Intervista ad Antonio De Giosa, membro della commissione Toponomastica

di Rosanna Bertolino – (con la collaborazione dei ragazzi del corso Reporter del Futuro dell’I.C. Cianciotta-Modugno di Bitetto)

Spesso camminiamo per le strade della nostra città senza alzare lo sguardo, considerando i nomi sulle targhe semplici riferimenti logistici. Eppure, ogni via, piazza o vicolo di Palo racconta una scelta, un valore e, soprattutto, una memoria che un’amministrazione ha deciso di rendere immortale. Ma come nasce l’identità di una mappa? Dietro ogni nuova intitolazione c’è il lavoro meticoloso della Commissione Toponomastica, un organismo che bilancia la storia locale con le spinte del presente.  

Abbiamo incontrato Antonio De Giosa, docente dell’ITE Vitale Giordano di Bitonto e membro della commissione Toponomastica come rappresentante della maggioranza,  per capire quali criteri guidano queste scelte e come la partecipazione dei cittadini possa influenzare il volto futuro del nostro paese. 

Come è composta la commissione e quali sono i suoi compiti? 

La commissione è composta dal Sindaco, che ha funzione di presidente, da due consiglieri comunali (uno di maggioranza ed uno di opposizione), due rappresentanti degli istituti scolastici del territorio, un rappresentante della stampa locale e un rappresentante delle associazioni culturali palesi. Il loro compito è quello attribuire i nomi alle vie, alle piazze o agli edifici pubblici qui presenti. 

Nella scelta di un nome, quanto è prioritario il legame storico o geografico tra il personaggio 

e la specifica strada o piazza assegnata? C’è un criterio di “pertinenza”? 

Nel nostro regolamento non ci sono ordini di priorità di questo genere, ma sicuramente vengono esaminati con cura i curricoli delle personalità proposte per l’attribuzione dei toponimi. Nel dettaglio si esaminano le proposte che possono provenire da associazioni, partiti e movimenti politici, singoli cittadini, gruppi, o membri della stessa commissione, in assenza di proposte dei suddetti. Dopo un’attenta analisi e discussione, la commissione sceglie la figura proposta esprimendo un  parere motivato. 

Molte città italiane stanno lavorando attivamente per ridurre il divario di genere nella 

toponomastica. Esiste a Palo un impegno concreto o un piano programmatico per dedicare 

più spazi pubblici a figure femminili? 

Formalmente non siamo vincolati a questo tipo di proposta, però nello specifico la commissione si è impegnata a favorire questo tipo di indirizzo. Non a caso di recente, in sinergia con gli Istituti scolastici operanti sul territorio, abbiamo individuato nella figura di Frida Kahlo il toponimo di un plesso scolastico privo di denominazione. 

Nel caso di nuove intitolazioni, la Commissione tende a privilegiare figure legate alla storia 

locale di Palo o personalità di rilievo internazionale? 

Si scelgono figure locali qualora queste abbiano avuto un vissuto tale da meritare l’intitolazione di una via, un  parco, una piazza, un edificio scolastico… 

Quale ruolo ha la comunità? Qual è l’iter per accogliere le istanze della cittadinanza? In che 

misura l’opinione dei residenti e delle associazioni locali influenza le decisioni finali della 

Commissione? 

La comunità ha il ruolo di formulare proposte o fornire suggerimenti relativi a personaggi che hanno dato lustro alla nostra comunità; i cittadini devono presentare istanza presso l’ufficio Protocollo del Comune corredata da un curriculum vitae della personalità che si intende valorizzare e successivamente tale proposta viene sottoposta al vaglio della commissione. In realtà l’opinione di residenti e associazioni non influenza le decisioni finali; la commissione non è sottoposta ad alcun vincolo e può autonomamente accogliere o meno la richiesta, con le dovute motivazioni.  

Attualmente ci sono vie o spazi in attesa di un’intitolazione? 

Si, ci sono. Le scuole, tutti i plessi, avranno a breve il proprio toponimo. L’iter è già quasi completato. Inoltre, tutto ciò che oggi è in via di costruzione e/o risistemazione verrà nominato, secondo un ordine cronologico di richesta e seguendo l’iter: presentazione della proposta; riunione della commissione con parere motivato; delibera di giunta da inviare alla Prefettura; Nulla Osta della Prefettura. 

In definitiva, emerge come il volto della nostra città sia il risultato di un dialogo aperto tra istituzioni e territorio. La sfida della Commissione, tra equità di genere e valorizzazione delle radici locali, è quella di rendere ogni targa un pezzo di identità condivisa. Ai cittadini di Palo resta il compito di guardare con occhi sempre nuovi e curiosi quegli angoli di strada, riscoprendo le storie che i nomi continuano silenziosamente a raccontare. 

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