Intervista al prof. Angelo Rella

di Giusy D’Agostini

Il Professor Angelo Rella, cittadino palese, Console Onorario della Repubblica Italiana a Stettino, che ha competenza territoriale sulla Pomerania Occidentale, ha collaborato attivamente nel coadiuvare le attività di aiuto concreto, fornito dalla città di Palo del Colle, verso la popolazione ucraina colpita dalla guerra che ha trovato rifugio in Polonia.

centro aiuti ucraina

I cittadini di Palo del Colle si sono prodigati nel fornire aiuti concreti a favore della popolazione ucraina colpita duramente dalla guerra. Cosa sente di dire loro in qualità di Console? Cos’altro possono fare a riguardo?

Innanzitutto, sento di ringraziare i cittadini di Palo del Colle per la loro generosità di cuore, per l’accoglienza e per quanto hanno fatto in questi mesi: dalla raccolta di aiuti umanitari, al vestiario, ai medicinali. Insomma, tutto quello che serve in casi come questo. Li ringrazio anche per aver aperto le porte delle loro case e accolto cittadini che scappano da una situazione disperata. In realtà non avevo dubbi sulla generosità dei Palesi, quanto accade è semplicemente una conferma.

Ovviamente in queste situazioni abbiamo dei promotori, chi si è impegnato fattivamente, ha dato più energia, e chi ha contribuito in altra maniera. Gli aiuti sono stati vari anche economici. La raccolta di fondi ha altresì coperto interamente le spese del viaggio dell’autobus che partito da Palo del Colle è arrivato a Stettino con gli aiuti ed è ritornato con i profughi. Quindi una bella e piacevolissima conferma in questo.

Cos’altro si può fare al riguardo? Si può fare sempre altro e tanto. Ma mi creda, aver accolto questi cittadini ucraini nelle nostre case, offrendo loro un tetto, un luogo sicuro dove stare, e almeno per un attimo allontanare l’idea della guerra è molto importante. Ovviamente per quanti di loro che hanno perso tutto nella propria terra, magari questo potrebbe essere l’inizio di una nuova vita, iniziando da un posto di lavoro. Ho notizia che i cittadini di Palo si stanno già mobilitando in tale direzione. Insomma, quanto stanno facendo i Palesi è una prova di vera solidarietà.

In questo momento abbiamo notizie della situazione in Ucraina solo attraverso i canali di informazione tv e web. Ritiene che illustrino correttamente la situazione?

Ovviamente le informazioni che il grande pubblico ha, quelle che noi riceviamo attraverso la televisione, la radio, i giornali e il web naturalmente, illustrano quella che è la situazione. Tuttavia, in una situazione come questa la realtà è leggermente diversa, ci sono sempre delle informazioni che per varie ragioni non giungono alle “masse”: per motivi di sicurezza o per ragioni strategiche come ad esempio nel caso delle perdite: nessuna delle parti ci tiene a comunicare il numero delle perdite all’interno del proprio esercito.

Esistono delle strategie comunicative specifiche che si attuano proprio in casi come questi. Tra le informazioni che non giungono al grande pubblico ci sono quelle legate al grande lavoro della diplomazia che comunque continua a lavorare, insieme ad altre sfere, per portare la pace.

Quali sono le necessità più urgenti di cui hanno bisogno i profughi che hanno trovato rifugio nei nostri centri di accoglienza di cui Lei ha notizia?

Per quanto riguarda i profughi che sono arrivati a Palo la prima necessità è stata subito soddisfatta. Innanzitutto, un tetto, un letto, un luogo sicuro dove stare, questo è molto importante, e poi, in base alle proprie necessità, alle proprie esigenze, ritengo che ci potrà essere gradualmente l’inserimento nel nostro tessuto sociale, magari attraverso brevi corsi di lingua italiana.

La possibilità di poter trovare una sistemazione lavorativa, anche temporanea, per rendere autonome queste persone e non unicamente dipendenti dai nostri aiuti, è fondamentale. E questo anche per un senso di dignità personale. Ritengo, ma con questo concordano gli amici delle associazioni palesi, che il prossimo passaggio debba essere questo.

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