Trifone Gargano è prof. di Lettere al Liceo Don Milani di Acquaviva delle Fonti e di Letteratura e Sport all’Università di Bari. Autore di divulgazioni “pop” di classici della letteratura come Dante, Boccaccio, Leopardi, Manzoni, Pasolini, sui quali, con lo stesso brio “pop” (mai disgiunto dal rigore filologico) dei suoi libri, tiene incontri pubblici in tutta la Penisola.
La tua definizione di letteratura “pop”.
Per letteratura “pop” intendo, sostanzialmente, due cose: la prima, “popolare”, cioè, letteratura per tutti. Arte e bellezza per tutti, e non, invece, per pochi (come è sempre accaduto). Lo sforzo che il letterato deve compiere, e anche chi, come me, svolge l’attività di docente e di critico, di mediatore culturale, è quello di rendere alla portata di tutti le opere letterarie, nel senso che devono essere fruibili da parte di tutti. Dante stesso scelse di scrivere il suo poema in volgare (e non in latino), per giungere a tutti, finanche, precisò in una sua lettera, alle «mulierculae». La seconda cosa che intendo, con l’utilizzo dell’espressione «letteratura pop», è la multi-codalità, la mescolanza dei linguaggi espressivi, a cominciare dalle canzoni pop e rock, per finire ai “graphic novel”, ai “social network” (per natura collettivi e collaborativi), e così via.
Potrebbe esserci un nesso tra le nuove “smart libraries” e la letteratura, così come la intendi tu, “pop”?
Certamente. La letteratura “pop”, infatti, è letteratura “smart”, mai banale, mai bignamizzata, bensì, saettante, fulminante, veloce, sentenziosa, esattamente come un odierno tweet (che tanto ricorda, per il suo stile, i motti di spirito, i proverbi, i distici, le sentenze della tradizione greco-latina, e italiana). L’idea, dunque, delle nuove “smart libraries” svecchia e rende più fruibile il patrimonio librario del passato, all’interno di una concezione di funzione che sia, per davvero, aperta, popolare e per tutti.
I vantaggi di una biblioteca “smart”, secondo te?
La fruibilità, l’accessibilità, la democraticità, l’inclusività, l’economicità.
Sommi come Dante, Leopardi, Pasolini, che tu hai mostrato essere appunto “pop”, che cosa direbbero di una biblioteca “smart”?
Che finalmente il luogo sacro della conservazione e della fruizione dei testi, e di tutta la tradizione (materiale e immateriale) di una comunità, è diventato per tutti.

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