Dalla crisi, l’innovazione. Intervista a Claudio Lanzellotto

di Rosanna Bertolino

Step 1: chiudono le palestre – attività solo on line

Step 2: riaprono le palestre solo per attività all’aperto

Step 3: riaprono le palestre per tutte le attività

Sono queste, in breve, le fasi che dal punto di vista dello sport abbiamo affrontato nel periodo autunno-inverno-primavera, a seconda del nostro colore regionale legato all’emergenza pandemica.

Adesso, gradualmente, ha riaperto tutto. Non senza cambiamenti per tutte le strutture del territorio, piccole o grandi che siano. In questi mesi abbiamo assistito a lezioni on line sui social, abbiamo visto gruppi allenarsi in spazi aperti, guidati dagli esperti che in precedenza lo avevano sempre fatto in palestra. 

Abbiamo visitato, in occasione della ripresa delle attività sportive, la palestra più grande del nostro paese, la Dynamyc che, già ad un primo e veloce sguardo, mette in evidenza cambiamenti, anche strutturali, profondi. E due chiacchiere con chi quella palestra la gestisce sono d’obbligo. 

claudio lanzellotto

L’intervista di oggi è rivolta a Claudio Lanzellotto, che con Antonio Santamaria e Leo Bassi, in quella palestra ha investito, e non solo in termini economici. Claudio Lanzellotto è avvocato, club manager della Dynamyc, specializzato sull’aspetto dirigenziale del centro sportivo, con tre brevetti per personal trainer e Master per Dirigente Sportivo e Direttore di palestre ed impianti sportivi. 

Cosa vuol dire, per voi del settore, “ripartenza dello sport”?

Significa sostanzialmente “rinascita”. Abbiamo fatto sempre ciò che legalmente ci era consentito: corsi on line quando si poteva fare solo quello, outdoor anche con forti investimenti quando questo ci è stato concesso. I limiti imposti sono stati uno stimolo ad aprirci a nuove soluzioni, senza mai piangerci addosso ma facendo della resilienza il nostro punto di forza. Le attività ripartite per prime, da noi, potendo contare su un ampio spazio all’aperto, sono state crossfit, fitbox, walking, spinning, jump, danze latino americane e funzionale; poi, per i bambini, Karate e scherma. Abbiamo cercato di replicare il più possibile all’esterno quanto abbiamo sempre svolto all’interno della struttura. Adesso possiamo ripartire potendo contare su molto di più di ciò che avevamo prima.

Per un bel periodo tutto è stato modificato: niente spazi chiusi, attività svolte all’aperto a tutte le ore della giornata. Come si sono adattati a questo i vostri clienti abituali? Mi riferisco ad ogni fascia di età.

Direi che tutti si sono adattati al cambiamento in maniera molto positiva, a tal punto che adesso, nonostante la possibilità di tornare a frequentare nella solita maniera, i più hanno espresso la volontà di restare all’aperto. E siamo pronti ad accettare questa richiesta, sicuramente salutare, potendo contare su importanti e vasti spazi esterni che continuiamo ad attrezzare (in realizzazione – al momento dell’intervista ndr – due campi di padle tennis), per poter svolgere le attività secondo le richieste e in ottemperanza a tutti i protocolli e le misure preventive. 

Riesci a vedere qualcosa “in meglio” rispetto al passato nei cambiamenti che avete attuato?

In realtà tutto. Le difficoltà passate sono state utili per dare a tutti la spinta per accelerare le transizioni e le innovazioni. 

Quanto di ciò che è nato come provvisorio e legato all’emergenza pandemica resterà stabile, al di là di ogni decreto?

Anche in questo caso la risposta è “tutto”. Era già nel nostro pensiero potenziare la parte esterna e l’on line. Adesso resterà tutto: interno, esterno e anche l’on line, che può essere utile per aggirare ostacoli, anche solo legati ad eventi climatici o di momentanea distanza degli utenti. Useremo gli spazi secondo le necessità e qualsiasi eventualità.

“Nello sport non potrà mai esistere un momento uguale all’altro” (M. Schumacher). E questo sembra proprio “IL” momento diverso.

oppure


Questo numero è offerto da