Storia di un deposito “rilevante” e silenzioso

di Leonardo Giovanniello

Nel 1971 nella zona industriale/artigianale adiacente alla statale 96 veniva realizzato il deposito di gas naturale denominato “L’Autogas Meridionale srl”. 

Lo stabile era funzionale, tra gli altri usi, alla ricarica delle bombole del gas per uso domestico, in quegli anni non era ancora avvenuta la metanizzazione di Palo del Colle ed il gpl era la soluzione più pratica per avere i fornelli accesi nelle cucine palesi. 

All’inizio del 2014 l’azienda veniva acquistata dalla “Gabogas spa”, con sede in provincia di Brescia, dopo pochi mesi, a luglio, concedeva in affitto lo stabilimento alla EnerGas spa. La quale tre anni dopo decideva di trasformare la locazione in acquisto.

Il certificato di prevenzione incendi del 2013 attesta la presenza di «184 tonnellate di g.p.l.  suddiviso in due serbatoi fuori terra coibentati da mc. 200 cadauno, di “12 tonnellate di g.p.l. in bombole”  e 500 quintali in serbatoio per uso aziendale».

Nella bozza del piano di emergenza esterno del 28 novembre 2014, nella cui proprietà appare EnerGas, si rileva che «Nello stabilimento sono presenti le seguenti sostanze: Propano, Butano, GPL” e precisa che l’estensione del rischio nella «Prima Zona (di sicuro impatto – elevata letalità): mt. 199» mentre la “Seconda Zona (di danno – lesioni irreversibili e reversibili): mt. 269». 

Presumibilmente nel 2017 EnerGas decide di ampliare il proprio deposito palese, Oltre a quello di Palo del Colle ha altri 10 depositi dislocati in sette regioni italiane più un deposito costiero a Napoli. (https://energasq8.it/depositi/).

Il bollettino ufficiale della Regione Puglia (nr. 2 del 4.1.2018) attesta che la società ha presentato “Procedura di verifica di assoggettabilità a VIA”, finalità dell’ampiamento è quello di «consentire, in aggiunta alla commercializzazione del “GPL Combustione” anche quella del “GPL Autotrazione” Si prevede l’ampliamento dell’attuale capacità di stoccaggio in serbatoi fissi di ulteriori 3 000 mc, mediante l’installazione di n. 6 nuovi serbatoi da 500 mc cadauno, per una capacità complessiva di 3.400 mc; l’ampliamento dello stoccaggio di bombole piene da 12 ton a 16 ton; la realizzazione di una nuova sala pompe e compressori per la movimentazione del GPL in ingresso/uscita dai nuovi serbatoi; l’installazione di una ulteriore pesa a bilico fuori terra». A questo proposito ha presentato «Copie del progetto preliminare e dello studio preliminare ambientale sono depositati e consultabili presso la Città Metropolitana di Bari (ex provincia) ed il Comune di Palo del Colle».

La notizia dell’ampliamento arriva anche sull’albo pretorio del comune il 23 marzo 2018 quando viene reso noto, dall’allora sindaco Anna Zaccheo, che la documentazione progettuale dell’incremento di stoccaggio sono visionabili sul sito consultabili andando direttamente presso il comune.

Solo oltre un anno dopo, giugno 2019, si ha la prima “reazione politica” all’ampliamento del deposito, infatti il collettivo locale di Sinistra Italiana ricorda come «Quello che ci sorprende è che l’iter durato circa due anni è passato in totale sordina e senza nessuna informazione alla cittadinanza che comunque è coinvolta nei piani di sicurezza e nelle misure da adottare in caso di incidente. Né sappiamo se l’amministrazione abbia accettato ipotesi di ristoro, e in quali termini, avendo di sicuro avuto una interlocuzione con i proponenti».

Al silenzio assordante sulla vicenda si aggiunge un altro aspetto, è sempre dal blog della sinistra radicale che si viene a conoscenza «l’iter è concluso» l’Energas ha ottenuto tutte le autorizzazioni.

Per comprendere cosa significa il “Progetto di Incremento Stoccaggio e Variazione del Regime di Esercizio Fiscale” occorre visionare la “Relazione Illustrativa” presentata da Energas.

«La Società intende realizzare una modifica dell’assetto dell’impianto esistente al fine di consentire, in aggiunta alla commercializzazione del “GPL Combustione” anche quella del “GPL Autotrazione” » con il fine di ottenere «La realizzazione di un consistente stoccaggio di GPL per autotrazione» la quale permetterà al deposito di diventare una «Infrastruttura Energetica Strategica», anche la pericolosità del sito passa «di soglia superiore» e per questo necessita di «Notifica e presentazione del Rapporto di Sicurezza» questo perché la movimentazione annua del GPL «passerebbe dalle attuali 9.000 ton/anno a circa 20.000 ton/anno».

L’aumento sarà una diretta conseguenza dell’«ampliamento dell’attuale capacità di stoccaggio in serbatoi fissi di ulteriori 3.000 mc […] per una capacità complessiva (tra esistente e di progetto) di 3.400 mc» e «di bombole piene da 12 ton a 16 ton» oltre alla realizzazione di nuove infrastrutture per l’aumentata capacità ed in particolar modo una nuova sala pompe e pesa a bilico fuori terra. L’ampliamento fisicamente significherà passare da «n. 2 (due) serbatoi cilindrici fuori terra coibentati da 200 mc» a cui si aggiungeranno «n. 6 serbatoi cilindrici orizzontali» da 500 mc. «installati con modalità definita “ricoperti di terra” (cd. tumulati)». Per l’Energas «L’intervento di ampliamento del deposito si inserisce armonicamente nel contesto pianificatorio […] come risulta dall’analisi del PUG». 

Nel documento di «Verifica di assoggettabilità VIA” dell’EnerGas si sofferma sui rischi d’incendio ed esplosione, «pur essendo evidente che l’installazione di una nuova unità di stoccaggio implica l’introduzione di una ulteriore unità critica, si osserva che l’incremento di stoccaggio comporterà comunque una notevole riduzione del “rischio da utilizzazione intensiva” per l’intero deposito in conseguenza della riduzione, di oltre un terzo, del rapporto tra il movimentato annuo e la capacita di stoccaggio complessiva». Questo è un passaggio che ha una intenzione rassicurante ma al contempo appare controverso dato che l’azienda ritiene che l’ampliamento da due a otto serbatoi diminuirà il rischio grazie ad un utilizzo meno intensivo. Stessa intenzione nel passaggio successivo «La nuova unità di stoccaggio, inoltre, essendo costituita da serbatoi tumulati, e da ritenersi intrinsecamente sicura nei confronti del rischio di BLEVE», quindi se si interpreta correttamente gli attuali due serbatoi di 200 mc non sono sicuri come quelli che saranno tumulati.

Abbiamo cercato di avere un dialogo con Energas contattandola e inviando delle domande, ma non abbiamo ottenuto, al momento, alcuna risposta.

Le riportiamo per completezza, sperando che l’azienda possa risponderci, in tal caso ne informeremo i lettori.

  1. E’ possibile conoscere la tempistica e l’iter della richiesta di ampliamento? 
  2. Oltre alla regolarità urbanistica l’iter prevedeva altre autorizzazioni che doveva rilasciare il Comune di Palo del Colle?
  3. La EnerGas ha previsto dei ristori a favore del Comune di Palo del Colle?
  4. Quando si è concluso l’iter autorizzativo per l’ampliamento? 
  5. Quante unità lavorative saranno aggiunte ad ampliamento realizzato? 
  6. I disoccupati di Palo del Colle avranno la precedenza?
  7. Oltre ad un aspetto nominalistico diventare “Infrastruttura Energetica Strategica” ha conseguenze sulla definizione della sicurezza?
  8. La commercializzazione di GPL di autotrazione di quanto aumenterà il traffico veicolare in entrata ed uscita dallo stabilimento?
  9. Nella relazione Illustrativa si afferma “l’ampliamento da due a otto serbatoi diminuirà il rischio grazie ad un utilizzo meno intensivo” è possibile avere un approfondimento in merito?
  10. Sempre dalla relazione “La nuova unità di stoccaggio, inoltre, essendo costituita da serbatoi tumulati, e da ritenersi intrinsecamente sicura “nei confronti del rischio di BLEVE”, quindi se si interpreta correttamente gli attuali due serbatoi di 200 mc non sono sicuri come quelli che saranno tumulati, si prevede la tumulazione anche di quest’ultimi?

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