Giornalismo Immateriale

di Stefano Manco

Nel corso della storia non sono molti i cambiamenti paradigmatici che, al pari dei computer, hanno modificato così radicalmente il nostro modo di vivere e di comunicare. Ad esempio, con la conquista del fuoco si è migliorata la resistenza alle intemperie, con l’avvento delle macchine a vapore è cominciata l’industrializzazione e infine con l’elettricità siamo arrivati ai media di massa e alle estensioni cognitive che, in qualche modo, hanno anticipato il passaggio successivo: la dematerializzazione.

L’evoluzione digitale di Kilometrozero

Senza che ce ne accorgessimo c’è stata una svolta epocale, resa possibile dai computer e dalla tecnologia. Negli ultimi decenni abbiamo cominciato a vivere in un mondo materiale ma con quote sempre maggiori di immateriale. Attenzione però a non confondersi, materiale e immateriale non sono sinonimi di reale e virtuale. Il dizionario infatti ci dice che il termine “virtuale” deriva dal latino medievale Virtualis, che significa «ciò che è solo in potenza». Però i soldi che mettiamo in banca non sono solo in potenza, sono molto reali, solo che sono immateriali. Grazie alle nuove tecnologie quindi ciò che è reale può essere contemporaneamente sia materiale che immateriale.

Ecco perché KilometroZero ha deciso di trasformarsi ed entrare nel mondo virtuale, dapprima con l’apertura di uno spazio digitale interattivo dedicato all’ascolto delle voci dei cittadini – Microfoni Aperti su Palo – e adesso con la creazione di un vero sito web dove è possibile consultare ciascuna delle 50 pubblicazioni della nostra rivista. Navigando sul sito www.kilometrozeropalo.com è possibile leggere gli articoli suddivisi per categoria tematica oppure selezionare la rubrica che si preferisce: le copertine, l’editoriALE, gli approfondimenti, le interviste agli esperti o, volendo cambiare punto di vista, si può anche scegliere di leggere solamente le “belle notizie”.

Citando una delle nostre redattrici, vogliamo «parlare di quella Palo recondita che c’è ma che raramente si ascolta e si vede.» Oggi, con le nuove tecnologie, abbiamo la possibilità di penetrare l’informazione nella più incomparabile piegatura spazio temporale mai concepita. Attraverso il sito web possiamo archiviare tutti gli articoli e le riflessioni che riguardano non solo lo sport e la politica locale ma anche buona parte della storia civica e culturale del nostro paese.

La rivoluzione digitale ci spinge a trovare nuove forme di comunicazione, sperimentando modi differenti di fare informazione sempre più rapidi e immediati. Questo non significa che ci siamo messi a fare breaking news – rimaniamo sempre una periodico di approfondimento – ma possiamo dire che, nel rapporto con i nostri lettori, non siamo più “mediati”, se non dal monitor di un computer.

Affrontando l’ingresso di KilometroZero nel mondo digitale ci siamo sforzati di capire in profondità quali sono i mutamenti imposti da questa rivoluzione immateriale. Siamo convinti che lo sviluppo delle tecnologie deve tendere a trovare un punto di equilibrio tra le tutele del presente e la promozione del futuro in modo da garantire un ideale di benessere sociale il più ampio possibile. Lo scopo della digitalizzazione del nostro giornale è quindi quello di rendere più inclusiva la profonda trasformazione che stiamo vivendo, in modo da dare una giusta dose di fiducia nel futuro anche a chi è più pessimista.

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