…che bella notizia!

di Carmela Caporusso

Quando si parla di gastronomia a Kilometrozero, è impossibile non considerare le piante e le erbe spontanee che da secoli arricchiscono le nostre tavole con sapori autentici e saperi antichi. Si tratta di tesori spesso nascosti nei campi incolti o lungo i sentieri di campagna, vere e proprie miniere di proprietà nutritive e terapeutiche.  

A riscoprire e valorizzare questo patrimonio naturale c’è un collettivo di circa sessanta appassionati ed esperti di piante selvatiche – il gruppo “Le Cicorielle” della Libera Università Domenico Guaccero – che nasce come prolungamento di un percorso formativo per il riconoscimento delle erbe spontanee commestibili, proposto e tenuto da Angela Amendolara. Accanto alle attività di studio e approfondimento delle erbe stagionali – come la rapa selvatica, l’asfodelo e la portulaca –, il gruppo organizza passeggiate ed escursioni che hanno come obiettivo la raccolta e la conversione di queste ultime in veri e propri ingredienti da cucina. Un modo per riscoprire i saperi tramandati e ristabilire un legame profondo con la natura, camminando, osservando, mangiando.  

La Portulaca (Portulaca oleracea L.) è una pianta spontanea della famiglia delle Portulacaceae molto comune in orti e campi. Ha foglie e fusti carnosi e succulenti, portamento strisciante e ramificazioni, il colore è verde o rossastro. In Puglia fin dall’antichità è raccolta e consumata cruda in insalate alle quali conferisce sapidità e freschezza o cotta per preparare minestre saporite. Conosciuta per le sue proprietà benefiche, in passato era utilizzata come erba officinale perché depurativa, dissetante, diuretica e antidiabetica; inoltre, è un’ottima fonte di acidi grassi omega-3, beta-carotene e vitamina C e contiene minerali come magnesio, manganese, potassio, ferro e calcio.  

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