Leggere tutti quanti i quarantanove numeri di Kilometrozero, iniziando dal primo (marzo 2013) all’ultimo del mese scorso è come leggere tanti capitoli di un libro, non ancora terminato, ma la cui trama si dipana in un arco temporale di sette anni. Unico protagonista, Palo del Colle. Tanti gli argomenti, ma non tantissimi, come dev’essere per un romanzo che non deve perdersi in troppi elementi al fine di mantenere una visione d’insieme.
La voce narrante è cangiante quante sono le persone che hanno popolato la redazione, mentre l’editoriale, come il titolo del capitolo, spetta sempre al direttore che dà forma e ispirazione. Impossibile e dispersivo provare a raccontare i numerosi argomenti, ma tre sono quelli da soffermarsi per inchiodarlo ad un “Antidoto alla sonnolenza del nostro territorio”: sociale, ambiente e cultura.
A pagina quattro del numero zero inizia il “capitolo” del sociale, «A girare per Palo, si incociano sempre più spesse persone che, nate ad altre latitudini e partite dalle loro terre, vivono ora tra noi […] i loro sorrisi suggeriscono mondi e culture che sarebbe appassionante visitare e conoscere» (M. T. Capozza), l’autrice ci ricorda come per conoscere la propria città è necessario integrare tutti i cittadini, ad esempio con un corso di lingua italiana per stranieri.
Nel numero sette (marzo 2014) il sociale è affrontato nella declinazione della povertà «Ormai a richiedere “viveri” non sono soltanto i disperati, ma le famiglie con un lavoro […] ogni venerdì ci sono in media due/tre nuclei familiari nuovi […] Una delle emergenze è quella dei ludopatici […] le vittime preferenziali sono proprio le persone con minori risorse economiche» (A. Cutrone).
La disabilità è un argomento affrontato nel numero sedici (febbraio) e riporta una disarmante testimonianza «Ci chiamano famiglie speciali e i nostri figli bambini speciali, poi nell’immaginario collettivo i disabili adulti spariscono» (S. Nacci).
L’ambiente viene narrato dal numero due (Maggio 2013) dove si menziona l’esempio di Parco Lenoci «la più vasta area verde pubblica di Palo del Colle […] La (cui) manutenzione regolarmente pagata, è stata negli ultimi cinque anni un disastro» ma, almeno, questo luogo ha un lieto fine, nel numero quarantatré (gennaio 2020), diventa una “buona notizia” in quanto il parco «Complice il bando comunale relativo all’affidamento delle aree verdi (sarà dato) in concessione per ben 9 anni con progetti come il dog park, l’angolo ristoro, il campo polifunzionale, l’orto botanico e la videosorveglianza» (G. Larosa).
Un mensile deve affrontare necessariamente il tema della cultura, impossibile per un buongustaio non assaporare le pietanze dei vari ristoranti altrettanto necessario è per chi scrive controllare lo stato di grazia della cultura.
Il numero quattordici (Dicembre 2014) con un articolo importante affronta lo stato della nostra biblioteca «Per legge gli enti pubblici hanno l’obbligo di garantire la conservazione e la tutela del patrimonio culturale […] Tutto ciò non si è verificato a Palo del Colle, all’archivio storico tuttora è inibito perfino l’accesso […] Incompetenza, inconsapevolezza e inerzia di chi di dovere non lasciano intravedere uno sblocco di questa incresciosa situazione» (Dino Tarantino – Un paese senza memoria).
Quasi sei anni dopo possiamo dire che forse una piccola luce si vede nel tunnel chiamato cultura, certo non basterà inaugurare la biblioteca, occorrerà che i responsabili politici ed amministrativi riportino alla luce, eliminando la polvere, tutte le carte della nostra memoria. Quell’evento sarà bello scriverlo sul nostro giornale.
Le altre tematiche (economia, cittadinanza attiva, sport, pandemia) per mancanza di spazio non possono essere affrontate, ed anche la politica, per la quale dopo, l’intensa campagna elettorale, sembra necessario un momento di decantazione. Terminato di leggere tutti i numeri di Kilometrozero, come per un libro, si ritorna alla pagina iniziale e l’attenzione indugia sulle copertine. Un campionario di immagini che rappresentano la sintesi paradigmatica delle tante parole che nelle pagine successive cercheranno di dare sostanza cerebrale, con forme sinuose e colori vivaci che la nostra illustratrice (Anna Franca Coviello) ha disegnato.
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