Intervista a Stefano Delli Noci

di Massimo Marech

Stefano Delli Noci, architetto, presidente della sezione palese di Legambiente “Miran Hrovatin”, risponde alle nostre domande:

  1. Quali criticità si possono verificare in una azienda di stoccaggio come la EnerGas, i serbatoi tumulati potrebbero scongiurare o minimizzare eventuali rischi?

Sono molteplici e le aziende come EnerGas rispondono alla Seveso III DLgs 105/2015 sugli incidenti rilevanti che prescrive sistemi e procedure di controllo e sicurezza, pertanto, gli Enti competenti non riscontrano fattori di criticità che comportino rischi.  Rimane che in caso di incidente occorre anche l’intervento di soccorso esterno con equipaggi attrezzati e addestrati che dovranno giungere rapidamente. A nostro avviso manca l’analisi degli impatti cumulativi indotti fuori dai singoli perimetri aziendali. I serbatoi tumulati, come barriere in genere e distanze di sicurezza, concorrono a limitare i rischi.  Benché contribuiscano non operano, però, sui fattori di rischio indotti se non correttamente valutati.

  1. Per depositi come quello di Palo del Colle si sono verificati incidenti rilevanti? Quali ripercussioni sull’ambiente può avere un ampliamento del genere?

Di incidenti ce ne sono stati con esiti gravi ma ognuno ha una propria specificità per epoca e luogo e riguardano siti di stoccaggio e trasporto del GPL. Il punto non è questo, esistono tecnologie e misure di prevenzione che, secondo legge, permettono un livello accettabile del rischio (SIC!), la questione è molto più ampia e complessa. Ad esempio con EnerGas confinano un deposito/vendita di legname e il pastificio Milo e, a seguire, una vendita di mobili aperta al pubblico con esposizione/deposito, un’azienda di traslochi con deposito, un gommista con deposito, un paio strutture più piccole e infine l’azienda di trattamento rifiuti.  

Sia EnerGas che Milo, confinanti, a seguito di verifica non sono stati assoggettati alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale perché gli Enti preposti – analizzandoli singolarmente – non hanno ritenuto necessario tale procedura non valutando, però, effetti cumulativi e, probabilmente, non indagando circa la distanza tra attività di EnerGas e la presenza, ad un centinaio di metri, dei silos per cereali del pastificio Milo sottoposti a procedura ATEX per il pericolo di esplosione. 

Valutazione cumulativa utile a verificare i maggiori rischi esterni e la loro propagazione: una frequenza dichiarata di 21 autobotti al giorno di varia dimensione e portata (TIR) sull’unica strada di servizio, di soli sette metri di carreggiata, su cui viaggiano anche i mezzi pesanti per le altre attività ci sembra un argomento valido per promuovere una procedura di verifica degli impatti cumulativi/domino che tenga conto delle reali condizioni del territorio all’intorno dello stabilimento EnerGas che, a seguito del cosiddetto ampliamento, passa dalla categoria di rischio << inferiore>> a quella <<superiore>> che secondo la Seveso III corrisponde ad un <<nuovo stabilimento>> di cui, probabilmente, il Comune di Palo del Colle avrebbe dovuto tener conto nel trasmettere la determina di compatibilità dei responsabili settore urbanistica ed ambiente ancorché il PUG non permetta nell’area l’insediamento di stabilimenti nocivi.   

Si ricordano le difficoltà di transito per i mezzi di soccorso durante l’incendio presso la Eco Green Planet e si consideri, altresì, che la SS 96 in quel tratto è in trincea e l’altra strada di servizio è chiusa all’altezza della cava Di Maso. 

  1. L’iter autorizzativo per l’ampliamento EnerGas è passato quasi in sordina ed oggi pare esserci un rinnovato interesse. Pochi i cittadini a conoscenza della situazione: come mai e cosa si sarebbe dovuto fare per coinvolgerli?

La domanda dovrebbe rivolgerla a chi sin dall’inizio ha attivato la procedura ed a chi non si è accorto di nulla pur rappresentando la classe dirigente di questo comune. 

Ancora oggi la conoscenza dei cittadini resta scarsa perché non si procede ad una corretta informazione istituzionale e ad un confronto pubblico diretto e costruttivo, basterebbe applicare realmente l’art. 24 del DLgs 105/2015 circa i modi per la consultazione pubblica al processo decisionale.

Legambiente avrebbe dovuto essere messa in grado di esprimere il proprio parere. Come circolo, informati da Sinistra Italiana, ci siamo attivati già nel 2019 per verificare con le istituzioni l’iter autorizzativo chiedendo ed ottenendo, solo dopo molte insistenze, un incontro con il Commissario prefettizio conclusosi, purtroppo, senza nessuna risposta ai dubbi sollevati e costringendoci a chiedere lumi alla Procura della Repubblica.

Concludo ribadendo, dove fosse ancora necessario, che Legambiente da sempre frequenta ed opera un ambientalismo scientifico poco vocato al facile allarmismo. 

Abbiamo offerto la nostra collaborazione per trovare una soluzione che fosse un punto di equilibrio tra aspettative di EnerGas e dei lavoratori con la tutela dell’ambiente intesa come salvaguardia della salute dei cittadini e del territorio.

Auspichiamo, come già suggerito, che quanto prima vengano interessati tutti gli Enti competenti che hanno già rilasciato i precedenti pareri così da supportare il Comune di Palo del Colle in questa procedura delicata e particolarmente complessa.

La riflessione su EnerGas tiene conto che lo stabilimento già esiste, diversamente avremmo chiesto una valutazione costi/benefici sulla sua effettiva necessità nell’ottica della transizione ecologica e Agenda 2030 e allo sviluppo delle energie rinnovabili. 

oppure


Questo numero è offerto da