“Papà ci prendiamo un cagnolino?”
Sembra una richiesta facilmente esaudibile, si pensa immediatamente allo spazio da destinare al cane, si organizzano turni per portarlo fuori a fare passeggiate, si acquistano cucce accessoriate, cibo di alta qualità e – per gli amanti del dog clothing – cappottini e maglioncini per ripararli dal freddo.
Ma non basta: che si tratti di una richiesta dei figli o per desiderio personale di prendersi cura di un animale da affezione, bisogna innanzi tutto prendere coscienza del fatto che esiste una normativa contro il randagismo, che coinvolge a vario titolo i Comuni, le Associazioni animaliste, le Asl e i proprietari, e che prende in considerazione gli obblighi e i diritti dei proprietari e degli animali.

Il Dott. Gianluca Di Gioia, Medico Veterinario Specialista della Asl di Bari e del distaccamento di Palo del Colle, ci spiega che la legge sul randagismo attualmente in vigore in Puglia è quella recente n°2 del 2020, che rimarca l’importanza della collaborazione tra Associazioni animaliste, Asl, e Comuni.
Il Comune si occupa della costruzione e gestione dei canili sanitari e della costruzione o convenzione con i canili rifugio, è proprietario dei cani randagi e di quelli reimmessi sul territorio segnalati da collari come cani controllati e provvisti di microchip, stipula convenzioni con i veterinari professionisti per alcune tipologie di intervento che la Asl non assicura e fa il censimento delle colonie feline.
L’Asl si occupa dell’accalappiamento dei cani randagi, della sterilizzazione, dei primi interventi sanitari di routine e della banca dati.
Le Associazioni animaliste collaborano nell’accalappiamento dei cani, nella segnalazione dei cani vaganti e nelle adozioni.
I proprietari hanno l’obbligo di fare inserire il microchip e di registrare gli animali nell’Anagrafe Canina, ed è un obbligo che va a tutela dei proprietari, degli animali e della collettività stessa.
Il microchip ha un costo di euro 6,60, equivale al documento d’identità di una persona, è un codice che non cambia mai, associa quell’animale al suo proprietario e tutti i cambi di proprietà devono essere registrati in banca dati. Questo è importante ai fini del ritrovamento dei cani smarriti ma soprattutto per il controllo del randagismo, sebbene il fenomeno di abbandono degli animali non sia più frequente come un tempo.
Un altro importante obbligo è quello della custodia del cane: non si può possedere un cane e lasciarlo libero per le strade, correndo rischi altissimi per l’animale e per la sicurezza stradale. Infatti per i cani reimmessi sul territorio il Comune stipula un’assicurazione che risarcisce gli eventuali danni.
E’ vietato inoltre affidare i cani a minorenni o registrarli a nome di un minorenne.
I proprietari dei cani hanno anche dei diritti, che sono quelli di poter circolare su mezzi di trasporto, nei giardini pubblici, nei negozi e ristoranti, muniti di guinzaglio e con museruola al seguito in caso di particolare aggressività del cane. In caso di segnalazioni di morsicatura è l’Asl che interviene valutandone il grado di aggressività e dando prescrizioni al proprietario.
A Palo del Colle c’è un’intensificazione di registrazione animali in banca dati e di relativo inserimento di microchip, grazie all’aiuto dei Vigili Urbani e Guardie Zoofile che controllano il territorio e grazie anche all’Amministrazione Comunale che quando individua un cane senza microchip dà 15 giorni di tempo per ottemperare alla legge prima di passare alla sanzione che va dai 100 ai 600 euro.
Il microchip può essere inserito dai liberi professionisti, dai veterinari dell’Asl concordando l’appuntamento presso il Centro Vaccinazione Igiene e Veterinaria di Via Villafranca 23, oppure partecipando alla “giornata del microchip” che sarà organizzata tra qualche domenica.
Il rispetto della legge e delle basilari norme comportamentali aiuta a trovare il giusto equilibrio tra il proprietario, l’animale e la collettività di un paese, riducendo i conflitti tra chi ama e chi odia il cane. Scelte ponderate quindi, ad esempio sugli spazi a disposizione, per non sacrificare un cane di grossa taglia in ambienti piccoli, oppure sulle dinamiche lavorative che costringono il cane ad una solitudine non comprensibile dall’animale, che diventa inevitabilmente un disturbo per il vicinato.
“Papà ci prendiamo un cagnolino?”
Si, adesso sappiamo cosa fare!
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