Toponomastica di Palo: i nomi e la loro storia 

di Giusy D’Agostini

La grande quantità e varietà di nomi che gli uomini hanno usato per designare le varie parti dei territori abitati è l’oggetto di studio della toponomastica, disciplina complessa e affascinante che è legata alla linguistica, alla storia, alla geografia, all’ecologia, all’antropologia, e che usa gli strumenti di indagine di queste scienze, per le quali è a sua volta un importante supporto. Lo studio toponomastico non è facile: più ricco per le regioni in cui fin dall’antichità si svilupparono culture che hanno prodotto documenti scritti, si basa anche sulle tradizioni orali. Inoltre è spesso una fonte inesauribile di conoscenza della storia del luogo stesso, delle sue usanze e abitudini.

Palo del Colle non è venuta meno a questa consuetudine, e, studiando la mappa del paese, precisamente la sua toponomastica, ho scoperto curiosità, aneddoti, personaggi che hanno reso Palo importante nei secoli passati e in tempi recenti. Molte vie o piazze hanno cambiato nome nel corso dei secoli, perché non corrispondevano più a ciò che indicavano, come l’attuale Corso Garibaldi che si chiamava Via del Lago. Questo perché, dove adesso sorge la chiesa di San Giuseppe e i giardini pubblici, c’era un lago, non naturale, malsano, formato dalle acque reflue che arrivavano dal paese posto più a monte. Oppure l’attuale Via Aldo Moro, denominata Via dei Trappeti, in quanto vi erano dei frantoi, e così l’attuale Via Umberto I era chiamata via San Domenico perché il palazzo sede del Comune era un convento di frati Domenicani e vi sorge la meravigliosa chiesa di San Domenico. Via della Minerva si chiamava Via Piazza Vecchia e proseguiva con Piazza del Mercato, verso Corso Garibaldi. Questo particolare dell’antica toponomastica ci racconta tanto, di come la piazza davanti alla Chiesa Matrice e Piazza Santa Croce fossero il centro della vita cittadina e contadina, dove ci si incontrava per vendere e acquistare mercanzie varie e per stipulare contratti di ogni tipo. L’attuale via Verdi era Via del Castello, per ricordare la struttura fortificata sopra cui è sorto lo splendido palazzo del feudatario della terra di Palo, Giambattista Filomarino, principe di Perdifumo e Rocca d’Aspro alla fine del 1700, che diede lustro alla nostra cittadina, a cui però non risulta dedicata alcuna via. Interessante rimane la Via Lunga dei Greci, nel centro storico, che delimita il borgo antico e ricorda gli abitanti del quartiere nel lontano passato, anche se probabilmente erano albanesi e non greci.

Questo viaggio nella storia di Palo, con l’aiuto di una cartina del 1881, ci permette di fare un excursus nella storia, come la strada dedicata a Regina Bona Sforza, considerata grande benefattrice di Palo, per passare a personaggi più recenti, del secolo scorso e fine 1800 che si sono distinti per il loro talento in vari campi artistici, il loro coraggio, la loro generosità. In un totale di 418 strade solo 17 risultano intestate a donne e 221 a uomini. Abbiamo le vie dedicate a diverse Madonne e personaggi del periodo monarchico come Margherita e Maria Cristina di Savoia, viene giustamente ricordata la giovane Anna Frank, deportata e uccisa in un campo di sterminio, e Madre Teresa di Calcutta, che tutti conosciamo per le sue opere di carità.

Più recenti abbiamo Piazza Santa Scorese, che nel 1991 fu vittima di uno dei primi femminicidi riconosciuti come tali e ora sulla strada della beatificazione per la sua fede religiosa e il suo spirito di sacrificio. Viene ricordata Rosa de Palo, (1908 – 1979), figura importante che dedicò la massima attenzione all’educazione di giovani di parecchie generazioni, diventando punto di riferimento per molti giovani, Grazia Murgolo, (1900 – 1987), maestra di grande umanità, sempre vicina ai suoi ragazzi e alle loro famiglie e ricordata con molto affetto dai suoi numerosi ex alunni.

Numerose sono le vie intestate a soldati di Palo periti durante la prima e la seconda guerra mondiale che si sono distinti per il loro coraggio nel difendere la Patria, non mancano personaggi di spicco nella vita sociale e religiosa come diversi sacerdoti e politici. Voglio ricordare un cittadino esemplare, Stefano Gissi che il 29 novembre del 1970 venne travolto da un’automobile, risultata rubata, condotta da alcuni malviventi, in Corso Garibaldi, mentre cercava di fermare la loro corsa, deceduto per le gravi lesioni interne subite. Figura esemplare di padre e marito, cittadino onesto morto nell’esercizio del proprio dovere, nel 1981 è stata intestata una strada a suo nome, in sostituzione di Vico I Duca degli Abbruzzi. Il Parco di Langilana, è intitolato al cantante Vittorio Bari, scomparso prematuramente, ma rimasto vivo nella memoria di tutti per il suo immenso talento e virtù, questo prima dei dieci anni dalla scomparsa, caso eccezionale, in deroga alla legge, per la quale è necessario il nulla osta del prefetto e dell’Ufficio di Storia patria.

Ovviamente, come ho accennato prima, i nomi delle strade e delle piazze sono uno specchio della storia del paese, delle persone che lo hanno fatto crescere dal punto di vista sociale e culturale, lasciando la loro impronta come monito per le future generazioni. Tra questi spicca Domenico Forges Davanzati, prevosto di Canosa, nato a Palo nel 1742 e morto a Palo nel 1810, che si distinse per i suoi studi e la sua grande cultura, sempre impegnato a diffondere “il lume della ragione”. A lui sono intitolati una via e un circolo didattico. Una scuola e il piazzale antistante la stazione sono intitolati al grande musicista Domenico Guaccero, (1927 – 1984), nonché la Libera Università Domenico Guaccero; musicista e compositore di grande talento che ha dato lustro a Palo con le sue opere straordinarie. Non dobbiamo dimenticare lo studioso Francesco Polito, che scrisse “Per la storia di Palo del Colle” nel 1934, ricevendo numerosi riconoscimenti, a cui è stata dedicata una via. Particolare rimane la via dedicata alla cittadina tedesca di Biebesheim am Rhein, con cui Palo ha stretto un gemellaggio nel 1986, motivato dal forte legame umano e sociale dovuto all’emigrazione di molti cittadini di Palo del Colle verso la Germania negli anni ’50 e ’60 del novecento. Sono ancora tanti i nomi e le vie, e tutti hanno una storia da raccontare, sarebbe tutto più semplice e interessante se, insieme al nome, venisse riportata una breve didascalia che indicasse eventuali date e meriti, ma questo è compito dell’Amministrazione comunale.

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