Tina Luciano, amministratore della “Bellino s.r.l.”, azienda nel settore della meccanica di precisione a Modugno, è stata assessore all’ambiente nelle giunte Magrone dal 2013 al 2020, grazie alle quali Modugno fu la prima città nel centro-sud ad adottare la tariffazione puntuale. La raccolta differenziata, introdotta nel 2016, si attestò nel 2020 a oltre il 73%.
La visione che ha Tina Luciano della questione rifiuti è sistemica, accompagnata da una dotta consapevolezza tecnica. “L’introduzione della raccolta differenziata attraverso la Tarip, la tariffazione puntuale, rappresentò una destabilizzazione che anteponeva l’interesse generale a quello privato. Il pensiero unico del ricorso alla discarica (o del sempre incombente rimedio inceneritore) non era più avvertito come soluzione all’ emergenza (in realtà utile soltanto all’interesse privato). Al contrario: dimostrammo che, con la tariffazione puntuale conseguente alla raccolta differenziata porta a porta, c’erano vantaggi molto sensibili per l’ambiente e per le economie della città, che si rivelarono in rapporto ciclico virtuoso tra loro”. Cambiò fondamentalmente l’accezione di rifiuto? “Esattamente: per la comunità il rifiuto non doveva più essere oggetto di rimozione, la più immediata. Il rifiuto doveva prima essere setacciato da tutti, cittadini, esercizi commerciali, fabbriche. Il rifiuto si trasformava, da ogni punto di vista (culturale, economico, ambientale, sociale), in valore”. Valorizzazione implicata dal concetto di “purità” del rifiuto: una specie di coppia di opposti contraddittori? “Già: veniva accostata al rifiuto una caratteristica convenzionalmente inconciliabile. Eppure, fu proprio mediante la produzione di rifiuti “puri” per quanto possibile, ottenuti attraverso verifiche complesse come quella della “quartatura”, che ci si rese conto di quanto potesse giovare questo ribaltamento nell’uso del rifiuto”. La raccolta differenziata per come la introduceste voi smentisce il principio dello stato emergenziale per lo più dominante? “La raccolta differenziata, se ben fatta, non riguarda soltanto la comunità dei presenti, ma è una di quelle pratiche che allargano l’attenzione a ciò che verrà dopo, a chi verrà dopo”.

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