in cui si allena a Giovinazzo. Non tutte le strutture saranno in grado di riaprire in sicurezza il 25 maggio, come previsto dal calendario della Fase 2. Ogni struttura avrà bisogno dei suoi tempi. Alla domanda sul suo umore attuale, Italo evidenzia l’aspetto sociale e aggregativo dello sport, si dice felice di ricominciare e ansioso di ritrovare i suoi amici di squadra. La piccola Raffaella Mitaritonna, campionessa dodicenne nelle danze latino-americane, dichiara anche lei di aver accolto con amarezza la notizia del lockdown. C’erano novità nel suo percorso di atleta: il passaggio ad una categoria superiore, un nuovo partner sportivo, un nuovo percorso atletico, la prospettiva di molte gare all’estero, ma tutto è stato temporaneamente sospeso. Si è tenuta in allenamento seguendo videolezioni impartite dalla sua insegnante.

La Federazione Italiana Danza Sportiva concede, attualmente, solo allenamenti individuali. In questo periodo possono solo curare la preparazione atletica e svolgere esercizi individuali con le dovute precauzioni e con la presenza di non più di 5/6 ragazzi all’interno delle strutture sportive. “Raffaella ha sofferto tanto il distacco dalla danza perché lei balla dall’età di 3 anni, ma ha vissuto questo momento con la consapevolezza di dover e poter riprendere quanto prima”, ci racconta la mamma, la signora Loredana.

Ma le cose stanno per cambiare, poiché dal 1o giugno la nostra giovane atleta riprenderà a ballare. Ed è riuscita con determinazione a mantenere la sua forma fisica allenandosi quotidianamente, sola, davanti a un PC. Ci auguriamo che a tutti i nostri atleti sia data presto la possibilità di tornare ad esprimere il loro potenziale e donarci le orgogliose emozioni cui ci hanno abituati.

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