Cara Palo, quanto mi costi? Costi, sociali e non, del nostro paese

di Marilena Cascelli

Quanto costa vivere a Palo del Colle? No, non chiediamo una stima monetaria della vita nel Paese, che dipende da vari fattori dell’economia, ma una stima in termini di disagi subiti, di danni alla salute evidenti o latenti provocati da attività economiche d’impresa non controllate o non ben regolamentate, oltre che di costi in termini di mancanza di servizi di base non garantiti, di pubblica (in) sicurezza, costi che minacciano ogni giorno la felicità e la serenità del cittadino palese.

Uno dei costi sociali più evidenti che la nostra comunità ha subito di recente senza che siano stati presi dei provvedimenti tempestivi e incisivi, è stato il superamento dei limiti di legge delle polveri sottili o PM10 registrati dalla centralina presso la scuola media Guaccero.

Cittadini attivi ne hanno dato l’allarme, medici emeriti ne hanno evidenziato le conseguenze neurologiche future, ricercatori universitari ne hanno sollecitato uno studio tempestivo, ma di fatto tutto è arenato nelle mani burocratiche dell’Arpa che poco o nulla ha riferito ai palesi che quindi sono in buona parte anche ignari delle vere cause di malattie respiratorie, di allergie più o meno gravi o anche di infertilità di cui potrebbero essere affetti; cause che sono da ricondurre a … già a cosa dobbiamo ricondurre tali effetti collaterali? Alla costruzione della Statale e ai suoi scavi non protetti dalle polveri prodotte? Agli incendi incontrollati nelle periferie? E quindi chi è colpevole? Chi doveva controllare e non l’ha fatto?

Generalmente chi ha potere amministrativo, prima di concedere autorizzazioni alle imprese che intendono realizzare grandi opere, per i potenziali costi sociali che la comunità è costretta a subire, richiede un corrispettivo.

Per esempio, per i lavori sulla statale, a Palo spetterebbe la riqualificazione di alcune aree a verde nelle vicinanze del cavalcavia, così come anni fa, Modugno pretese un intervento di ristrutturazione di notevole portata della villa comunale in cambio delle concessioni e di autorizzazioni alla società Auchan.

Come siamo messi con le strade cittadine? Sono mesi che una delle strade principali del paese, Viale della Resistenza, è stata lasciata in uno stato deplorevole dopo i lavori di questa estate, che ne hanno provocato la chiusura per diverse settimane.

Il manto stradale sconnesso ne rende disagevole il percorso con le auto, i cui ammortizzatori e gomme sicuramente ne risentono, come i passeggeri che vibrano con tutto l’abitacolo. Sembra che il cantiere non sia stato ancora chiuso definitivamente, anche se segnaletica in tal senso non c’è, e quindi c’è speranza che l’asfalto sia meglio apposto, … sì ma quando?

Meglio avere una strada dissestata da percorre, che non avere una strada: questa la filosofia di chi non sollecita pronte ed efficienti risoluzioni e non si preoccupa del bene e di far stare bene la comunità. E invece i parchi cittadini? Come possono giocare e socializzare i piccoli della comunità se nessuno spazio è per loro curato e dedicato? E la pulizia delle strade? E qual è la percezione della sicurezza? Quanti si sentono sicuri nel lasciare la propria auto parcheggiata per strada? Ma anche la mancanza di parcheggi è una esternalità negativa che pesa su chi vive il paese.

Il mercoledì del mercato settimanale poi, la concentrazione di persone e auto in una piccola porzione del territorio cittadino, non produce solo il costo morale di cercare a tutti i costi un pezzettino di stradina da occupare con la propria auto, ostruendo forzatamente spazi davanti agli accessi delle abitazioni (che a loro volta soffrono o meglio pagano il “costo” del mercoledì mattina), ma anche un leggero senso di soffocamento nel girare tra le bancarelle ormai troppo incastrate le une con le altre tanto da non garantire la sicurezza con le vie di fuga in caso di emergenza.

Infine, ci rivolgiamo direttamente a Te, Cittadino di Palo: sai quanto Ti costa fare una passeggiata spensierata a Palo del Colle? Costa che devi essere fortunato, camminando sul marciapiede, a non inciampare nella “chianca” di turno che “balla”, sempre che ci sia un marciapiede abbastanza largo da ospitare la tua stazza e, se sei ancor più fortunato, anche quella del tuo compagno di avventure.

Poi se proprio questa fortuna non Ti tocca, devi andare per strada, sempre che non passino frequenti auto perché altrimenti spesso devi fermarti, a tappe, per lasciare la precedenza ai mezzi motorizzati. Alla fine, anziché pagare il conto di questo costo, potresti preferire di restare a casa con grave danno per la comunità che rischia la desertificazione umana non godendo della Tua presenza fisica per le vie e le piazze, oppure potresti prendere l’auto aumentando il costo di chi invece ha deciso di fare la passeggiata avventurosa al posto Tuo.

Di costi, quindi, ne abbiamo ne abbiamo … ma poi, alla fine, chi pagherà il conto, conteggerà anche gli interessi, ovvero il tempo perduto di una Comunità che attende di vivere con serenità la propria Palo del Colle?•

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