EditoriAle di Alessandra Savino
<<Mens sana in corpore sano>>, avevano ragione di crederlo i Latini, convinti che dalla salute del proprio corpo dipendesse quella della mente.
D’accordo con gli Antichi, in epoca contemporanea, appare Haruki Murakami che scrisse nell’arco di tre anni il libro “L’arte di correre”, una riflessione sulle ragioni che da ormai molti anni lo inducono a correre ogni giorno per più di dieci chilometri.
La definisce una ‘strategia di sopravvivenza’ necessaria ad uno scrittore al punto da aver partecipato a ventiquattro competizioni di maratona, una ultramaratona e diverse gare di triathlon.
E, passando dalla Letteratura al Cinema, un ulteriore conferma del potere ‘salvifico’ che l’attività fisica esercita su uomini e donne di ogni età, viene fornita dal film “Ti va di ballare?”, diretto da Liz Friedlander nel 2006 e interpretato da Antonio Banderas. Protagonista un insegnate di danza che, attraverso la sua disciplina, aiuta un gruppo di ragazzi di liceo che hanno problemi con la giustizia. Sarà la danza a coinvolgerli a tal punto da spingerli a partecipare ad una prestigiosa gara da ballo di New York accanto a veri professionisti.
Che benessere fisico e psichico vadano a braccetto sorreggendosi l’un l’altro come parti complementari di un’unica vita, è ormai un concetto ben consolidato.
Seppur in maniera solitaria, chiusi nelle proprie case o all’aria aperta nei pressi del proprio domicilio, infatti, nei mesi trascorsi in lockdown, un gran numero di cittadini si sono aggrappati allo sport per mantenere accesa la propria serenità in un momento di grande incertezza per il mondo. Ed oggi, finalmente, questo settore riparte, per amatori e professionisti, a tutti gli effetti seppur con innovazioni e cambiamenti che, se da un lato sono ‘imposti’ da norme e decreti, dall’altro probabilmente potrebbero avere risvolti positivi per il futuro.
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