Casa dolce…cara?

di Gianna Larosa

Come in tutti gli ambiti sociali, gli ultimi due anni trascorsi hanno disegnato nuovi scenari anche nel mercato immobiliare.

Con la pandemia si scopre l’importanza della casa come luogo di protezione familiare, l’unica arma di difesa a disposizione in quei mesi difficili, dove l’ipotesi di un vaccino anti-covid in tempi brevi appariva così lontana. La casa non solo ha favorito   la protezione dal contagio ma ha anche garantito una continuità lavorativa e scolastica, grazie allo smart-working che continua ancora oggi ad essere utilizzato. Le metrature ampie hanno avuto importanza rilevante e le scelte di acquisto si sono indirizzate verso abitazioni con più vani.

Le banche, al fine di scongiurare la crisi immobiliare, avevano smussato le normative sui mutui e le famiglie, non potendo spendere in altro, avevano creato una sorta di resilienza economica alla quale attingere per anticipi consistenti.

Per contrastare l’aumento dei prezzi delle case, nelle dinamiche mondiali, le banche centrali hanno aumentato i tassi d’interesse, provocando un freno nelle compravendite. 

L’effetto boomerang è dato dal fatto che rendendo inaccessibili i prezzi di acquisto, scende l’inflazione, scemano gli investimenti ed i prezzi calano.

Questa dinamica sembra non riguardare l’Italia, i dati Istat del secondo trimestre dell’anno segnano un aumento del 2,3% sul trimestre precedente, e del 5,2% sullo stesso trimestre 2021. Ciò dipende dall’aumento delle quotazioni per le nuove abitazioni, e dall’aumento dei costi di materiali da costruzione ed energia dovuti alla guerra, che però non hanno scoraggiato gli italiani ad acquistare nuove case, registrando nel primo semestre  un aumento del 12,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Come si allinea Palo del Colle nella compravendita immobiliare? 

Dai dati aggiornati ad Ottobre 2022 di Immobiliare.it, i costi per le vendite di nuovi appartamenti sono di 1135€ al mq, con una diminuzione del 1,82% rispetto a Ottobre 2021 (1.156 €/m²), registrando una diminuzione del 27,5% anche rispetto alla media provinciale di 1564€.

Ad Ottobre 2022 per gli immobili residenziali in affitto sono stati richiesti in media € 5,88 al mese per metro quadro, dato in aumento del 6,52% rispetto ad Ottobre 2021.

I costi di acquisto sono in discesa mentre aumentano quelli per gli affitti. La causa di questo fenomeno in controtendenza rispetto ai mercati nazionali sembra essere attribuita al fatto che a Palo del Colle non ci sono appartamenti nuovi in vendita, alcuni cantieri sono fermi da anni per mancanza di concessioni e le vendite riguardano le abitazioni usate di privati che valutano gli immobili e ne definiscono un prezzo di tipo “comparativo”, cioè sulla base delle caratteristiche dell’immobile e della zona di ubicazione. 

Il Borsino Immobiliare infatti indica costi differenti in base alla zona immobiliare di riferimento, e le suddivide in: Zone Centrali (Nucleo Antico e Adiacente), Zone Semicentrali (Madonna della Stella-Favambola-Langillana-Prolungamento Modugno SS96), Zone Periferiche (Auricarro e Zona Agricola).

Molte case sono state affittate a causa della difficoltà di venderle al prezzo stabilito e quindi molti proprietari, al fine di evitarne la svendita, hanno preferito affittarle. Le richieste più frequenti riguardano il 3 vani con garage, mentre la scelta del 4 vani è generalmente un cambio casa, quindi un passaggio da una casa più piccola ad una più ampia. Il centro storico è destinato agli amatori del genere, ma presenta molte difficoltà legate alla mancanza di garage, e di parcheggio adiacente.

Chi sceglie di acquistare casa a Palo del Colle generalmente lo fa per godere degli spazi periferici e la scelta è determinata anche dalle pertinenze: giardini, terrazzi, ampi balconi sono le caratteristiche più ricercate.

I cittadini di Palo del Colle hanno usufruito degli accessi all’ Ecobonus 110%, ma la normativa ha subito innumerevoli variazioni dall’inizio dell’anno fino all’estate, cambiando le carte in tavola a tutti i progetti che erano stati avviati. 

Sono state rese difficoltose le cessioni dei crediti da parte delle imprese che si erano impegnate con i proprietari per l’esecuzione dei lavori applicando lo sconto in fattura e le banche, a contratti definiti, non hanno più accettato le cessioni.

Le imprese hanno l’obbligo di eseguire i lavori ma non possono monetizzare i crediti perché le banche hanno bloccato il processo di cessione. Le normative, seppur corrette, sono state emanate in modo scorretto, spesso ad uffici chiusi per il fine settimana, e molti operatori del settore si sono ritrovati il lunedì mattina ad affrontare una serie di variazioni che invalidavano pratiche già chiuse.

Negli ultimi mesi le imprese avevano ripreso a lavorare con Poste Italiane, l’unico istituto di credito che accettava le cessioni non da parte delle imprese ma dal contribuente, alla non certo modica tariffa del 30%. Ma è notizia di questi giorni che anche Poste ha bloccato le cessioni, sospensione che ancora non si sa quanto durerà.

Le normative antifrode del Governo Draghi hanno limitato molto le banche ad accettare le cessioni, perdendo così il principio di circolarità dei crediti, a discapito della buona fede di chi aveva progettato in tutta trasparenza.

Cosa aspettarsi dal futuro? Il Governo Meloni si dice pronto a tutelare la casa come bene primario, ma prima ancora della tutela si deve lavorare sulla possibilità di averne una.

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