Il teatro in Italia è sempre stata un’eccellenza, lo sappiamo tutti. Abbiamo avuto attori di prim’ordine, di fama mondiale, e tuttora ne vantiamo diversi, strutture teatrali che il mondo ci invidia, dislocate nelle principali città italiane. Alcuni piccoli ma degni di nota, come il Traetta di Bitonto, a un passo da Palo, ospitano attori e compagnie teatrali che girano il mondo con i loro spettacoli.
Palo del Colle negli anni passati ha avuto diverse strutture che hanno ospitato spettacoli teatrali, qualcuno ricorda il teatro Garibaldi, più che un teatro vero e proprio, un adattamento alla sua funzione, nella seconda metà del 1800, un locale terraneo dell’ex Convento di San Domenico, divenuto Palazzo Municipale. Non si hanno molte notizie al riguardo, probabilmente rimase in funzione fino alla prima metà del 900, ed era frequentato da benestanti, è utilizzato ora per altri scopi.
Ricordiamo il Cineteatro Tadino, nei pressi di piazza Santa Croce, chiuso da anni, dove si proiettavano dei film e ogni tanto si poteva assistere a delle rappresentazioni teatrali. La struttura, ormai in totale abbandono, è inutilizzata. Le strutture ricettive in grado di accogliere una compagnia teatrale e il suo pubblico, purtroppo non sono tante e spesso inadeguate, in quanto presentano delle lacune che riguardano la giusta visibilità del palco, l’acustica non perfetta e la comodità delle sedute. Senza dimenticare che manca un vero e proprio locale adibito a sala prove, tantoché le compagnie sono costrette ad arrangiarsi, utilizzando le proprie abitazioni.

Attualmente possiamo contare sulla struttura della Fondazione Vittorio Bari, nata per il volere del compianto tenore palese Vittorio Bari, che desiderava ardentemente creare un contenitore culturale a 360 gradi per i giovani, soprattutto quelli provenienti da famiglie disagiate, offrendo la possibilità di esprimere la loro arte, in poesia, musica e recitazione. La struttura ha una capienza di circa 250 persone, è gestita dalla famiglia Bari e offre ogni anno numerose rassegne culturali, dando la possibilità alle compagnie palesi di esibirsi. Non è un teatro vero e proprio, come i nostri attori vorrebbero, come mi racconta Annalisa Paparella, della compagnia “Art Play”, impegnati da anni nel diffondere il teatro in vernacolo, coltivando con passione l’arte della recitazione e sognando un teatro congruo, adeguato come acustica, accogliente, che permetta agli attori di avvicinarsi al loro pubblico, il quale deve essere in grado di cogliere ogni sfumatura della voce ed espressione del corpo, del viso dell’attore, perché il teatro è contatto col pubblico, è come un fluido che passa dal palco e trascina lo spettatore in un mondo “dove tutto è finto, ma non falso” (cit. Gigi Proietti).
Un’altra struttura ricettiva utilizzata come teatro è una sala della Fondazione San Vincenzo de’ Paoli, sede della casa di riposo. Anch’essa presenta delle difficoltà oggettive che inficiano le esibizioni, come la visibilità della scena, l’acustica ridotta e la mancanza di una qualsiasi forma di arredo rendono il luogo poco accogliente. Anche Rigenera mette a disposizione la sua sala per gli eventi teatrali, presentando sempre dei limiti, come la poca capienza e la mancanza di un palco vero e proprio. A livello comunale, oltre qualche piccolo evento nella biblioteca, si usufruisce dell’anfiteatro “ex Alisei”, che ha una capienza di circa mille persone, utilizzata soprattutto durante l’estate, all’interno della programmazione dell’“Estate palese”, dove da diversi anni si esibiscono le compagnie palesi, come la “Play Art” citata prima, e la compagnia “Crudo e mangiato” di Tommy de Ceglie, sempre di Palo.
Anche la chiesa dello Spirito Santo mette a disposizione la propria sala per spettacoli teatrali. Negli anni passati le compagnie teatrali palesi si sono dovute sempre adeguare a ciò che veniva loro messo a disposizione, come palestre e aule magne delle varie scuole, ma una struttura teatrale vera e propria rimane un sogno e continuano ad esibirsi dove è possibile, coltivando la loro passione e trasmettendo al pubblico le emozioni che solo il teatro può dare, in attesa che l’Amministrazione comunale elabori un progetto adeguato e doti il nostro paese di una struttura ricettiva che rispetti i canoni di un teatro vero, che possa attirare spettatori anche fuori dalle mura cittadine, permettendo alle compagnie di raggiungere i livelli professionali che meritano.
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