EditoriAle di Alessandra Savino
Dopo vent’anni di guerra Ulisse torna a Itaca travestito da mendicante per evitare di essere scoperto dai Proci, a riconoscerlo è solo Argo, il suo vecchio cane.
A partire dalla più antica letteratura, come dimostra il celebre incontro fra Ulisse e Argo nell’Odissea, il cane ha sempre rivestito il ruolo di ‘fedele amico dell’uomo’.
Tra le ‘celebrità’ a quattro zampe che dalle pagine dei romanzi sono approdate anche su grandi e piccoli schermi non possiamo dimenticare Lassie, o Milou, compagno di mille avventure di Tintin, o ancora Beethoven. Vere e proprie star cinematografiche, in alcuni casi divenuti eroi, come il pastore tedesco ‘poliziotto’ Rex, in altri ricordati quali esempi di fedeltà incondizionata, come Hachiko.
Una fedeltà, purtroppo, spesso non ricambiata dagli esseri umani, responsabili dell’abbandono di molti ‘amici’ a quattro zampe che il più delle volte finiscono per condurre una vita da randagi.
Un problema non trascurato dalla filmografia se pensiamo ai classici Disney quali la “La carica dei cento e uno” o “Lilli e il vagabondo”. Film d’animazione che rendono evidente anche al pubblico dei più piccoli la differenza tra la vita condotta dai cani fra le mura domestiche e quella di chi si ritrova dormire sui marciapiedi.
Di questi ultimi ne sono piene alcune zone di Palo del Colle. Quali siano le cause, le relative conseguenze e quali le possibili soluzioni, sono i quesiti attorno a cui ruota questo numero di Kilometrozero.
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