Palo del Colle sembra un cantiere a cielo aperto, tra lavori dell’acquedotto, della fibra ottica e della sistemazione da parte dell’Anas delle aree sottostanti il viadotto del vecchio tracciato della statale 96. Accanto a questi lavori pubblici ci sono svariati cantieri conseguenza dei vari provvedimenti governativi che hanno introdotto molteplici bonus (110%, facciate e riqualificazione energetica), potrebbe quasi sembrare che l’edilizia nel nostro borgo abbia ripreso vigore. Purtroppo sarebbe una impressione errata, a parte pochi permessi di costruire che sono essenzialmente il frutto di demolizione di vecchi caseggiati su cui realizzarne di nuovi.

Kilometrozero ha deciso di approfondire questo importante tema su tre direttive, lo stato del piano urbanistico generale, la situazione dell’edilizia sociale e il rilancio del settore comunale dell’urbanistica.
Il nostro Paese tra gli anni ’80 e ‘90’ ha vissuto un boom edilizio con una espansione urbanistica che ha interessato soprattutto il quadrante sud-ovest in direzione dell’Auricarro. Questo sviluppo era basato su varie ragioni ma certamente la principale era che le case nuove costavano meno rispetto ai comuni limitrofi. Quando nel 2008 si è deciso di varare un nuovo piano regolatore l’impronta che si è voluta dare è stata molto più pensando al passato che al futuro, per questo è stato redatto un documento che è probabilmente il principale fattore dell’immobilismo edilizio.
A Tonino Amendolara, ingegnere e consigliere comunale di Forza Italia, estensore di gran parte dei comparti che formano il PUG (Piano Urbanistico Generale) abbiamo chiesto di spiegarci origini e caratteristiche di questo strumento di pianificazione «Siamo stati tra i primi comuni ad approvare il Pug che prevedeva l’aumento globale della volumetria di circa un milione di metri cubi, il nostro piano di fabbricazione era fermo al 1973» purtroppo questo essere stata una avanguardia ha portato ad approvarlo «sulla base del piano paesaggistico regionale poi sostituito nel 2015 dal PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale), quest’ultimo al contrario del piano precedente era stato definito con i rilievi sul terreno che ha portato a nuovi vincoli sul territorio palese non previsti dal pug, coinvolgendo cinque comparti».
Dal 2015 il problema principale della mancata attuazione consiste nel fatto che al Pug dovrebbe essere fatta «una variante strutturale per adeguarlo al pptr», secondo l’ingegnere la modifica potrebbe interessare gli indici di edificabilità di tutti i comparti «se per esempio sono inficiati 100mila metri cubi invece di realizzare 1 milione di metri cubi si riducono a 900mila con l’indice di edificabilità che varia da 1,43 a 1,35».
Quindi la conseguenza è che «di questo piano regolatore non si è costruito nulla» mentre l’imu sulle aree edificabili, che ammontano «a circa 200mila euro l’anno», rappresentano «un prelievo dalle tasche dei cittadini» senza che non ci sia alcuna possibilità di edificare e soprattutto senza che l’attuale amministrazione chiarisca modi e tempi per renderlo attuabile ad esempio «ridimensionando i comparti per permettere le micro costruzioni di lotti per una ventina di abitazioni».
Secondo capitolo è quello sull’edilizia residenziale sociale, in base all’ultima relazione annuale pubblicata dell’Arca Puglia Centrale, datata 2020, nel nostro Comune sono censiti 111 abitazione e 2 locali pertinenziali. Anche le costruzioni di abitazioni destinate alle famiglie bisognose è totalmente inattiva. L’ultimo atto amministrativo di una certa rilevanza è stata fatta dalla precedente amministrazione, presieduta da Anna Zaccheo, infatti nel 2017 fu indetto un bando di concorso per l’assegnazione di 10 alloggi in locazione, ma ancora nel 2019 a causa di vari problemi, tra cui anche occupazioni abusive, non era stata ancora definita la relativa assegnazione.
Durante il consiglio comunale di fine giugno scorso gli ultimi aggiornamenti sulla tematica, Tommaso Amendolara ricorda come «Per completezza di informazione e fugare dubbi interpretativi gli alloggi di viale Europa dovrebbero rientrare in una pianificazione di un intervento 110 di riqualificazione da parte di Arca e gli alloggi di via Sardegna dovrebbero rientrare in un piano di manutenzione straordinaria da parte della stessa agenzia» mentre Tonino Amendolara precisava come «L’Arca ha un terreno in zona edificabile tipizzato con il Pug in zona B. Bisogna andare da loro e chiedere un incontro per far valere le nostre ragioni. Non abbiamo un intervento dall’Arca da tanti anni, l’ultimo è stato durante l’amministrazione Viola, mentre negli altri comuni intervengono non solo per riqualificare ma anche nella realizzazione di nuove case».
Per riepilogare a cosa si riferisce il capogruppo di Forza Italia occorre ritornare al consiglio comunale del 31 dicembre 2018, dove lo stesso puntualizzava la vicenda «Nel 2011 il Sindaco Viola ebbe la forza di intercettare dei finanziamenti pari a 3 milioni di euro risalenti ad un bando regionale PIRP che prevedeva tre interventi. L’asilo nido, le case popolari e il giardino pubblico, i due interventi dell’asilo nido e del giardino pubblico» sono stati realizzati (il giardino presso la via di Auricarro e l’asilo della via di Ciavriello) «L’ultimo intervento delle case popolari» non si è realizzato.
Ultima tematica riguarda il motore dello sviluppo edilizio: l’ufficio comunale dell’urbanistica, nel consiglio comunale di ottobre Pino Iurilli, consigliere di maggioranza di Sud al Centro ne ha segnalato le carenze. Questo è avvenuto su sollecitazione di Alina Minerva, consigliera di minoranza di FuoridalComune, che durante le comunicazioni ha elencato una serie di criticità. Iurilli, nel ruolo di presidente della commissione consiliare che affronta le tematiche dell’assetto del territorio, ha prima affermato che «sono disponibile ad accogliere quelle modifiche che devono essere fatte per il regolamento al fine della al PPTR» per poi lanciare, a suo avviso, una precisa accusa al principale motivo dell’inazione «un dirigente che ha avuto nel suo PEG un 30 per cento di indirizzo e non si attiva, a cosa si dedica questo dirigente?» ed il motivo di tale addebito stà nel fatto che su 115mila euro abbiamo speso solo 3mila, eppure c’erano 8mila euro di supporto al RUP e quindi tranquillamente il dirigente poteva fare il suo dovere» per concludere «i dirigenti se li devono meritare i premi sugli incentivi» e per questo «sarò molto attento alla prossima relazione dell’OIV».
Kilometrozero ha avuto un colloquio con Tommaso Amendolara sulla situazione dell’urbanistica ad ottobre 2020, in coincidenza con l’insediamento della nuova amministrazione, “la carenza di personale era evidente con la presenza 2,5 dipendenti (un funzionario, un tecnico a tempo parziale ed un amministrativo), entro fine 2022 si passerà a 4,5 e nel 2023 si prevede l’aggiunta di una ulteriore unità”. Il primo cittadino chiarisce che “l’inserimento di una nuova risorsa ha bisogno di un tempo di formazione e dotazione, per questo passano circa sei mesi prima che possa essere pienamente operativa. Ma la gradualità dell’ampliamento della pianta organica ha comunque portato iniezioni di efficienza nel settore basta riscontrare l’aumento degli oneri di urbanizzazioni passati da 155mila euro nel biennio 2019/2020 ai 330mila del 2021, mentre per il 2022 si prevede un leggero aumento rispetto all’anno precedente. Aumentate anche le pratiche andate a buon fine sui permessi di costruire mentre le pratiche per Cila e Scia hanno visto un aumento, grazie alle varie agevolazioni governative, nell’ultimo anno e mezzo”.
Al netto di questa attività che può dirsi ordinaria, seppur fondamentale, perché permette contemporaneamente al paese di “creare economia” ed all’ente comunale di vedere aumentare le entrate, ci sono state altre attività effettuate dal settore urbanistica in questi due anni di amministrazione Amendolara “l’informatizzazione del Sue, l’avvio del procedimento per l’Erir, il regolamento comunale sulle deroghe urbanistiche nel centro storico, il regolamento per instaurare anche a Palo la Commissione Paesaggiastica, la redazione del Pums arrivato allo spazio di partecipazione aperto alla cittadinanza, la redazione del Peba.
Concludiamo ricordando che sono decenni che a Palo lo sviluppo edilizio si è fermato, diversamente dai paesi limitrofi, questo genera due effetti perversi, il mercato immobiliare in assenza di nuove case provoca l’aumento di valore delle poche case in vendita inducendo i residenti palesi a trasferirsi nei paesi vicini dove un mercato di nuove case ne calmiera i prezzi.
L’amministrazione Amendolara conosce perfettamente questa situazione ma la consapevolezza, al momento, non ha generato nessuna azione, ha perfettamente ragione il sindaco quando afferma che «problemi complessi hanno bisogno di soluzioni complesse» ma ci permettiamo di segnalare che l’inazione aggrava i problemi, forse la “mucca nel corridoio” è un Pug totalmente sbagliato che va ripensato integralmente con comparti talmente estesi sulla carta che impediscono la realizzazioni di qualunque progettualità.
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