di Rosanna Bertolino e Annarita Calabrese
È arrivato come un ciclone, travolgendo le nostre sicurezze e sconvolgendo le nostre abitudini.
Si è partiti da una riduzione delle attività scolastiche per arrivare alla loro sospensione e alla sospensione, via via, di qualsiasi attività che comportasse un assembramento di persone. Quindi attività sportive, culturali, di servizi alla persona. Sono state ridotte le attività amministrative e di ristorazione ed è stata attuata una riorganizzazione di tutto ciò che non si può sospendere: servizi sanitari, bancari, alimentari.
Le restrizioni, è chiaro, riguardano l’intero territorio nazionale, ma vediamo come Palo del Colle ha reagito a tutto ciò.
Innanzitutto, a livello Comunale, sono assicurati l’attività degli uffici e l’adempimento di ogni attività istituzionale, come si evince dal sito prontamente aggiornato; i servizi al cittadino sono assicurati compatibilmente con la loro urgenza, garantendo i contatti telefonici e limitando l’accesso diretto agli uffici.
Gli Istituti scolastici, in ottemperanza ai decreti, si sono attivati, secondo varie modalità, per la didattica a distanza, utilizzando gli strumenti e le piattaforme a disposizione per raggiungere a casa alunni e alunne. Le odierne tecnologie consentono un contatto con i ragazzi tramite la trasmissione di messaggi audio e video, conferenze in modalità live, scambio costante di testi, esercizi, prove scritte, somministrati, effettuati, restituiti su piattaforma e corretti dagli insegnanti.
Lo stesso personale docente degli istituti comprensivi del paese sta sperimentando e mettendo a punto le strategie più adatte per continuare ad ottemperare ai consueti adempimenti, anche in questa temperie che consueta non è.
L’uso di strumenti atti alla realizzazione di videoconferenze sono ormai la normalità. Dirigenti e docenti devono continuare a portare a compimento i propri impegni, seppur con modalità radicalmente diverse dal solito. Ovviamente si rileva che tale sistema non è esente da problematiche e, a volte, qualcuno risulta difficilmente raggiungibile.
Farmacie e ambulatori medici si sono attrezzati in vario modo per garantire servizi evitando il sovraffollamento ed ugualmente alcune attività di generi alimentari, di ristorazione, di servizi e igiene si sono attivate per il servizio a domicilio, per raggiungere soprattutto le fasce più deboli della popolazione.
In particolare, i medici di famiglia hanno modulato la propria attività secondo il sistema che sembra il più razionale e pratico al momento. Le prescrizioni di medicinali, nelle situazioni che non necessitano di visita medica urgente, sono realizzate per lo più telematicamente in modo tale che il paziente ritrovi la sua richiesta direttamente in farmacia e ritiri i propri medicinali, con le dovute cautele.
L’accesso ai locali ambulatoriali è disciplinato secondo un sistema di appuntamenti, onde evitare assembramenti all’interno delle sale d’attesa. Occorre rilevare, inoltre, che i negozi condotti da proprietari cinesi sono chiusi ormai da giorni ed espongono cartelli ‘chiuso per ferie’.
Mai tale espressione è sembrata tanto triste e a tratti sinistra. L’imperativo di <<restare a casa!>> ha prodotto nel cittadino medio un susseguirsi di emozioni e reazioni difficile da sintetizzare: se inizialmente le resistenze erano tante e c’era chi riteneva esagerate tutte le misure restrittive, ultimamente, le strade appaiono deserte, così i parchi e i pochi che si muovono per ‘situazioni di necessità’ indossano mascherine e in alcuni casi guanti.
È quasi surreale veder passare tutti di fretta, a testa bassa per tornare presto tra le rassicuranti mura di casa. Resta tuttavia qualche sacca di resistenza: gruppetti di irriducibili che è possibile scorgere per strada, ai quali l’altoparlante dell’autovettura della polizia locale ricorda quotidianamente che, per decreto nazionale, la popolazione è esortata a restare a casa salvo in casi di necessità accertata.
Le notizie si rincorrono, non sempre veritiere, viaggiano sui social, amplificano, terrorizzano, ironizzano, a volte, ingannano e assumono per esempio le vesti di una mail informativa per rubare dati dai pc. È il malware, volto meno buono di una società connessa.
Ma noi preferiamo avvalerci degli aspetti positivi di questa tecnologia che sta aiutando i nostri figli a non perdere i contatti tra loro, con i loro insegnanti, che sta consentendo a tanti di noi di lavorare e alle nostre autorità di lottare per noi e per le nostre libertà, superando le differenze di colore politico e di opinione.
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