Intervista al prof. Luca Tarantino

L’autonomia differenziata rappresenta in questo periodo un argomento di grande interesse e dai molteplici risvolti politici economici e sociali. Abbiamo quindi voluto sentire l’opinione su tale argomento del Prof. Luca Tarantino, referente del comitato locale NO AUTONOMIA DIFFERENZIATA. 

Perché creare nella nostra cittadina un comitato sull’autonomia differenziata? 

A Palo, come in tanti comuni nel Sud e in Italia, si è sviluppato un movimento spontaneo per informare e sensibilizzare i cittadini sull’Autonomia Regionale Differenziata. La pericolosa proposta di legge Calderoli mina l’unità dell’Italia e aumenta le diseguaglianze e i divari territoriali, non solo tra Nord e Sud, ma anche tra centri e aree interne dell’Italia tutta. Per dirla con parole di mons. Francesco Savino: “…E’ tutto il Paese a perderci…a essere penalizzati saranno soprattutto le persone più povereNon si può restare indifferenti, per cui tutti siamo chiamati ad un impegno finalizzato a capire l’importanza della posta in gioco e ad assumere tutte le iniziative di mobilitazione opportune”. E’ necessario, quindi, conoscere il d.d.l. Calderoli, esserne consapevoli per mobilitarsi e contrastarlo. 

Maggiori autonomie non furono forse già accordate con la riforma del Titolo V della Costituzione Italiana? 

La riforma del Titolo V della Costituzione Italiana fu varata nel 2001 sull’onda del successo della Lega Nord e delle rivendicazioni secessioniste della cosiddetta “Padania”. All’art. 116 della Costituzione, che riconosce per 5 Regioni uno Statuto speciale, fu aggiunta la possibilità di Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia per le altre Regioni con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata. Potrebbero, quindi, essere attribuite competenze legislative e amministrative alle Regioni a Statuto ordinario fino a 23 materie. 

Sotto l’impulso dei referendum truffaldini svoltisi nelle regioni a guida leghista del Veneto e della Lombardia, a cui si è aggiunta l’Emilia Romagna a trazione centrosinistra, si è giunti alla firma di pre-intese tra queste Regioni e il governo Gentiloni, a quattro giorni dalle elezioni politiche (2018). Ma è con il governo Meloni, e in particolare con il ministro leghista Calderoli, che viene presentato e poi approvato al Senato il 23 gennaio 2024 il d.d.l. sull’Autonomia Differenziata. Per contrastare la legge, già molto tempo prima era stata avanzata la proposta di una legge di iniziativa popolare di modifica degli art. 116 e 117 (primo firmatario Massimo Villone) attraverso la raccolta di firme. Sono state raccolte più del doppio delle 50.000 firme richieste. E’ in questa fase che, a Palo, il movimento si è attivato con un gruppo whatsapp per promuovere incontri e raccogliere firme. Dopo un primo incontro organizzato dal comitato locale, se ne sono tenuti altri su iniziativa di partiti politici come il PD, Cinque Stelle e il movimento Fuori dal Comune. Su sollecitazione del comitato locale, il Consiglio Comunale di Palo del Colle ha approvato a larga maggioranza un ordine del giorno contro il d.d.l. Calderoli. Nella nostra città si sono sentite le voci autorevoli di mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio e vice-presidente della CEI, dell’ex magistrato Nicola Colaianni, della prof.ssa Marina Calamo Specchia, del prof. Michele Capriati, del dott. Enzo De Robertis del CDC nazionale e di esponenti politici nazionali e regionali. 

Chi potrebbe far parte di questo comitato e come? Cosa propone e quali sono i mezzi e modi? 

Del comitato possono far parte tutti. Vi appartengono già persone con diversi orientamenti politici ed ha un gruppo social su whatsapp dove vengono scambiate informazioni, articoli, iniziative in collegamento con il Coordinamento di Democrazia Costituzionale di Bari e nazionale. Il proposito è quello di suscitare interesse e stimolare la conoscenza su un tema civico di fondamentale importanza. Di riaffermare e ribadire il rispetto della Costituzione che prevede l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica, minacciata dalla cosiddetta secessione dei ricchi (cfr. Viesti), obiettivo non celato dall’Autonomia Differenziata. Il comitato non ha mezzi propri. Con la semplice contribuzione volontaria, ha prodotto una broshure di informazione sintetica sull’Autonomia Differenziata e utilizza canali informativi alternativi. 

Perché la gente in Italia non scende in piazza con scioperi o manifestazioni quando si parla di temi così importanti?  

Diverse manifestazioni e raccolta firme per la revisione del d.d.l. Calderoli si sono tenute in tutta Italia e anche a Palo. C’è stato, però, un consapevole silenzio da parte del governo e dei media, per cui la maggioranza dei cittadini è poco o per niente informata su questa scellerata legge spacca Italia, che divide gli italiani in cittadini di serie A e di serie B in base alla loro collocazione territoriale. Non solo. Con la frammentazione dell’Italia e la nascita di tanti Stati Regionali, con proprie leggi diverse una dall’altra, viene messa da parte la Costituzione Italiana e con essa finisce l’unità nazionale, la solidarietà e la coesione. Per questo contro l’Autonomia Differenziata sono scesi in campo la Chiesa con la CEI, SVIMEZ, Confindustria, Sindacati, Banca d’Italia, Ufficio Bilancio del Senato, Gimpa, Commissione Europea, ecc.. 

C’è un aspetto che mi preme sottolineare. I presidenti di regioni richiedenti l’Autonomia Differenziata ripetono spesso che con tale legge si responsabilizzano gli amministratori e quindi diminuirebbe la corruzione al Sud. Con quale credibilità affermano queste sciocchezze se anche al Nord sono avvenute truffe ben più scandalose! Basti ricordare Tangentopoli e scandalo Sanità in Lombardia, il MOSE a Venezia, Parmalat in Emila Romagna, Olimpiadi sulla neve, corruzione nella regione Liguria, per citare solo gli ultimi episodi di corruzione e malaffare. 

Secondo lei è costituzionale modificare la nostra Costituzione, ci sono delle modalità che bisogna seguire oppure basta una proposta di legge? 

La revisione è prevista dalla stessa Costituzione secondo norme precise (art. 138). Tuttavia ci sono alcune parti, come gli art. 2-5 e gli articoli 13-16 concernenti le libertà, che la Costituzione stessa definisce nel testo “inviolabili”. Molti costituzionalisti ritengono che la legge sull’Autonomia Differenziata sia chiaramente anticostituzionale in quanto non rispetta alcuni articoli fondamentali come l’art. 2 (“… richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”), l’art. 3 (“… rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale…”), l’art. 5 (“La Repubblica, una e indivisibile…”). 

Come si evolverà questo comitato locale qualora la proposta di legge dovesse essere attuativa? 

Intanto le imminenti elezioni europee ed amministrative potrebbero essere una occasione per noi cittadini per dare un segnale forte alle forze politiche che si ostinano a mandare avanti questo folle progetto di divisione dell’Italia. Se dopotutto dovesse essere approvato, valuteremo, all’interno del Coordinamento di Democrazia Costituzionale e di altre associazioni, le opportune iniziative da intraprendere: referendum, ricorsi alla Corte Costituzionale e altro. Perché non si può governare contro i cittadini! 

 

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