Copertine e impaginazione: le evoluzioni grafiche di Kilometrozero

di Gianna Larosa

Kilometrozero nasce nel marzo del 2013 con il suo “Numero Zero”, come contenitore di approfondimento di tematiche locali e “antidoto alla sonnolenza del  nostro territorio”. Molte le idee inziali, unite un po’ confusamente nella grafica come nell’impaginazione. Le copertine (https://kilometrozeropalo.com/tag/copertine/) erano spesso reperite dal web, le illustrazioni iniziali di Anna Franca Coviello ( https://annafrancacoviello.it/ ) che muoveva i primi passi nel mondo dell’illustrazione, erano molto figurative, sporche. 

L’impaginazione, pregna di elementi inutili, era lasciata a libera interpretazione di ogni componente della redazione. La testata presentava più colori, senza una palette cromatica riconoscibile e impattante. I contenuti si sviluppavano principalmente attraverso interviste, firmate da redattori senza immagini identificative. L’unica innovazione dal 2013 al 2015 fu l’introduzione della “Bella Notizia”, rubrica di chiusura del periodico.

Nel 2016 Kilometrozero si ferma a causa della rinuncia all’incarico del direttore, e la difficoltà di trovare una nuova figura direttiva portò allo stop del lavoro del giornale.

Con il numero 25 ( https://kilometrozeropalo.com/pubblicazioni-2018/informarsi-e-sexy-25/) si delinea una nuova redazione, e con l’attuale direttore Alessandra Savino, il giornale si veste di innovazione grafica, chiarezza e definizione dei ruoli, suddivisione precisa dei compiti, coordinati dall’editore Giuseppe Calemma.

Cambia la testata, con la scelta cromatica del giallo-nero-grigio, ma sono ancora presenti nell’impaginazione elementi graficamente inutili. Le copertine sono ancora basate sul figurativo ma primi cenni di illustrazione concettuale, cambiano le font per i titoli degli articoli, che sono preceduti dalle foto dei redattori. Si affaccia un tentativo di illustrazione digitale, con risultati non soddisfacenti. Si arriva a fine 2020 per una illustrazione più concettuale e con tecnica digitale più elaborata.

Il numero 50 ( https://kilometrozeropalo.com/pubblicazioni-2020/50-numeri-di-km0/) segna la svolta graficamente significativa per Kilometrozero, che cambia la testata con una nuova font più pulita e precisa, Coolvetica, usata anche per i titoli degli articoli. Compare il pinpoint, e diventa l’abbreviazione del logo del giornale e si elimina la definizione “antidoto alla sonnolenza del nostro territorio”, insieme a tutti gli elementi grafici non utili alla lettura. La palette scelta è rosso-nero e l’illustrazione è digitale, sempre meno figurativa, e con piccoli elementi concettuali.

I contenuti si ampliano, arricchendosi di rubriche come “Il Questionario di Proust”, curata da Franco Taldone, per una visione filosofica degli argomenti trattati, e “Imprese Eccellenti a Km0″, curata sulla pagina https://www.facebook.com/kilom0 da Marilena Cascelli, che racconta il successo delle imprese di Palo del Colle.

Gli articoli non subiscono più le ristrettezze degli spazi cartacei, grazie alla creazione del sito web https://kilometrozeropalo.com/, curato da Stefano Manco e Massimo Marech, che permette di leggerne le versioni integrali e con la mappa interattiva di https://kilometrozeropalo.com/kilometrozero-point/ si possono individuare i punti di distruzione gratuita delle copie cartacee.Kilometrozero cresce in collaborazione con una redazione curiosa  https://kilometrozeropalo.com/la-redazione/, che ha l’obiettivo e la speranza di migliorare il nostro paese e di essere l’informazione per i cittadini di Palo del Colle.

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