Menti brillanti a Km0

di Carmela Caporusso

Il territorio palese vanta la presenza di giovani talenti che, con il loro ingegno e la passione per le discipline scientifiche, si sono distinti a livello nazionale portando avanti progetti e studi ambiziosi. Due sono i nomi che spiccano: Giuseppe Lapietra e Antonello Pellecchia, accomunati dall’entusiasmo per la ricerca e dall’impegno nel contribuire al campo dell’innovazione. Ecco le loro storie.  

Giuseppe Lapietra, classe 2003, è un giovane studente di Informatica dell’Università di Bari che in più occasioni ha mostrato una spiccata capacità di sviluppare idee nel campo della robotica.  

Già liceale, dopo aver vinto uno stage per il Progetto OCRA (attività sulla Fisica dei Raggi Cosmici) presso l’INFN (Istituto Nazionale della Fisica Nucleare) di Frascati, ha preso parte alle Olimpiadi Nazionali di Robotica, tenutesi a Genova nel maggio 2022, insieme ai compagni del liceo scientifico “E. Amaldi” Gianluca Tarantino e Giulio Gismondi. Il team è stato uno dei dieci gruppi finalisti per la categoria A di “Robotica Protesica” con il progetto “Nick2”: «si trattava dello sviluppo software di una fascia, provvista di elettrodi, da posizionare sulla testa per leggere il campo magnetico del cervello: in base ai movimenti della spalla si riusciva a comprendere l’entità dell’onda magnetica prodottasi. Ma la sfida determinante, per il percorso che avrei intrapreso dopo, è stato l’Hackathon che aveva come tema la risoluzione di problemi di motilità per soggetti affetti dalla sindrome di Poland (mancanza del muscolo pettorale che porta all’atrofizzazione dei muscoli dell’avambraccio): insieme a Giulio, ho pensato a un sistema protesico di muscoli artificiali che captasse il movimento che si vuol dare al braccio tramite sensori, sviluppando un codice che simulava la presa dati dal braccio».  

Imbattendosi nei ‘muscoli pneumatici McKibben’ – costituiti da tubi e fili, dalla cui interazione deriva l’accorciamento e la distensione del muscolo stesso – i due hanno continuato a lavorare, dopo la competizione, per realizzare il prototipo di un’“esotuta” indossabile – utilizzando tubi di lattice e calze in fibra di carbonio – al fine facilitare l’attività di chi solleva carichi. «In questo modo ci siamo costituiti come team di Carbonium, sviluppando il desiderio di creare e innovare. Abbiamo perciò realizzato una seconda versione dell’esotuta chiamata Carbonium arm, presentata all’Università di Foggia nel corso dell’evento SurvHackathon».  

Nell’ottobre del 2023, Carbonium ha raggiunto nuove vette, portando il team – arricchitosi del contributo di Giuseppe Macchia e dell’Ing. Michele Scaramuzzi – alla Maker Faire di Roma: «qui, nel nostro stand, abbiamo presentato il prototipo di Sandy, un dispositivo automatizzato e sostenibile in grado di pulire lo strato superficiale della sabbia marina grazie alla presenza di un sistema di riconoscimento delle forme naturali e di uno splitter che permettono di dividere i rifiuti dalla flora. Il proposito era quello di mettere la robotica al servizio dell’ambiente e La Maker Faire è stata un’ottima occasione per entrare in contatto con altri progetti e testare il nostro lavoro attraverso i feedback degli esperti del settore».  

Oggi, Giuseppe è impegnato in un nuovo progetto: «insieme a Giulio sto pensando di organizzare una competizione, un Hackathon che coinvolga i giovani maker del territorio e della provincia barese con una passione per la robotica, l’informatica e la fisica sottoponendo loro un tema divertente e premiando l’idea più funzionale, più creativa e più innovativa. L’obiettivo è quello di creare una community che diventi un punto di riferimento per questi giovani appassionati come me, un luogo dove scambiare idee, crescere ed essere di supporto gli uni con gli altri portandoci a nuove opportunità e successi». 

Antonello Pellecchia, classe 1996, è un giovane ricercatore che ha ottenuto straordinari riconoscimenti nel campo della Fisica delle particelle.  

Laureato in Fisica all’Università di Bari nel 2019 e addottorato nel 2023, è stato impegnato post-dottorato presso il CERN (Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare) di Ginevra, dove ha sede l’acceleratore di particelle LHC più complesso e mai realizzato, prendendo parte a «esperimenti all’avanguardia sulla fisica delle particelle e sul funzionamento dell’universo su piccola scala». In seguito a questa collaborazione, è stato premiato nello stesso anno con il CMS Award 2022 per i risultati ottenuti nel corso della ricerca.  

Nel 2024, inoltre, ha ricevuto dall’INFN di Torino il Premio Nazionale “Conversi” per la miglior tesi di dottorato, selezionata per la rilevanza e l’originalità dei contenuti nonché per il contributo significativo dato al campo della Fisica delle Particelle in Italia: «Ciò su cui ho lavorato è stato lo sviluppo dei rivelatori di particelle, dispositivi che servono a rintracciare le particelle venute fuori dalle collisioni negli acceleratori e a misurarne velocità, energia e altre caratteristiche fisiche, in modo tale da risalire a informazioni sulle interazioni fondamentali che avvengono durante le collisioni. L’esperimento consiste nel far scontrare le particelle ad altissima energia, che viene convertita in massa e sarà utilizzata per creare nuove particelle. In sostanza, si tratta di usare i rivelatori di particelle per scoprire di cosa è fatta la materia e questo non è un concetto lontano, in quanto le particelle sono i costituenti fondamentali delle forze e delle interazioni che ci interessano nel quotidiano».  

Attualmente, Antonello è tornato a lavorare presso la sezione di Bari dell’INFN. A KilometroZero racconta come l’interesse per la scienza lo accompagni dalla tenera età: «Sono sempre stato affascinato dalle trasmissioni e dalle opere di divulgazione scientifica, di quelle mi colpivano le scoperte che aprivano a concetti quasi futuristici e interessanti perché complessi. Ho deciso di studiare Fisica proprio per operare in un campo che fosse spendibile e utile per tutti».  

In questo «Il livello di studi dell’Università di Bari mi ha soddisfatto e convinto, così come la preparazione dei gruppi di ricerca nazionali e internazionali con cui mi sono interfacciato alla pari. A Bari come a Ginevra viene dato il giusto valore al contributo di ognuno e le scoperte non sono il prodotto di singole menti, ma il frutto della collaborazione di persone di culture ed età diverse che sono state in grado di creare comunità e investire su una conoscenza comune, molto spesso senza vedere i risultati nell’immediato. La fisica, infatti, guarda molto più avanti nel futuro: l’esperimento di cui ho parlato prima è, in realtà, l’aggiornamento di un esperimento già esistente che sarà portato avanti fino al 2080, io stesso forse non ne coglierò i benefici a lungo termine, ma per passione e per la gratificazione che ricevo ogni giorno dal mio lavoro, sono disposto a fare questo salto nel vuoto».   

Giuseppe e Antonello sono l’esempio di come la passione, la perseveranza e la collaborazione possano portare a risultati straordinari nel campo dell’innovazione. L’invito è quello di seguire con attenzione questi giovani talenti che, con il loro spirito di iniziativa, sono pronti a cambiare il mondo, un passo alla volta. 

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