Il cittadino che si interessi alla vita politica e amministrativa del paese, che intende essere informato delle azioni intraprese dall’Amministrazione, che vuole conoscere quanto accade a Palazzo e quindi delle decisioni deliberate, si sforza e sceglie di essere presente come uditore ai consigli comunali …. Ma che fatica!!!!

Consigli Comunali che talvolta sfiorano la durata delle 10 ore di fila, grida e urla da bagarre, offese alla persona senza nessun nesso politico e molto altro ancora, sono i consigli comunali palesi che aspettano il “volenteroso e temerario” cittadino.
Il regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale di Palo del Colle, è un regolamento alquanto vetusto, entrato in vigore nel 2007 e modificato solo parzialmente nel 2009. Nel frattempo sono cambiati gli stili di comunicazione, i tempi di elaborazione informatica degli atti, e soprattutto anche i sistemi di videoconferenza.
Già, partiamo propri da questi: dai sistemi di videoconferenza adottati per trasmettere in rete le adunanze e consentire la visualizzazione a distanza. Parliamo di come i consigli comunali sono divulgati se proprio di “divulgazione” si deve parlare. La diffusione, infatti, è limitata alla pubblicazione di un link sul sito del Comune che rimanda alla piattaforma social YouTube. Le immagini non sempre sono a fuoco, sono fisse, da un grand’angolo abbastanza lontano. Diventa pertanto difficile capire chi stia parlando, specie se il consigliere non ha l’accortezza di alzarsi in piedi come qualcuno fa. I microfoni non sempre sono attivi e funzionanti, il suono dei filmati lascia sempre molto a desiderare.
Tra la qualità scarsa delle immagini fisse e non movibili in mancanza di sensori ambientali e il suono precario dei video, il cittadino uditore a distanza è messo a dura prova. Se poi la trasmissione viene interrotta o non parte a tempo debito, insomma, è veramente difficile per il nostro cittadino “volenteroso e temerario” di cui sopra, stare dietro a tutto.
Ne è un esempio per tutti, il consiglio comunale dello scorso 28 aprile. La circostanza fortuita, se proprio “fortuita” possa essere definita, ha impedito a tutti i cittadini di sapere cosa stesse succedendo di fatto nella sala Consiliare di Palo del Colle. Infatti, mentre i collegati a distanza pensavano tutti che il CC non fosse iniziato, lo stesso era iniziato eccome! Ma con grandi difficoltà in merito alle presenze, di ex maggioranza e di opposizione, problemi di numero legale di presenza per la validità della seduta, ecc. ecc. C’era insomma una crisi politica ma non si vedeva o comunque non l’hanno fatta vedere.
Sempre il nostro amico cittadino “volenteroso e temerario”, si è ritrovato solo dopo diversi minuti se non ore a seguire interventi concitati, dai contenuti spesso provocatori, accusatori, e di denuncia che travisavano il piano politico e toccavano il piano personale. C’è chi si offende, chi risponde, chi rimbalza le accuse, sempre senza toccare posizioni politiche, o solo sfiorandole talvolta, ma incidendo a spada tratta nella sfera personale ed affettiva del consigliere che a turno fa da vittima, ma anche talvolta di cittadini e professionisti vittime citate con diffamazione senza possibilità di difesa e di replica.
Se è vero che il momento delle “Comunicazioni” è un momento importante per i consiglieri perché è il momento in cui possono portare nell’Organo più alto di democrazia cittadina, i bisogni e le osservazioni dei cittadini di cui sono portavoce, è anche vero che spesso chi dirige le sedute non ha il controllo degli interventi stessi, li perde di mano, durano minuti imprecisati e soprattutto non sono interrotti quando dalla sfera politica si finisce nel gossip o nelle offese gratuite. È vero anche che il regolamento, come detto vetusto e superato, non stabilisca dei tempi massimi degli interventi e tanto meno il numero degli stessi, oltre al fatto che non è nemmeno opportuno immaginare di mettere il bavaglio agli esponenti dei cittadini, ma un rigore e un ordine dovrebbero fare da padrone, magari anche con l’ausilio di strumentazione tecnica che permetta meglio la direzione dell’Assise e consenta di guidare la stessa.
L’immagine che i cittadini ne ricavano, non è un’immagine educativa, di riferimento, di ispirazione al miglioramento dei rapporti della comunità. Ma siamo fiduciosi che prima o poi la sensibilità politica migliori anche qui!
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