Attività sportive a Palo: luci e ombre

di Annarita Calabrese e Viviana Tarantino

Le molteplici opportunità offerte dalle associazioni sportive a Palo del Colle rivelano una realtà complessa e multiforme. A questa lunga serie di proposte per bambini, giovani e adulti, la popolazione risponde con una notevole partecipazione.

stadio Palo del Colle

Il trend per alcune discipline poggia su una solida tradizione storica, sostenuta da figure di spicco distintesi non solo a livello locale. Gli sport più frequentati in paese sono il volley, il calcio a 5 e a 11, il basket, il pattinaggio, l’atletica, il ballo e la danza, senza dimenticare le arti marziali e in particolare il taekwondo, che si è ritagliato da tempo la sua fetta di estimatori, ottenendo ragguardevoli successi.

Solo per snocciolare alcuni numeri: il volley conta un centinaio di adesioni tra minori e adulti, le due scuole di calcio 200 partecipanti tra i 5 e i 16 anni di età, la scuola di basket circa 80, il ballo agonistico circa 150, le scuole di danza 300, la ginnastica artistica e ritmica tra i 70 e gli 80 partecipanti minorenni ciascuna. Si registra, inoltre, un successo crescente della scherma.

Il 30- 40% del totale di questi utenti proviene dai paesi limitrofi: si può ragionevolmente dedurre che Palo rappresenta anche un buon polo di attrazione per i comuni circostanti. Ma la competizione non esaurisce il discorso dello sport a Palo: c’è tutto un mondo di attività motorie finalizzate al wellness, allo stare bene fisicamente e psicologicamente, come il walking, il pilates e lo yoga.

Il grande assente in questo ricco panorama è il nuoto. Tale mancanza costringe i cultori di questa disciplina a recarsi in comuni limitrofi come Bitonto e Bari. La realizzazione di una piscina è questione complessa dal punto di vista della costruzione, degli oneri economici e amministrativi e della gestione.

La partecipazione pubblica agevolerebbe l’attuazione di un tale progetto: un privato che possedesse il capitale necessario alla costruzione di una struttura tanto complessa troverebbe maggiore convenienza, nonché migliori probabilità di reperire utenza, se investisse il proprio denaro in regime di partenariato pubblico-privato.

Ovvero, un progetto organico che preveda la realizzazione di più palestre potrebbe rappresentare un miglior investimento che un unico progetto estremamente costoso e altrettanto rischioso. A parte la lacuna relativa al nuoto, comunque, lo sport a Palo non è ovviamente un’isola felice priva di ombre.

Esiste un gap strutturale che impedisce l’organizzazione di eventi di un certo rilievo entro le mura cittadine e che costringe scuole e associazioni ad un notevole dispendio di risorse per l’affitto di ambienti adeguati, al di fuori del paese.

Un palazzetto dello sport progettato con i criteri di capienza e struttura atti ad ospitare incontri sportivi di un certo livello (basti pensare che un incontro di volley di serie B necessita di una capienza di 1500/2000 posti), potrebbe accogliere anche saggi di danza e altri eventi culturali.

Un altro inconveniente è costituito dall’assenza di regolamentazione specifica nella concessione delle palestre scolastiche alle associazioni sportive che, per insufficienza di spazio o eccesso di utenza, hanno bisogno di spazi aggiuntivi. Tale mancanza è alla base di una controversa gestione nell’attribuzione di tali spazi, causa talora di lamentele e polemiche. Basterebbe che il Comune, in quanto ente super partes, intervenisse a stabilire criteri e sistemi di priorità per l’assegnazione degli ambienti.

Come pure discutibile potrebbe apparire l’impiego di istruttori non qualificati, pur non mancando sul territorio professionisti in possesso di titoli adeguati. A questo inconveniente porrà rimedio, tuttavia, l’applicazione della legge dell’8 agosto 2019, n. 86, che al Capo II recita espressamente “Disposizioni in materia di professioni sportive”. •

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