EditoriAle di Alessandra Savino
Il tema dell’immigrazione, ed ancor più quelli dell’accoglienza e dell’integrazione di cittadini stranieri all’interno di un Paese, hanno da sempre goduto dell’attenzione di registi e scrittori.
La ragione è semplice: film e libri raccontano storie. E dietro ogni uomo che lascia la propria terra di origine per raggiungerne una straniera c’è una storia che merita di essere narrata da qualcuno e, soprattutto, ascoltata da molti.
Poiché ritengo che validi autori emergenti, talvolta, in un mondo affollato da volti e nomi ormai noti, rischiano di trovarsi come uomini in una terra sconosciuta, ho scelto di citare proprio i lavori di alcuni di loro. Uno spunto di lettura ed un suggerimento cinematografico che portano la firma di due giovani giornalisti pugliesi.
“Amira. Storia di una mezzosangue”, attraverso la penna di Nicole Cascione, racconta la vicenda di un’egiziana che si trasferisce a Bari per ritrovare la storia di suo padre. Qui Amira, ingegnere, si scontra con l’intolleranza e la discriminazione scoprendo che non tutti sanno accettare la diversità e abbracciarla come portatrice di ricchezza.
“Libertà” è invece il titolo del documentario girato da Savino Carbone e prodotto da Cooperativa Quarantadue. Un racconto che dà voce a due migranti omosessuali che, dopo aver lasciato il Senegal e la Nigeria per sfuggire alle persecuzioni contro la comunità LGBT, riflettono sulla loro condizione di richiedenti asilo in Italia.
Se nei loro paesi d’origine l’omosessualità è un reato punito con il carcere e la lapidazione, la minaccia italiana non tarda ad arrivare con i decreti sicurezza voluti dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
Dunque, in questo numero, anche Kilometrozero prova a raccontare storie di accoglienza, quelle che riguardano cittadini immigrati a Palo del Colle.
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