Gli anziani ed il Piano Sociale di Zona, la parola ad Anna Marsala

di Leonardo Giovanniello

I servizi sociali sono l’ufficio comunale dove le persone in cerca di aiuto si rivolgono. La responsabile apicale di questo ufficio è Anna Marsala. Diploma di laurea per assistente sociale, lavora ininterrottamente nel nostro comune dal 2009, dopo altre precedenti esperienze in quelli di Gravina e Bitetto. Sessantacinquenne, non distante dalla pensione, è la colonna portante del settore che si dedica alle persone fragili. Kilometrozero si rivolge a lei per affrontare le tematiche della terza e quarta età. Voce profonda, Anna ha l’attitudine al comando del padre, Ninnì Marsala, comandante di vascello, ed i modi risolutivi della madre casalinga, Tonina Stallone

anna marsala

In quali ambiti è intervenuto il penultimo piano sociale di zona 2019-2021 in tema di assistenza agli anziani sul territorio e quali sono stati i servizi che si sono realizzati?

L’ambito di intervento su cui si è deciso di intervenire, prevedendo un aumento delle risorse da destinare, è stato quello relativo al Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Questo servizio viene affidato ad una cooperativa mediante avviso pubblico che garantisce il servizio OSS (Operatore Socio Sanitario) mentre quello infermieristico viene garantito dall’Asl. Riusciamo a garantire il servizio a tutte le richieste che vengono presentate dal territorio, dopo che abbiamo ottenuto l’autorizzazione dalla azienda sanitaria locale. Attualmente a Palo viene garantito l’ADI ad una decina di persone.

Le associazioni del terzo settore durante i piani di concertazione realizzati a fine 2022, in merito al nuovo piano sociale di zona per gli anni 2022-2024, quali richieste hanno fatto in merito alle tematiche della terza e quarta età?

Hanno proposto progetti di inclusione sociale degli anziani con la collaborazione dei Servizi sociali, ad esempio, “Nonno Vigile”, “Banca del Tempo” e Taxi sociale ed un maggiore impegno degli anziani a sostegno della comunità. 

Durante il consiglio comunale di fine novembre è intervenuta chiarendo che la suddivisione dei fondi tra Bitonto e Palo è in percentuale rispettivamente il «65 per cento e il 35». Ma questa suddivisione non è rigida in quanto dipende dalla presenza del «servizio finanziato nell’ambito di zona». Quali sono i servizi che a Palo non vengono effettuati e invece sono garantiti da Bitonto?

Non ci sono grandi differenze tra i due comuni, perché entrambe le amministrazioni cercano di rispondere alle esigenze presentate dai loro cittadini. Per esempio, Palo del Colle dispone di contributi economici destinate a famiglie di detenuti e ex detenuti, al fine di garantire una nuova inclusione sociale. Molte spese che appaiono destinate a Bitonto in realtà sono comunque spese su entrambi i comuni, ad esempio i patronati centrali convenzionati ottengono i pagamenti comunali che poi vengono suddivisi in base alle sezioni locali. 

Sempre nel consiglio comunale di novembre è stato approvata il “contenitore” del piano sociale di zona, quando verranno definiti i contenuti cioè indicati dettagliatamente gli stanziamenti per i due ambiti di Bitonto e Palo?

Attualmente si sta lavorando, successivamente l’ambito mediante delibere di approvazioni e schede di dettaglio, invierà alla Regione una prima bozza della relazione sociale, da cui si attenderà approvazione. In questo momento sono in attesa dei dati anagrafici al 31 dicembre 2022 da inviare all’ufficio di ambito al fine di definire gli interventi.

Bitonto, quale Comune capofila, annualmente redige la relazione sociale e rendicontazione sullo stato di attuazione del Piano Sociale di Zona, questo documento quando viene divulgato.

Non c’è uno stato di attuazione annuale, in quanto esistono servizi che ricadono su diversi anni, come per esempio il servizio di Assistenza specialistica ricade nell’anno scolastico per cui quel finanziamento è infrannuale. Anche l’Adi (Assistenza domiciliare Annuale), partito da poco, è a monte ore ed il bando prevede circa 10mila euro, quindi il finanziamento è legato alle esigenze del territorio più che riferito ad un arco di tempo.

L’interessante conversazione volge al termine, l’impressione è che per la responsabile dei servizi sociali non è semplice descrivere i vari progetti, che vengono attuati dall’ufficio, per andare incontro alle esigenze di una parte di palesi in difficoltà. Una delle ragioni, mi sembra, sia individuabile nella varietà e complessità delle risorse a cui attingere. Tra ambito sociale (facendo parte dell’ufficio di zona), progetti regionali di inclusione sociale e quelli statali che arrivano direttamente nel bilancio comunale. Molto più coerente sarebbe far passare tutti i finanziamenti del “bilancio sociale” di un Comune attraverso l’ambito di zona in modo da razionalizzare risorse e progettualità.  

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