Su il Sipario – Numero 95

EditoriAle di Alessandra Savino

«La politica è l’arte del possibile», affermava Otto von Bismarck. Mai come oggi, in Puglia, questa frase sembra risuonare tra le vie di Palo del Colle, dove le prossime elezioni regionali riaccendono il dibattito su ciò che davvero è “possibile” per il nostro territorio.

La campagna elettorale si muove tra promesse di sviluppo e vecchie ombre di disillusione, in un equilibrio fragile che ricorda i personaggi de Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia: uomini e donne in bilico tra idealismo e compromesso.

La nostra regione, con la sua luce accecante e la sua terra ostinata, ha sempre ispirato narrazioni di resistenza e rinascita. Dai film di Edoardo Winspeare come Sangue vivo e In grazia di Dio, fino alle cronache ironiche ma dolorose di Qualunquemente, la Puglia è spesso ritratta come teatro di una politica che sa essere tanto passionale quanto contraddittoria.

La nostra città non fa eccezione: dietro ogni parola declamata c’è la speranza di un futuro più concreto — lavoro, cultura, sostenibilità — ma anche il rischio dell’immobilismo. Tocca a noi cittadini trasformare la partecipazione in scelta consapevole, come in un finale di De Sica, dove la realtà si intreccia con la poesia.

Il voto non è solo un diritto, ma un atto d’amore verso la nostra terra. E forse, proprio qui, l’arte del possibile può diventare arte del reale

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