Facciamo un salto in biblioteca

di Leonardo Giovanniello

Aperta anche dalle 15 alle 20

Sono le 9, 30 circa e mi accingo ad entrare nella biblioteca Giuliani, la nuova sede tra via Vespucci e via Alfieri. Una mezza dozzina di giovani volontari sono seduti dietro la scrivania, all’ingresso del nuovo immobile che ospita il sapere palese.

biblioteca palo del colle

Le aperture ordinarie della biblioteca sono dal lunedì al venerdì la mattina dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 20. L’apertura pomeridiana-serale è una novità perché si sapeva che era aperta solo di mattina. Sicuramente una ottima notizia da diffondere. Un altro aspetto positivo da segnalare è che una volta entrati nelle stanze ovattate il cellulare non ha segnale per mancanza di qualsiasi rete, questo permette di non avere distrazioni di sorta. Mentre per chi si reca in biblioteca per studio o lavoro, con l’ausilio di un portatile può collegarsi alla rete tramite cavo.

I libri presenti sono solo una parte minoritaria di quelli posseduti dall’ente comunale, infatti la maggior parte sono ancora in viale della Resistenza sede della biblioteca fino a pochi mesi fa, purtroppo la nuova sede non ha lo spazio necessario per contenere gli oltre cinquantaduemila tomi posseduti. 

Nel consiglio comunale del 29 giugno di un anno fa, il sindaco giustificava il ritardo dell’apertura della biblioteca in quanto «Abbiamo spostato tutti i 53mila volumi che compongono il nostro patrimonio librario, locati nella biblioteca Giuliani in viale della Resistenza. Una volta arrivati nella nuova sede l’ufficio competente ha fatto una ricognizione volume per volume creando un elenco già esistente ma che doveva essere aggiornato su una banca dati elettronica, in modo che ogni volume corrisponda alla posizione dove allocato, indicando il titolo, l’autore e l’editore».

Evidentemente la ricognizione è ancora in corso, così come non sembra che nella nuova sede ci siano quarantunomila libri come affermato in consiglio comunale: «Sono risultati eccedenti, rispetto alle scaffalature previste, circa 12mila volumi, con un impegno successivo sono stati riposizionati nella vecchia biblioteca».

L’importanza che i libri siano classificati in una banca dati è data dal fatto che quelli non censiti non possono essere prestati ai cittadini palesi ed è chiaro che avere dei volumi ma non poterli leggere (a casa) è come essere invitati ad una tavola bandita di ogni ben di Dio ma impediti dall’avviare il convivio.

Tornando alla biblioteca, diverse le stanze presenti in base alle tematiche trattate, c’è la sezione Lavoro, Storia e Geografia, Letteratura e Area Storica, Filosofia e Scienze sociali, Area Lavoro e l’Archivio Storico. Mi reco ad un’altra, quella Pugliese, dove tra svariati testi che hanno per tematiche la Puglia, vorrei “scoprire” o “riscoprire” testi che hanno come oggetto Palo attraverso il racconto di personaggi nati nel nostro borgo.

Per iniziare a scoprire la storia di Palo del Colle è imprescindibile partire da “La Storia di Palo” scritta da Francesco Polito. Qualsiasi libro pubblicato successivamente ha come riferimento imprescindibile quanto scritto dall’insegnante e direttore didattico, nato a Lucera nel 1884. Aulico e “leopardeggiante” l’inizio del libro «Sorse la terra di Palo sulle ultime propaggini della Murgia che digrada al mare, alla sommità di un colle alto 177 metri, donde l’occhio spazia per largo orizzonte di terra e di mare». 

Lascio la “pietra angolare” della storia di Palo e mi interesso alle biografie di importanti palesi, forse dalle loro gesta si può comprendere qualche caratteristica comune? 

La mia attenzione è attratta da “Domenico Forges Davanzati e il Regno di Napoli nel 1799”, autore Antonio Proce. La via a lui dedicata l’ho percorsa migliaia di volte. Nasce nel 1742, molto presto, diventato orfano si trasferisce a Trani. Viene avviato ad una carriera ecclesiastica. Partecipa attivamente ai moti rivoluzionari della repubblica napoletana del 1799. L’autore sembra quasi rimproverarlo in questa descrizione «uomo di profonda cultura ma che poco illustrò con i fatti le sue grandi conoscenze e le dedicò invece ad una utopia, quella repubblicana e giacobina». In una Italia che ha sempre respinto le rivoluzioni abbiamo un concittadino che ne è stato un partecipante attivo.

Abbandono la politica, sempre divisiva, per approfondire le vicende di un uomo di musica. Domenico Guaccero, Iter di un musicista operativo è curato dalla Libera Università intitolata al musicista. «Nei suoi intensissimi 57 anni di vita era stato un vulcano di iniziative, di idee, di opere che lo avevano imposto come uno dei compositori italiani più rappresentativi della Nuova Musica degli anni 60 e 70. Infaticabile e innovativo, generoso e ardito, riottoso ad ogni forma di accademismo, di carrierismo e di facile successo, mai pago di esplorare vie nuove e di inoltrarsi su impervi sentieri, mosso da forte tensione etico-civile e radicale criticità». Sembra un altro palese che nel suo cammino non teme di perseguire le sue idee anche a scapito di quelle già affermate. 

L’ultimo cittadino palese che racconto è descritto ne “I bisogni culturali-Analisi di una comunità” a cura di Raffaele Elia. L’autore si sofferma sulla persona a cui è stata intestata la biblioteca. «Matteo Giuliani nato a Palo del Colle nel 1886, sacerdote, archivista e responsabile delle biblioteche della diocesi di Bari…La direzione generale delle Accademie…lo invitava a collaborare con la Sovraintendenza di Bari affinché codici, manoscritti, incunanboli, stampe, incisioni rare e libri di pregio conservati a Palo potessero “essere più efficacemente tutelati e valorizzati”…nel 1945 organizzò una festa del libro allo scopo di “far entrare nelle famiglie l’aria di un buon libro di lettura”…Mons. Matteo Giuliani diede inizio a una costante ricerca…maturando in cuor suo l’idea di poter realizzare e creare una biblioteca pubblica». Oggi quella biblioteca ha una sua nuova sede, bella e imperfetta, con tanti libri ma non tutti ancora presenti e fruibili. Ad altre persone spetta di renderla la migliore possibile.

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