L’amministrazione Amendolara ha conosciuto la sua prima (e probabilmente ultima) crisi politica a meno di un anno dal termine del suo mandato. Le prime avvisaglie di qualcosa che non rientrava nelle normali dinamiche di maggioranza si erano già avuto nel consiglio comunale del 28 marzo scorso. L’assenza di tre consiglieri della maggioranza era però passata in sordina perché la presenta di tutti i consiglieri di minoranza presenti aveva permesso il regolare svolgimento.

Solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 26 aprile di un articolo a firma di Leo Maggio si è compreso la reale situazione. Protagonisti gli stessi consiglieri assenti nel consiglio comunale di un mese prima. Teresa Lanzisera, Laura Focarazzo e Pino Iurilli avevano formalizzavano delle richieste e le subordinavano alla propria partecipazione consiliare. L’aut aut riguardava il cambio di assessore, che rappresentavano le due consigliere, e il ritiro del piano di fabbisogno. Precisavano che la loro posizione politica dava «priorità assoluta all’unione della maggioranza». Per Tommaso Amedolara le richieste erano irricevibili e rinviava «ogni approfondimento a dopo il consiglio comunale» di due giorni dopo.
L’assenza dei tre consiglieri dissidenti veniva confermata e questo apriva un problema legato alla mancava del numero legale. In discussione c’era il rendiconto 2024, documento fondante per il proseguo dell’attività amministrativa. L’impasse veniva risolto da tre consiglieri di minoranza la cui presenza permetteva l’avvio dei lavori.
Tonino Amendolara accusava i colleghi di minoranza di fare da stampella alla maggioranza, gli strali erano indirizzati soprattutto contro Anna Cutrone che, con una coalizione di liste di centro nel 2020, era stata contrapposta all’attuale primo cittadino nel ballottaggio. Nel proseguo l’intervento di Titti Tadino dava la chiara impressione che il Partito Democratico considerava oramai non recuperabile l’intesa con i tre consiglieri assenti.
La gestazione della crisi politica dopo un mese ha portato ad un allargamento dell’attuale maggioranza. Proprio i tre consiglieri di minoranza che avevano permesso l’avvio dei lavori il 28 aprile entravano in maggioranza. Rino Minerva, nelle file del gruppo consiliare di Officine Palesi, Anna Cutrone e Alina Minerva, rappresentanti in consiglio di FuoridalComune. Il movimento grazie all’entrata nell’alveo del centrosinistra ottenevano un posto in giunta con la nomina di Annamaria Pagano a scapito della forza politica di Pino Iurilli. Il quale era l’unico consigliere di maggioranza che non dovrebbe più far parte dell’attuale perimetro di coalizione che sostiene l’amministrazione Amendolara. Infatti Lanzisera e Focarazzo hanno compiuto quella serie di interlocuzioni che hanno permesso il rientro.
Non è facile cercare di ricomporre tutti i fili che concorrono alla trama di questa crisi politica. Come potevano pensare i tre consiglieri dissidenti di imporre alla maggioranza i suoi desiderata? Come ha fatto l’attuale maggioranza in un mese a trovare la quadra con una forza politica antagonista nel 2020? Forse in realtà il problema non era la sostituzione dell’assessore o il ritiro del piano del fabbisogno e forse le condizioni che hanno portato all’allargamento del centrosinistra erano in auge anche prima di fine aprile.
Il Partito Democratico è l’unica struttura partitica nazionale fortemente radicata nel territorio italiano e ancora di più in quello pugliese. A fine 2025 ci sarà il voto per rinnovare l’assemblea regionale ed eleggere il sostituto di Emiliano. Grande favorito per la designazione dovrebbe essere Antonio Decaro ex sindaco di Bari e attualmente presidente di una commissione nel Parlamento Europeo. Anche Palo del Colle dovrà fare la sua parte per la sua elezione e questo potrà avvenire con maggiore forza se le diverse anime del centrosinistra pugliese sono alleate. Come La Giusta Causa movimento che ha come esponente di riferimento l’avvocato Michele Laforgia a cui FuoridalComune, forse, si sente affine politicamente. Senza dimenticarsi del M5s e della nebulosa della sinistra radicale.
Dalla politica regionale alla politica comunale le cinghie di trasmissioni sono fondamentali, per un Comune avere sintonia politica con la coalizione vincente della regione, plausibilmente, rientra nella complessità citata da Tommaso Amendolara quando parla della visione che deve sempre guidare una amministrazione nella gestione del proprio Paese. Sullo sfondo, per ora, resta una cosa mai vista a Palo: vedere confermato per un secondo mandato il sindaco uscente. Con le varie insufficienze del nostro Paese certamente ci dovrebbe essere una correlazione.
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