A Palo del Colle tra luoghi culturali da divenire (vedi Biblioteca comunale) ed altri appena inaugurati (vedi Teatro Vittorio Bari) abbiamo Rigenera Laboratorio Urbano che appare una certezza e che continua a deflagrare bellezza. Abbiamo incontrato Nicola Vero, direttore artistico del gruppo di lavoro, a cui abbiamo fatto alcune domande.

L’esperienza del tendone incantato si è conclusa nel maggio scorso, da ottobre 2021 è stato un susseguirsi di eventi con la momentanea interruzione da fine dicembre causa pandemia e con la ripresa a marzo 2022. Quali sono le immagini e le esperienze più importanti che portate di questi spettacoli, convegni ed incontri?
«L’inaugurazione è stato un momento magico ed anche inaspettato in quanto non l’abbiamo prevista neppure noi quella emozione, conseguenza anche di quello che è successo nei giorni prima, un senso di comunità che è esploso con tante persone che desideravano partecipare all’evento». Probabilmente la personalità più importante che è comparsa nel tendone incantato e di cui Nicola ne parla con ammirazione è il presidente di Libera. «L’incontro con Don Luigi Ciotti è stato un evento che ricercavamo da tanto tempo ma non c’eravamo mai riusciti. Quando abbiamo messo in vendita i biglietti sono andati esauriti in pochissimo tempo, ma quattro giorni prima abbiamo ricevuto la richiesta di anticipare l’evento alle 16 perché il giorno dopo doveva essere a Dubai per l’Expo. Ho mandato un messaggio alla persona che organizzava l’agenda pregando di non cambiare l’orario perché si rischiava meno partecipazione. Don Luigi ha confermato l’incontro ma ha posto una condizione: dovevo fare tre preghiere corrispondenti alle tre coincidenze aeree che avrebbero permesso di arrivare in orario a Dubai». Evidentemente anche nelle preghiere il gruppo di lavoro di Rigenera sa essere efficace. Altro evento importante è stato « Il 23 maggio (trent’anni dalla strage di Capaci, nda) «Abbiamo avuto l’onore di avere il Procuratore Capo di Bari Roberto Rossi che ha incontrato gli alunni delle scuole medie e i giovani universitari. C’è stato un momento umanamente toccante quando ha raccontato stavano cercando di ottenere una denuncia per un tentativo di estorsione subita ma il commerciante era riluttante. È stato convinto solo dall’intervento della figlia che ha scosso suo padre con la frase “che uomo sei se non denunci e che esempio mi dai?”». Non poteva mancare nel susseguirsi di tanti incontri anche un momento controverso «durante uno spettacolo, rifiutato in varie scuole, sul bullismo verso un tredicenne omosessuale, tema forte ma anche importante con la Davanzati-Mastromatteo che hanno dimostrato coraggio portando ad assistere le quarte e quinte elementare. Tra le domande poste c’era una bambina che ha chiesto: “quale è la differenza tra il vostro amore e il nostro?” La risposta: “nessuna, amo i miei genitori come li amate voi e amo il mio fidanzato come voi amerete il vostro fidanzatƏ”. Alla domanda semplice e potente è stata data una risposta di uguale tenore, la bambina ha applaudito insieme a tutti gli altri spettatori in erba. Il giorno dopo una mamma ha chiesto come mai i bambini hanno partecipato ad uno spettacolo sull’omosessualità che non era adatto per quelle classi ho risposto che effettivamente forse abbiamo sbagliato dovevamo coinvolgere anche le prime classi».
L’attenzione che avete riservato alle scuole per tutti gli eventi che avete organizzato appare ammirevole. Le nuove generazioni palesi stanno vivendo esperienze che le precedenti non hanno vissuto. Come ti sembrano le ragazze ed i ragazzi palesi, tra ingenuità, slanci emotivi e ribellioni?
«Abbiamo condiviso la costruzione di un percorso, le scuole sono state strepitose, le dirigenti, le insegnanti e le classi hanno dimostrato di essere affamate di conoscenza. Nei giorni precedenti gli spettacoli mattutini venivano gli alunni informati sul tema dello spettacolo che avrebbero visto. Quando hanno incontrato Giovanni Impastato già conoscevano la storia di Peppino Impastato. Nei giovani palesi c’è un fermento, occorre dare fiducia e lo hanno dimostrato ad esempio con gli incontri con Enrico Gagliano e Stefano Massini con le tante domande poste agli ospiti. Come si può comprendere dal post che Massini ha scritto: “Il tendone era pieno, l’atmosfera potente e necessaria, come sempre accade quando c’è qualcosa che va oltre il semplice intrattenimento”».
Nel giorno dell’inaugurazione del Tendone Incantato nel tuo intervento introduttivo hai citando Calvino “l’arte è quello strumento per capire in questo inferno ciò che non è inferno” adesso che siete in purgatorio cioè nel periodo di formazione di nuove idee lo vivete ugualmente in modo frenetico?
«Una volta che abbiamo installato il tendone e avviato il progetto noi già eravamo nel purgatorio del dopo, adesso siamo già proiettati a marzo 2023. Posso dirti che ad ottobre con dei ragazzi che hanno fatto un percorso di formazione giornalistica andremo a Palermo e a Cinisi. Andremo a vedere la strada separava la casa di Peppino da quella di Tano Badalamenti, quella dei cento passi. Andremo in Via D’Amelio (dove è stato ucciso il dottor Borsellino insieme alla sua scorta, nda) questo per noi significa dare un senso ai finanziamenti pubblici ricevuti».
La conduzione del Laboratorio Urbano Rigenera ha portato ad un salto di qualità di Palo, creando in poco tempo un luogo di aggregazione, di convegni e di presentazioni. Poi c’è stato il Festival delle Periferie ed anche quello resta un momento unico, mai vissuto nella nostra cittadina. Adesso è appena terminata la stagione del Tendone Incantato, ma questo alzare continuamente l’asticella è una ambizione o una condanna?
«Come dice l’uomo ragno il mio talento deriva dalla mia dannazione, questo vuol dire che a volte è una condanna dato che siamo 10 persone che si devono fare carico dell’organizzazione, con turni massacranti, per andare incontro alle aspettative di tante persone però poi arriva il sorriso delle persone e per questo ne vale la pena essere ambiziosi. A volte arrivano riconoscimenti dal territorio altre volte pugnalate atroci ma noi dobbiamo ritornare sempre al volto di quei ragazzi che hanno vissuto l’evento, i loro sguardi e i loro sorrisi. Quando noi alziamo l’asticella vuol dire che anche il territorio è pronto a farlo, noi dobbiamo osservare il territorio ed intercettare le sollecitano presenti».
Le domande sono terminate ma resta un sottinteso di cui forse è necessario parlarne. Partendo da un post apparso a novembre 2021 sulla pagina social del contenitore culturale che “festeggiava” gli otto anni dall’inaugurazione. A marzo 2023 scade la convenzione e gli chiedo cosa avverrà, Nicola precisa che «è vero a marzo si pone il tema del rinnovo, tutte le attività svolte in questi anni hanno permesso a Rigenera di essere considerato uno dei migliori laboratori urbani in Puglia e non solo, abbiamo avuto menzioni europee, e i vari festival e da ultimo il progetto Happy Times ha portato a Palo del Colle, ma in generale in tutti i paesi vicini, grandissimi risultati. Le strade potrebbero essere due: il rinnovo, che visti i risultati raggiunti negli anni e l’ampia risonanza mediatica avuta per il paese e per quelli limitrofi, consentirebbe al laboratorio di portare nuovi, altri e alti risultati, o l’alternativa potrebbe essere una nuova gara».
L’alternativa dovrebbe essere la gara ed è chiaro che se la scelta politica sarà di aggiudicare a gara la gestione di questo avamposto culturale palese la sensazione è che il giudizio politico sul laboratorio urbano dovrebbe essere negativo. Sarà interessante sapere come potrà essere giustificata tale valutazione.
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