EditoriAle di Alessandra Savino
Come in “Ladri di biciclette” di De Sica, dove la bicicletta rappresentava il sogno di riscatto, e come nell’infinito viaggio di E.T. verso casa, accompagnato da quel volo memorabile su due ruote, anche il nostro paese ha appena vissuto la sua piccola rivoluzione su pedali: una nuova pista ciclabile è nata, un tracciato che attraversa i cuori e le strade. Questo nastro d’asfalto è molto più di un’infrastruttura; è la promessa di un futuro più sostenibile, dove il ritmo lento delle biciclette contrasta con la frenesia delle auto. È un invito a riscoprire il piacere del vento in faccia, di un viaggio senza fretta, di un modo di muoversi che favorisce l’incontro con l’altro e con il territorio. La pista ciclabile rappresenta una scelta coraggiosa e visionaria per un paese, uno strumento di connessione, non solo fisica, ma anche sociale. Ogni pedalata racconta una storia, porta con sé la voglia di libertà che i grandi romanzi e film hanno sempre cantato. Ma è davvero tutto oro quello che luccica? Pare che, nonostante l’innegabile valore che un a pista ciclabile possa portare in un centro abitato, i cittadini di Palo del Colle non abbiano accolto del tutto positivamente il progetto. Quali siano le ragioni di tale ostilità e come quest’ultima poteva essere evitata sono temi che affrontiamo sul nuovo numero Kilometrozero.

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