Esistono alcune realtà in cui parlare di mensa scolastica inorgoglisce, seppur tra mille difficoltà, cittadini e piccoli utenti. Si tratta di esempi di cittadinanza attiva dove i genitori hanno puntato sull’autogestione, in collaborazione con i dirigenti, garantendo così il tempo pieno ed il tempo prolungato nelle scuole elementari e materne che lo prevedono.

A colpi di assemblee dunque, ad Andria ed Acerra i dirigenti hanno permesso organizzazioni temporanee del servizio di refezione autogestito, con ditte di forniture pasti segnalate dai genitori stessi.
A Terlizzi invece, il sindaco Gemmato candida un progetto di 2,2 milioni di euro ai fondi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, per realizzare un centro cottura a disposizione di tutte le scuole cittadine.
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