Pietro Laureano, architetto e urbanista, è consulente Unesco per le zone aride, la civiltà islamica e gli ecosistemi in pericolo e a rischio. E’ promotore del recupero della città di Matera che nel 1993 è diventata patrimonio dell’UNESCO, ha coordinato e gestisce progetti basati sul recupero delle tecniche antiche dei sistemi di raccolta dell’acqua con vari organismi internazionali in tutto il Mediterraneo, Yemen, Mauritania ed Etiopia.

Decoro urbano inteso come riqualificazione del territorio e del borgo cittadino, cosa si intende con questa frase?
Il termine decoro urbano non è di mio gradimento, in quanto la città già di per se stessa se fatta bene è bella e non necessita di altro, la città deve essere in armonia con la natura e rispondere a una serie di esigenze climatiche che ne esprimono bellezza e questo si evince in Palo del Colle nei suoi materiali, nella forma e nelle architetture in funzione dell’ambiente in cui si sviluppa su un colle, la cuspide del suo campanile una città costruita secondo le linee di scorrimento idrico e paesaggistico, il vero decoro è esaltare queste caratteristiche e renderle sempre più sostenibili.
Come può l’andamento climatico condizionare il territorio e il centro storico, nel senso il clima può distruggere un borgo antico?
Certamente, il clima è quello che si è formato nel corso del tempo le nostre città sono state create in base al clima e si sono adattate, adesso invece si stanno verificando due fenomeni, il primo che le città sono cresciute a dismisura, mangiando terra ed occupando aree con distese non permeabili distruggendo il rapporto naturale armonioso con le piante e le campagne, secondo sono aumentati gli estremi climatici, con il surriscaldamento climatico succede che le energie in gioco nell’atmosfera sono aumentate e in alcuni casi c’è troppo calore e mancanza di acqua, in altri invece c’è ne troppa di acqua perché c’è maggiore evaporazione e ne viene giù a valanga come sta succedendo ora in Emilia. Crisi idrica caldo e crisi idrica per assurdo di troppa acqua, questo crea disastri e le città non rispondono più, non sono dotate di sistemi di raccolta idrica, cisterne, pozzi adatti. Si ha necessità anche di più verde pubblico, sistemi che vadano a sequestrare più CO2, ogni pianta è come una cisterna che raccoglie acqua ma se queste scarseggiano e il terreno è cementificato allora succedono i disastri.
Esistono dei finanziamenti ai quali attingere per riqualificare i nostri borghi?
Ci sono e ci sono stai dei fondi dati per la rigenerazione urbana, per rendere le nostre città più ecosostenibili, attualmente nel PNRR ci sono dei fondi per la transizione ecologica a cui i borghi e le citta possono attingere, il vero problema è che i comuni non investono in progettualità e quindi non partecipano a bandi pubblici o europei, quindi in primis avere un parco progetti ai quali attingere poi per avere finanziamenti. Il comune deve capire che deve avere una rete strategica e fare un’analisi sistematica di quelli che sono i valori e le qualità del paese e lavorare su questi punti di forza ed interesse per renderli visibili, utilizzare per esempio la carta UNESCO per presentarsi al mondo e al turismo. Recuperare aree e zone in modo da farle diventare turisticamente attrattive, produrre dei marchi di qualità comunali, attivare un processo di valorizzazione del territorio, ricostruire la coltura del posto. Oggi la carta vincente e’ valorizzare la sostenibilità di un prodotto locale che permette di muovere l’economia del territorio partendo dall’analisi culturale del comune stesso..
Cosa è l’economia circolare e come può inserirsi all’interno della riqualificazione di un borgo?
L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. All’interno di un paese esempi sono il recupero di acque usate, su questo ci sono importanti finanziamenti europei, che derivano da diverse lavorazioni del territorio e da agni scarto possono nascere altre forme di produzione, in modo che non ci siano più rifiuti e tutto viene riciclato e riutilizzato. Un altro esempio potrebbe essere quello che ogni unità abitativa diventi indipendente dal punto di vista energetico ed idrico in modo da chiudere un ciclo rendendosi dai propri scarti autosufficiente.
Come si può riqualificare e valorizzare un borgo storico o un paese?
Sicuramente partire dagli aspetti storici, culturali ed architettonici del luogo e del centro storico, valorizzando quindi quello che si ha, Palo del Colle presenta una serie di paesaggi, campagne e periferie meravigliose che devono essere promosse e incentivate. Il problema dei borghi e dei centri e che purtroppo si spopolano, la gente migra verso città che sono un polo di occasioni, quindi bisogna far diventare il paese un polo di occasioni locali andando a sposare la quiete, la calma e la tranquillità di un borgo con tutte le attrattive tecnologiche più avanzate.
Qual è il ruolo del cittadino e quale invece del politico in questo processo di riqualificazione e recupero di un paese?
Il cittadino dovrebbe più credere nei propri luoghi, nel proprio paese, impegnarsi anche in prima persona e poi scegliere dei politici lungimiranti, purtroppo questo tipo di visione che porta alla rigenerazione di un borgo ha bisogno di un piano strategico che vede i suoi frutti concretizzarsi dopo almeno dieci anni, e questo potrebbe invece scontrarsi con esigenze a breve termine che può imporre un certo tipo di politica. Molte città sono riuscite grazie al progetto capitale della cultura a rilanciare e promuovere il proprio territorio e il proprio paese andando a rilanciare dei percorsi virtuosi. La politica vede dei risultai immediati, faccio la sagra del Tortello ad esempio e accontento tutti e i risultati sono immediati, finanziare uno studio di valorizzazione e di ricerca del territorio avrà dei tempi più lunghi i cui risultati si vedranno a lunghissimo termine. Comunque ora anche le regioni stanno aiutando sempre di più i comuni a dotarsi di piani di progettualità su settori sostenibilità, transizione ecologica, economia circolare, K0, rapporto organico città ed architettura sui quali l’Unione Europea elargisce molti finanziamenti.
Quali sono gli errori che vengono con più frequenza commessi quando si cerca di riqualificare un borgo?
L’errore è credere che il borgo non si riqualifica solo con banchine, statue o fontane, l’arte è importante e bella, ma deve essere di qualità e deve essere fatta bene, l’aiuola al centro della città non risolve certo il problema, meglio interventi strutturali che vadano a risolvere alcune funzioni urbane e ne aumentano la qualità, creare quartieri ecosostenibili, vivai cittadini dotate di piante che esistono a siccità estreme, luoghi in cui si adattano specie diverse, a questo si aggiungono superfici drenanti nelle strade, superfici pensili, tetti giardino, sistemi di filtraggio dell’acqua e di ripotabilizzazione dell’acqua andando a decorare in maniera diversa la città che dal punto di vista funzionale ci da qualcosa a differenza della semplice fontana che messa li lascia il tempo che trova. In Arabia questo tipo di paesaggio e di investimento da tempo è stato per vari motivi incentivato, qui in Italia la situazione è un po’ diversa in quanto si pensa che le nostre città vanno bene così e sono indistruttibili rimanendo fermi sulle nostre posizioni. Spiragli si vedono come a Milano dove Boeri ha costruito un grattacielo con gli alberi sui balconi con grande successo, ma comunque anche nelle nostre case o sui nostri terrazzi c’erano le piante ma non siamo andati avanti in quella direzione, Matera era un giardino pensile, tutte le gravine e la Puglia stessa era piena di giardini dagli ipogei all’architettura rupestre, ma questo non è il passato ma il futuro ed è la necessità del mondo, difficile da comprendere vedi New York anche dove è stata realizzata la green line, aver trasformato una vecchia superstrada abbandonata che passava nella città in un nastro verde che oggi attira milioni di turisti e questo tranquillamente può essere fatto nel nostro Sud.
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