EditoriALE di Alessandra Savino
A conferire una veste poetica all’agricoltura ci hanno pensato prima i Greci con Esiodo, che compose il primo poema della storia, “Le Opere e i Giorni”, dedicato al lavoro nei campi, e poi i Latini.
Publio Virgilio Marone fu autore, infatti, de “Le Bucoliche”, componimenti in forma di dialoghi sulla vita dei pastori e de “Le Georgiche”, poema didascalico sull’allevamento e l’agricoltura. Si passerà poi alla prosa nel 160 a.C. con il “De re rustica” di Marco Porcio Catone, la prima opera in prosa della letteratura latina pervenutaci integralmente.
Ma quanto al giorno d’oggi l’agricoltura viene apprezzata a tal punto da essere considerata il nuovo motore dell’economia di un paese? La riscoperta del settore primario è testimoniata da numerosi fattori, fra i quali si colloca l’affermarsi di un festival cinematografico che si svolge in Italia da circa dieci anni.
”Corto e Fieno” è il titolo del festival, che indaga attraverso il cinema la persistenza del rurale nella società contemporanea proponendo una rassegna di film e documentari dedicati alla vita di campagna.
Una tre giorni che ha luogo nella meravigliosa cornice del Lago d’Orta proponendo quattro sezioni in cui si suddivide il festival: Frutteto, Germogli, Mietitura e Sempreverde. In fuga dalla frenesia della città e dei suoi ritmi accelerati, negli ultimi tempi è cresciuto il numero di giovani imprenditori agricoli.
Quale sia la situazione a tal proposito nelle campagne di Palo del Colle ce lo siamo chiesti nelle pagine di questo numero.
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