I nostri anziani e le forme di assistenza privata

di Gianna Larosa

“Mamma la pentola non è in bagno, è in cucina, apri l’anta vicino al frigorifero, è sempre stata lì, ti ricordi? Aspetta mamma, non puoi mettere sul fuoco la pentola vuota, si mette l’acqua prima. No mamma, l’aceto non va bene nell’acqua per la pasta. Ti aiuto io mamma, sì, ti aiuto io”.

E poi arriva quel momento e porta con sé un carico di responsabilità, angosce, e dubbi non facili da sostenere.

I nostri anziani che perdono il ruolo di fulcro familiare, accentratori di amore, dedizione e cura, divengono fragili spettatori di un tempo tiranno, le cui speranze sono racchiuse nei loro sguardi annacquati e confusi, quasi fagocitanti nel tentativo invano di trattenere quanta più vita possibile.

Le domande sono incalzanti: cosa è meglio fare? Cosa è meglio per loro?

Lo scenario è spesso diverso, molto dipende dalle possibilità economiche, dalla disponibilità dei figli ad alternarsi nella loro assistenza, dal tipo di patologia con cui si deve fare i conti.

Il Morbo di Alzheimer o le forme di Demenza Senile, nel tempo necessitano di una istituzionalizzazione inevitabile, mentre altre patologie permettono una permanenza più lunga dell’anziano nella propria casa.

Un iniziale approccio con la malattia è quello del prendersi cura dell’anziano a casa. Si delineano così le figure dei cargivers familiari (prestatori di cura), figli o parenti che curano le faccende domestiche, le incombenze burocratiche, la preparazione dei pasti, l’igiene personale, i controlli medici, l’assistenza notturna. 

Se il cargiver è solo uno, si assiste ad una alienazione progressiva delle necessità personali, lavorative, e di responsabilità verso la propria famiglia. Spesso si attua una convivenza  che richiede un impegno psicologico quotidiano, nel tentativo di rendere compatibili esigenze estremamente incompatibili.

Se all’interno della famiglia non si individua una figura di cargiver, si cerca un cargiver professionale, le cosiddette badanti, un mondo di assistenza sommersa a turn-over strategicamente alto, non sempre regolarizzata: albanesi, rumene, georgiane, ucraine, a volte reclutate  da improvvisate associazioni che nascondono veri e propri caporali interessati a trattenere  dal compenso economico una cospicua percentuale, oppure il primo stipendio per intero.

Con le cargiver professionali italiane è difficile trovare una disponibilità h24, rendendo necessaria la ricerca di un’altra figura per le fasce orarie non assistite.

In Italia manca una legge che riconosca la figura del cargiver, ma il D.P.C.M. pubblicato in G.U. il 27 Dicembre scorso, ha stanziato un Fondo per il cargiver familiare per il 2022, pari a 25 milioni di euro, di cui 1.660.000 destinati alla Puglia, da ripartire sul territorio.

Tra le altre forme di assistenza troviamo le strutture di accoglienza, che rispettano una  classificazione stabilita da regolamenti regionali.

Le Case di Riposo, e i  Gruppi appartamento, sono strutture socio-sanitarie che accolgono anziani parzialmente autosufficienti, offrendo ospitalità, assistenza e attività ricreative.

Sono strutture residenziali per anziani autogestite in forma associata, con bassa intensità assistenziale. Sono assistiti da O.S.S., dove il supporto medico-sanitario è previsto una volta alla settimana. In alcune strutture l’intervento del medico si verifica soltanto in caso di necessità ed urgenze, di sovente allertato dalle famiglie degli anziani.

I Centri Diurni offrono un servizio semi-residenziale, sono promotori di attività di socializzazione, attività motorie, culturali e ricreative, per anziani autosufficienti.

Le R.S.A., sono strutture socio-sanitarie assistenziali destinate a persone  non autosufficienti, che necessitano di assistenza medica, infermieristica e riabilitativa a tempo pieno, anche di età inferiore ai 64 anni.

Le R.S.S.A. sono strutture socio-sanitarie residenziali territoriali per anziani con più di 64 anni non autosufficienti, con gravi deficit psico-fisici, bisognosi di prestazioni sanitarie complesse e con un’alta intensità assistenziale. All’interno delle R.S.S.A ci sono nuclei specifici, dedicati alla Demenza Senile o al Morbo di Alzheimer, ed aree infermieristiche di assistenza per gli anziani allettati. Il personale è in possesso delle qualificazioni professionali ed è  obbligatoria la presenza di: medico responsabile della struttura, medici specialisti, psicologi, assistenti sociali, infermieri, terapisti della riabilitazione, educatori professionali, operatori socio-sanitari. 

È compito dei Comuni vigilare sulla permanenza dei requisiti necessari all’esercizio delle attività autorizzate. 

A Palo del Colle attualmente non sono operanti strutture classificate come R.S.A o R.S.S.A.

Comprendere la differenza tra queste strutture e quelle invece presenti sul nostro territorio, è un passaggio fondamentale, sia per permettere ai nostri cari di essere supportati nel modo più adeguato, ma soprattutto per non incorrere in forme improprie e improvvisate di istituzionalizzazione.

assistenza privata

Nel nostro paese sono presenti le seguenti strutture, esclusivamente dedicate ad anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti:

-Casa di Riposo San Vincenzo De Paoli, Via A. Fornari 27;

-Cooperativa Sociale San Francesco, con le sedi: Villa San Francesco (Vivere la Terza Età) di Via Ciavriello 13 e La Piazza dei Ricordi, di Via XXIV Maggio 7;

Cooperativa San Sebastiano, con le sedi: L’Età Dolce, (Centro Diurno) di Via Binetto 19, e Il Sole Dentro, di Via Papa Paolo VI 92.

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