Imprese Eccellenti a Km0 – BELLIPARIO

di Marilena Cascelli

GIOIELLIERI SI NASCE O SI DIVENTA?

Non esiste evento, cerimonia o festeggiamento a Palo del Colle e non solo qui, in cui tra i pacchetti regalo non ci sia quello con il fiocco di raso e la grande “B” di Bellipario! Decidiamo pertanto, di conoscere meglio questa azienda e dedicare questa edizione di “Imprese Eccellenti a Kmzero” a questa famiglia di gioiellieri.

Siamo in contatto con Manila da diversi giorni, e dopo tanti tentativi e rinvii, finalmente riusciamo ad incontrare la famiglia Bellipario al completo. È difficile per una neo mamma conciliare famiglia e lavoro e per di più anche l’intervista di Kilometrozero, ma Manila è tenace e l’appuntamento lo otteniamo.

Dopo aver salutato Luana Bellipario, addetta alla vendita a piano terra, Manila ci accompagna al piano superiore, dove incontriamo il papà Francesco che subito ci fa accomodare nel suo ufficio. Tanti gli attestati e riconoscimenti alle pareti. Tanti gli anni di questa azienda. 

Partiamo dalle origini e chiediamo a Francesco come nasce la sua passione per i gioielli, se ha liberamente scelto di diventare un gioielliere o se è stata una scelta imposta.

<<Devo confessare che probabilmente non avrei fatto il gioielliere, se mio padre, così come è riportato nella storia sul nostro sito (https://www.bellipario.it), non fosse morto precocemente a soli 47 anni! Io avevo 18 anni, e mi trovai ad un bivio, e cioè se aiutare mia madre e continuare l’azienda storica che era stata di mio padre, del nonno e del bisnonno o se intraprendere un’altra strada. Alla fine decisi che fosse meritevole continuare la nostra storia e così dal 1970 sono titolare di questa impresa. Sono 53 anni dell’azienda Francesco Bellipario.>>

Ma, la passione, oltre alla scelta, c’era o è arrivata solo dopo?

<<Con gli anni, mi sono reso conto che la passione ce l’avevo dentro di me, e solo dopo ne ho preso consapevolezza. Quando ero piccolo, accompagnavo spesso mio padre e il nonno a Bari dai fornitori. Quindi, inconsciamente, ogni settimana, mi acculturavo di informazioni che entravano casualmente nelle orecchie di un bambino e poi, solo dopo, sono emerse tutte insieme nel giovane imprenditore. Una cosa che mi piacerebbe ricordare è l’ascolto del battito degli orologi – Perché la famiglia Bellipario nasce come famiglia di orologiai? – lo interrompiamo! Allora, il bisnonno era orafo e il nonno orologiaio. E mio nonno mi ha insegnato ad ascoltare il ticchettio degli orologi. Infatti, soprattutto con riferimento agli orologi a pendolo molto in uso in quegli anni, io avevo imparato a distinguere il suono del ticchettio, e, chiudendo gli occhi riuscivo a mettere il pendolo nella posizione corretta perché funzionasse senza fermarsi. Come il cardiologo ascolta il cuore io ho imparato ad ascoltare gli orologi. Il mio papà, ritornando alla storia delle origini, imparò sia l’arte dell’orologiaio che quella di orafo e nel 1950 avviò l’attività commerciale.>>

La sede è sempre stata questa, in Corso Garibaldi?

<<No, la sede originaria era in Corso Umberto I, i due locali a destra appena inizia il corso. Poi mio padre si trasferì nell’attuale sede ai piani inferiori, e con gli anni io ho acquistato anche questo piano superiore.>>

La famiglia Bellipario è a Palo del Colle dal 1935, quando il nonno trasferì la famiglia da Polignano a mare. Ma l’azienda sita a Palo del Colle, ritiene subisca delle penalità per la sua localizzazione rispetto ad altri competitor?

<<Se torniamo indietro nel tempo, al primo giorno in cui ho iniziato l’attività, ricordo che a Palo si aprì pochi giorni dopo la mia, l’attività di un nostro collega, perché nel paese pensavano che avremmo presto chiuso per la mia giovane età. Lì avvertii la prima criticità, perché la nostra leadership potesse essere minacciata da alcuni modi di pensare. Ma presto ho consolidato una visione molto più ampia e cioè che più gioiellerie aperte in paese, non potevano che essere un beneficio per il commercio e per noi tutti. Infatti, dove si crea attrazione commerciale, si crea vero commercio. Dove c’è una forte e ampia offerta, si induce la domanda a comprare in zona e non ad andare in altre località come invece ora succede. 

Non ho mai visto gli altri negozianti come dei competitor ma come dei colleghi con i quali creare un mercato proficuo per noi e per la potenziale domanda.>>

Secondo Lei l’Amministrazione Comunale quali strumenti o iniziative può e deve adottare per far crescere il commercio locale? 

<<Io credo che una criticità storica sia quella che la nostra categoria di commercianti non è mai stata politicamente ben rappresentata in passato, non ha mai espresso dei rappresentanti che potessero indirizzare l’Amministrazione verso scelte più adatte per il commercio.  

Le Amministrazioni passate non hanno saputo adottare i presupposti per una crescita del commercio, dei supporti alla crescita del settore come potrebbe essere per esempio il sovvenzionamento e/o l’organizzazione di corsi di formazione settoriali presso Confesercenti e Confcommercio, oppure l’annullamento di imposte per un quinquennio per le nuove iniziative sul territorio. Si sarebbero dovuti creare cioè degli incentivi per attrarre nuove imprese ad investire su Palo del Colle.>>

Lei che è stato un fautore pioneristico delle aree pedonali, come vede i suoi colleghi che contestano all’Amministrazione la realizzazione delle stesse, rivendicando che il commercio è penalizzato se non si permette la viabilità carrabile davanti ai negozi?

<<Sotto questo aspetto, hanno ragione. Non si può pensare di creare un’area pedonale se non si crea una soluzione alternativa contestuale per i parcheggi. Con questo voglio dire che sì, vanno bene le aree pedonali, ma bisognava pensare contestualmente a garantire anche i servizi di supporto; i parcheggi andavano fatti prima e per tempo e non posticipati ad un momento successivo la realizzazione delle aree pedonali, altrimenti si crea solo disagio. L’esempio di riferimento è proprio Bari, dove nel creare le aree pedonali e per lo shopping sono cresciuti contestualmente anche i parcheggi periferici.>>  

Qual è il segreto dell’azienda Bellipario?

<<Passione, formazione e dedizione sono gli elementi che fanno la differenza. Mi spiego meglio: essere “commercianti” non si improvvisa, ma è una passione che deve essere sempre accompagnata dalla necessità di formarsi e di dedicarsi.>>

Ci saranno degli eredi alla ditta di Francesco? Nel frattempo, in un momento di tregua dai clienti, ci hanno raggiunto Luana e Manila.

<<Con Luana e Manila siamo alla quinta generazione.>> Ci riferisce Francesco

<<Sempre che papà riesca a staccare!>> Ci confida Manila, e cogliamo l’occasione della battuta per farci spiegare meglio. << E sì, perché lui ci dice sempre che noi, mamme e mogli, non abbiamo tutto il tempo che lui invece ha potuto dedicare all’impresa; e questo lo preoccupa!>>

<<Mi preoccupa il carico di lavoro, non la loro capacità di gestire l’attività! Anzi io penso che le donne in questo settore forse possono fare la differenza. Credo nelle donne, ho avuto mia madre che mi ha coadiuvato per 30 anni, poi mia moglie e poi mia sorella che mi ha affiancato per molti anni, ora le mie figlie… credo però che la gestione della famiglia privata un po’possa creare un eccessivo carico di lavoro, di stancarle e non permettere loro la possibilità di dedicarsi con serenità alla gestione di impresa! Ma queste sono considerazioni del papà non dell’imprenditore!>>.

<<Infatti, sono le considerazioni del papà perché già ora, sia io che mia sorella conciliamo la vita familiare e la vita lavorativa! E noi donne siamo multitasking!>> ci dice Luana con soddisfazione. 

E noi con soddisfazione, anche questa volta siamo orgogliosi di aver conosciuto una Grande Famiglia che è un pezzo di storia di Palo del Colle.