EditoriAle di Alessandra Savino
Non avrei potuto scegliere un pensiero diverso da quello espresso da Claudio Abbado, tra più grandi direttori d’orchestra al mondo, per aprire questa piccola riflessione sui contenitori culturali. Egli affermava, infatti, che <<la cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti>>.
Luoghi ricchi di fascino in cui coltivare passioni, studiare, crescere, riflettere, alimentare quella sana curiosità verso il mondo che solo le Arti sono in grado di mantenere in vita.
Oggi li definiamo ‘contenitori’ di bellezza, un contenuto così prezioso che tutti dovremmo preservare. Teatri, biblioteche e cinema, come affermava Abbado, sono la fonte, per un cittadino, a cui attingere per placare la sete di emozioni, non solo di conoscenza.
Chi di noi non ha desiderato trovarsi nelle biblioteche in cui sono state ambientate scene di film come come “Il nome della rosa”, “Il cielo sopra Berlino” o “Quinto potere”? Altri saranno stati colti dalla voglia di acquistare un biglietto per il Teatro dell’Opera di Parigi dopo aver letto “Il fantasma dell’Opera”, celebreromanzo di Gaston Leroux. O di frequentare uno di quei caffè concerto francesi dopo essersi immersi fra le pagine de “La vagabonda” di Colette.
Quanto queste ‘case’ della cultura siano davvero un bene primario come l’acqua lo dimostra poi l’intramontabile capolavoro della cinematografia italiana, “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore. In questo numero parliamo di due nuovi spazi culturali che stanno sorgendo a Palo del Colle, due ‘acquedotti’, come direbbe Abbado, pronti ad alimentare sete di bellezza dei cittadini.

oppure
Questo numero è offerto da
