Il questionario di Proust – 70

di Franco Taldone

A iniziare da questo numero, Kilometrozero  proporrà ai suoi lettori un breve “questionario di Proust” rivolto ad un personaggio pubblico della città, politico e non. Il “questionario di Proust” è apparentemente uno scherzo frivolo. In realtà, chi lo accetta mette in gioco il suo esprit, incompatibile, come avevano ben compreso Proust e Wilde trovando il “questionario” gustosamente disinibitore, sia con la pedanteria degli specialisti che con l’approssimazione dei dilettanti. Le risposte, pur necessariamente brevi, possono rivelarsi paradossali lenti d’ingrandimento. 

Il primo ad accettare il “test” è Tommaso Amendolara, attuale sindaco della città.

D. Le città, oggi a rischio inedito di diventare comunità di destini individuali, richiedono scelte di prospettive polifoniche. La tua scelta?

R. Scorgere nei destini individuali di una città come Palo, la città a cui appartengo e la mia città, altrettante potenzialità di collettività. Rafforzare la consapevolezza di comunità valorizzando quelle pratiche umane in cui sia presente la componente del dono, della gratuità, senza di cui una comunità, per definizione, non può darsi.

D. Don Tonino Bello invitava al ritorno ai “fondamentali”. Quali sono i tuoi “fondamentali”?

R. Ascolto e dialogo.

D. Le tue personalità politiche storiche di riferimento?

R. L’intelligenza e la sensibilità storiche di Aldo Moro, la dirittura di Sergio Mattarella.

D. Dei titoli di libri che un politico dovrebbe leggere per orientarsi, oltre che per informarsi?

R. “Mistica arte. Lettere sulla politica” di Don Tonino Bello; testi di tecnica di politica democratica.

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