L’abbraccio sociale: stringersi in cerchio per parlare ridere e scherzare

di Leonardo Giovanniello

Come scrisse Aristotele ne la Political’uomo è un animale sociale” in quanto tende per natura a riunirsi con altri individui e a costituirsi in società. Se questo avviene in strutture sportive accanto agli aspetti di interazione sociale si aggiungono quelli legati ad una cura del proprio corpo. Infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda una attività fisica moderata settimanale di 150 minuti, mentre per gli adolescenti sale a oltre 400 minuti, al fine di prevenire problematiche legate all’obesità, al diabete e alle malattie cardiache.

sport abbraccio sociale

Il 23 febbraio 2020 in Italia, in conseguenza della pandemia partita dalla Cina, iniziarono le chiusure di ogni punto di aggregazione sociale, comprese le strutture sportive. La scuola pubblica ha solo parzialmente attutito questa paralisi, in Puglia anche meno. I centri di aggregazione sportiva di Palo hanno dovuto chiudere, il danno congiunto e prolungato della mancanza di socialità e del blocco totale di qualsiasi attività sportiva organizzata sono eventi negativi la cui portata sarà chiara solo nei prossimi mesi ed anni, nella fondata speranza che la fase peggiore sia alle nostre spalle. 

Come, a seguito di un sisma, una crepa profonda su un muro portante determina l’immediata messa in sicurezza dello stesso così il rilancio immediato dei nostri centri sportivi può diventare l’argine all’inattività e alla asocialità che abbiamo vissuto in questi 15 mesi.

Kilometrozero ha contattato diverse strutture sportive per comprendere quali difficoltà stanno incontrando a seguito delle varie problematiche, diretta conseguenza dei mesi passati. Probabilmente il combinato disposto di mancanza di relazione sociale e di attività sportiva, inizialmente, possono creare delle difficoltà per i partecipanti ai corsi. 

Palo Sporting Club conferma come «la maggior parte dei bambini avevano volti straniti, difficoltà motorie ed in alcuni problemi di approccio sociale» questo ha portato l’associazione a relazionarsi con la federazione di riferimento per avere anche una attenzione su aspetti psicologici, fortunatamente il ritorno alla normalità, di per sé è già un effetto positivo che ha portato in poco tempo a vedere dei «miglioramenti psicologici ma non ancora fisici». Queste problematiche hanno coinvolto tutte le fasce di età con «sfumature diverse ma nel complesso simili».

Dream Team Palo, diversamente non hanno rilevato particolari difficoltà probabilmente perché «abbiamo notato una voglia matta di ricominciare a vivere e ritornare a fare sport» anche se «per i più piccoli serve molta più attenzione perché sono meno disciplinati, per i grandi è diverso». 

Entrambe le strutture sportive non hanno riscontrato particolari momenti di attrito tra i partecipanti ai corsi ed alle attività sportive, infatti per Dream «adolescenti e adulti sono tranquilli in quanto cercano soltanto di divertirsi, perché un anno fermi ha segnato tutti e sinceramente discutere toglie tempo allo svagarsi» mentre per Sporting «qualche incomprensione è ovvio affrontarla in una situazione simile ed occorre trovare una giusta risposta, stiamo studiando da mesi e non ci fermeremo per essere pronti a tutto».

Stesso messaggio positivo e propositivo di Danzanima che ci ricorda come «la ripresa avverrà in maniera lenta però con la stessa voglia di ricominciare e di fare in modo che ai ragazzi ritorni la passione». Da questo impegno nasce una considerazione da sottolineare «l’attività fisica fa benissimo ai ragazzi ma anche noi adulti ma non si può ridurre alla sola corsetta fatta all’aperto che ci sta bene. Anzi probabilmente questo uno degli aspetti migliori di questi mesi passati però non è solo questo perché non ci dimentichiamo che lo sport in generale ha delle regole, una disciplina, per esempio la danza insegna soprattutto questo».

Chiudiamo l’incontro con l’associazione Danzanima partendo dalle difficoltà passate per arrivare alle speranze del futuro «questi ragazzi sono stati costretti a stare davanti a uno schermo, a non poter uscire e non poter vedere i nonni, i parenti e gli amici, un aspetto importantissimo della loro quotidianità». Per chiudere questo periodo occorre «provare a ripartire perché è importantissimo anche rimotivare questi ragazzi che si sono un po’ persi. Abbiamo iniziato con qualche gruppo all’aperto avendo avuto la possibilità di avere un posto per poter svolgere alcune lezione ovviamente modificandole alla location perché è differente rispetto alle lezioni in una scuola di danza. Però nonostante questo abbiamo riscontrato negli occhi l’entusiasmo, la voglia di ricominciare di muoversi di ballare, noi abbiamo questa voglia di stare insieme e di passare dei momenti spensierati sperando che anche il discorso scuola si riesca a rimodulare. Questi ragazzi ne hanno proprio bisogno di guardarsi con i compagni è proprio un’altra sensazione e manca un po’ a tutti, anche non stando vicinissimi. Speriamo che questo ci porti ad un cambiamento positivo nel senso di riuscire a ridare la giusta importanza ad un abbraccio, ad un momento sociale, stringersi in cerchio per parlare, ridere e scherzare. In definitiva a riprenderci la vita perché questa pandemia ci ha fatto sentire tutti più soli, dobbiamo lasciare il passato alle spalle e ricominciare con una nuova prospettiva, piano piano e con la giusta pazienza riusciremo a tornare alla vita che avevamo prima».  

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