La realizzazione delle nuove piste ciclabili, soprattutto quella all’interno del Viale della Resistenza, ha scatenato le proteste di numerosi cittadini, sia da parte dei residenti nel viale stesso, sia quelli che lo percorrono quotidianamente in auto per esigenze diverse. L’assessore ai lavori pubblici risponde ad alcune domande che possano aiutare i cittadini a comprendere e accettare il progetto.

Le proteste dei cittadini riguardo alla nuova realizzazione delle piste ciclabili necessitano di una risposta. Salvo restando che le stesse rappresentano un passo in avanti verso una mobilità sostenibile, cosa si sente di rispondere a chi le ritiene inutili, in un paese come Palo del Colle, dove l’utilizzo della bici rappresenta quasi un mezzo di nicchia?
“Le Direttive della Comunità Europea, all’interno della Agenda 2030 (programma di adozione globale, adottato con la risoluzione 70/1 del 15 settembre 2015), prevedono l’incentivazione di diverse forme di mobilità sostenibile, come il camminare o andare in bicicletta, e l’uso di veicoli a emissioni zero, come i veicoli elettrici, aventi lo scopo di ridurre l’inquinamento pro capite prodotto dalle città, in particolare per quanto concerne la qualità dell’aria e la salute dei cittadini. In considerazione di queste direttive, anche Palo del Colle rientra in uno sviluppo urbano che dovrà essere più inclusivo e sostenibile. Il piano della Mobilità Ciclistica e la realizzazione di queste nuove piste ciclabili, rappresentano un primo passo di adeguamento della mobilità del nostro Comune alle esigenze impellenti di ridurre l’inquinamento atmosferico, che sta danneggiando irrimediabilmente il nostro pianeta. Educare i cittadini al futuro, rendere i percorsi ciclabili sicuri, al fine di promuovere l’uso delle due ruote anche a Palo, è un obiettivo da raggiungere con la collaborazione di tutti. Mi auguro che nel tempo si modifichino le abitudini dei miei concittadini e che colgano questa nuova struttura viaria, che lambisce molti luoghi con servizi pubblici, come un’opportunità per abbandonare l’uso dell’auto e adottare forme alternative, che possano contribuire ad una mobilità casa-lavoro, casa-scuola più sostenibile con l’uso della bici e del treno. La velostazione (il parcheggio custodito per bici) realizzato presso la stazione di Palo del Colle è un esempio della visione che questa amministrazione sta mettendo in campo, proprio per favorire questa intermodalità anche per la mobilità verso i paesi limitrofi”.
Diversi post e relativi commenti sui social riportano foto di auto parcheggiate all’interno della pista ciclabile, e altri usi impropri della stessa. Di fronte a tali atti di inciviltà e mancato rispetto delle regole, come intendete agire a livello di amministrazione comunale?
“Educare i cittadini al rispetto delle regole sulla viabilità, di conseguenza indurli a un uso corretto della pista ciclabile, porta a un intensificarsi dei controlli e all’emanazione di eventuali sanzioni da parte della Polizia municipale. Ci auguriamo che in breve tutti i cittadini possano godere del nuovo servizio in totale sicurezza. Anche per questo sono previsti all’interno delle scuole dei corsi informativi sull’educazione stradale, al fine di responsabilizzare i nostri ragazzi e renderli consapevoli sulla sicurezza alla guida delle biciclette e dei monopattini”.
Molti cittadini non hanno una chiara visione del progetto finito. Una maggiore informazione riguardo allo stesso e alle sue finalità, nonché ribadire la bontà del progetto, in cui l’amministrazione ha senz’altro fiducia, sarebbe auspicabile. È previsto un incontro con la popolazione, per informarla e tranquillizzare gli animi, viste le numerose perplessità manifestate attraverso i social media?
Sin dalla redazione del PUMC (Piano Urbano della Mobilità Ciclistica) vi sono stati diversi momenti di partecipazione e confronto con i cittadini sul tema della mobilità che hanno portato anche alla sua approvazione in consiglio comunale. Recentemente vi sono stati incontri, in particolare con i residenti, per confrontarci sul progetto in corso di realizzazione, e ne abbiamo accolto alcuni suggerimenti per quanto riguarda la viabilità stradale, senza tralasciare il problema dei parcheggi nelle zone interessate dalle piste ciclabili. Con i tecnici stiamo valutando alcune soluzioni e appena saranno da loro definite si provvederà a informare la popolazione, cercando di trasferire loro sia l’idea complessiva del progetto che sarà realizzato, sia l’importanza di avere un tale percorso fruibile, che unisce il paese al quartiere Auricarro ma anche ad altri paesi, con risvolti positivi per tutti”.
Una domanda personale, come cittadino, ritiene che questo progetto possa portare benefici alla popolazione e al paese stesso?
“Il clima sta cambiando e noi tutti dobbiamo avere consapevolezza di questo. Io da cittadino mi sto battendo affinché i nostri figli possano avere un futuro sostenibile. Pertanto credo fermamente in tutte le soluzioni che possano avere positive ripercussioni a livello ambientale e sulla salute dei cittadini, a partire da questo progetto che assicura maggiore sicurezza nell’utilizzo della bici. Quello della sicurezza è uno dei primi ostacoli percepito dai cittadini nell’uso della bici, pensate per esempio ai bambini che all’apertura del nuovo anno scolastico hanno mostrato molto entusiasmo per questo progetto. Ma è certificato dall’esperienza di altri paesi che sono diversi i risvolti positivi quando ci si sposta in bici o a piedi: crescono le attività di vicinato perché si alimenta il consumo consapevole e i piccoli acquisti; nascono nuove attività legate alla mobilità ciclistica dal piccolo riparatore di bici, al noleggiatore a strutture ricettive specializzate nel cicloturismo. Ma non bisogna nemmeno sottovalutare la funzione sociale del muoversi in bici, il poter uscire in gruppo, con i nostri bambini in totale sicurezza, godere del paesaggio urbano e delle campagne circostanti, mettere un freno alla fretta che caratterizza il vivere moderno. È per me un obiettivo da raggiungere. Ovviamente la rete di piste va completata, come del resto implementata l’installazione delle rastrelliere dislocate nei punti sensibili, per poter lasciare la bici in tranquillità”.
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