Aurora Dachille, Paola De Filippis, Giovanni Caporusso e Dario Danisi: quattro giovani concittadini che, nelle loro discipline, nei loro sport e nelle loro attività si sono distinti, raggiungendo traguardi notevoli. Con la loro preparazione, fisica e mentale e con una resilienza che li rende protagonisti in diversi campi, si presentano come esempi positivi di giovani determinati e talentuosi.

Dietro ogni successo, ci sono sfide quotidiane, sacrifici ed una volontà incrollabile che li spinge a nuove sfide, con sorriso, rigore e consapevolezza.
In queste chiacchiere con loro ho esplorato le storie, le difficoltà ma anche le opportunità che si aprono nel panorama artistico e sportivo nazionale ed internazionale.
Aurora è la più piccola. Ha cominciato il suo percorso di ginnastica ritmica a sei anni, nel gruppo ASD Double Fire, distinguendosi già a livello dilettantistico in gare regionali e nazionali. Il cerchio e le clavette le sue specialità. Oggi, a 14 anni, gareggia nel settore Gold Federale accedendo, grazie ai suoi podi, all’Area Tecnica dove ha conquistato il titolo di Campionessa Interregionale di Specialità Gold Federale Zona Tecnica 5, accedendo alle fasi nazionali dove ha ottenuto un importante sedicesimo posto, pur essendo alla sua prima esperienza su una pedana così importante. È una ginnasta che, grazie ai suoi punteggi anche in serie C, si fa notare anche a livello nazionale.
Nonostante il suo impegno nell’attività agonistica, non lascia da parte la scuola: “fin da piccola, sono stata abituata ad organizzarmi con gli impegni scolastici, ad avere determinate regole e forza mentale, ad organizzarmi anche fuori dalla palestra e a sentirmi pronta ad affrontare le sfide che mi si propongono, con la stessa determinazione che ho quando scendo in pedana”. Può contare sull’incoraggiamento della famiglia e dei tecnici nei momenti più intensi e questo la rende “motivata e carica per affrontare gli allenamenti”.
Paola ha la grazia già nella voce. Classe 1996, comincia a mettere i primi passi di danza a tre anni, presso la scuola di danza Giselle a Palo del Colle. Già nel 2008 partecipa a numerosi concorsi di danza internazionali, classificandosi sempre ai primi posti e viene ammessa all’Academie de Dance classique Princesse Grace a Montecarlo. Nel 2009 vince il premio assoluto nel concorso Civitanova Danza ed ottiene così l’accesso immediato presso l’Accademia Teatro alla Scala, dove si diploma a 18 anni con il massimo dei voti. Entra nel corpo di Ballo dello stesso teatro, poi arrivano diversi ruoli come prima ballerina in compagnie prestigiose. Nel 2017 entra a far parte del noto programma Amici e nel 2021 viene ammessa al Corpo di Ballo dell’Opera di Parigi, a cui è costretta a rinunciare a causa della pandemia. Dal 2022 con la stessa étoile che la volle ad Amici, Eleonora Abbagnato, danza come ballerina professionista presso il Teatro dell’Opera di Roma.
Pressione psicologica e competizione sono pane quotidiano ma non ha dubbi su quale sia la sua priorità: danzare. E ci mette l’anima nei suoi passi giungendo, performance dopo performance, ad una danza più matura. La danza, la musica che “è linfa vitale”, la famiglia, le cose semplici, la lettura e la scrittura (“mi piace quando ho giornate pesanti rinchiudermi in me stessa e magari buttare giù delle righe di pensieri…), sono ciò da cui trae la forza necessaria per allontanarsi da casa e ricominciare ogni volta, perché “la danza è puro sacrificio ma mi ripeto che sono fortunata, lavoro facendo ciò che più amo e sono così grata alla vita”.
Giovanni ha 19 anni e oggi lavora in Spagna, a teatro, nella compagnia Ballet de Catalunya dove è ballerino di danza classica. Ha scoperto la danza a otto anni, quando avverte “la voglia sfrenata di conoscersi e muoversi con tutto il corpo”. Si è iscritto alla scuola di danza Giselle, prima al corso di hip hop poi a quello di danza classica, disciplina in cui ha proseguito gli studi. Un concorso vinto a Bari gli ha aperto le porte all’Accademia di Teatro alla Scala. Poi, terminati i suoi studi, è entrato all’ Arena di Verona. “Ogni giorno – dice – ci sono sfide da affrontare, per mantenere la salute del corpo e della mente, per la ricerca continua di perfezione tecnica, per trasmettere il giusto messaggio che la storia che ballo contiene, interpretando gesti, espressività e carattere” sempre con grande attenzione nell’esecuzione dei passi. L’obiettivo che si pone è quello di esplorare fino in fondo il mondo della danza “cogliendo tutte le opportunità di quest’arte che incontro nel mio percorso di vita”.
Anche Dario ha 19 anni, grande appassionato di automobili e di tutto ciò che ad esse è legato, dalle corse ai dettagli tecnici, fino alle curiosità del mondo dei motori. I suoi motori preferiti sono quelli dei Kart. Passione ereditata da parte paterna che esplode durante un viaggio a Rimini e la sua prima volta, a 7 anni su una pista che “non era scontato che i miei genitori mi permettessero di percorrere”. È stato il giorno in cui ha capito che dal kart non sarebbe più sceso. Comincia così il suo allenamento, prima su un mezzo riparato dal padre, poi su un 60cc da competizione, poi su un 100cc, poi su un 125cc. Infine si affida a chi questo mestiere lo fa di professione ed entra a far parte del team ASD Muolo Motosport. “Il team mi fornisce il primo mezzo per competere ad alti livelli, oltre alla preziosa esperienza di ogni loro meccanico”. Sono trascorsi cinque anni dall’ingresso nel team e oggi Dario gareggia nella massima categoria, fianco a fianco con campioni italiani e mondiali, su circuiti internazionali. Anche se sembra uno sport individuale, Dario spiega quanto sia importante il team e il lavoro di squadra tra piloti “perché anche se in pista siamo avversari, fuori ci si aiuta a crescere, con lo scambio di consigli e il confronto delle esperienze”. Sensibilità di guida, concentrazione, capacità di adattamento sono le qualità fondamentali da implementare sempre, “la velocità non è l’unica variabile da tener presente, perché in pista cambia tutto in una frazione di secondo”.
Dario coltiva un grande interesse per il settore tecnologico e si è distinto anche in questo, partecipando, in gruppo, ad alcuni campionati scolastici a cui il suo Liceo Scientifico E. Amaldi di Bitetto ha aderito negli anni: il campionato di Robotica del 2023, con un progetto innovativo basato sulla comunicazione con le persone sordocieche tramite il metodo Molossi e, ancora, il Media Show di Melfi dove, con un video sullo stesso progetto, il suo gruppo ha ottenuto un brillantissimo secondo posto su una platea di concorrenti internazionale. Anche in campo scientifico, un ottimo lavoro di squadra.
Senza dubbio le loro storie, come quelle di altri talenti del territorio che sicuramente avremo il piacere, nel tempo, di incontrare, con ogni passo verso il miglioramento di sé, raccontano non solo il successo, ma anche l’impegno, il sacrificio e la passione.
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