Bonus edilizia, PNRR e governo del territorio sono i temi che abbiamo affrontato con Rossella Calabrese, responsabile del team redazionale che cura la sezione informazione, le pubblicazioni e i canali social di Edilportale. Con uno sguardo rivolto al futuro e alle comunità locali, ecco cosa ci ha raccontato la caporedattrice del più famoso portale d’informazione tecnica per l’edilizia italiana.

Dopo un periodo di rilancio legato ai bonus e agli incentivi statali, come stanno cambiando le case degli italiani?
I bonus edilizi esistono da diversi anni e, quando sono stati fruibili solo attraverso la detrazione Irpef, hanno avuto un successo costante ma moderato. Il boom è iniziato nel 2020 con l’introduzione del superbonus 110% e delle nuove forme di fruizione, sconto in fattura e cessione del credito, due elementi di novità che consentono di fare i lavori senza sborsare nemmeno 1 euro.
In poco più di 2 anni, hanno eseguito lavori di miglioramento energetico con il superbonus 40mila condomìni e 287mila abitazioni singole. Questo ha comportato un notevole onere per la collettività: solo per il superecobonus 110%, la spesa per lo Stato ha raggiunto i 60 miliardi di euro.
Oggi queste abitazioni sono molto più efficienti da punto di vista energetico e spesso anche sismico, il loro valore di mercato si è incrementato notevolmente e i proprietari spendono meno per riscaldarle e raffrescarle, con un risparmio annuo medio in bolletta di 500 euro.
Quali sono le prospettive per il mondo dell’edilizia nei prossimi anni?
Le truffe ai danni delle casse pubbliche, messe in atto da chi ha approfittato di una normativa con pochi controlli, ha indotto il Governo a rendere più difficile la cessione del credito, con il risultato di bloccare il mercato, che proprio grazie ai bonus era cresciuto in maniera esponenziale. I correttivi allo studio faranno ripartire le cessioni ma il settore dovrà ripartire con meno aiuti.
Per il 2023, Ance prevede che gli investimenti legati al superbonus su edifici unifamiliari si ridurranno del 24%. Gli investimenti in costruzioni, in generale, si ridurranno del 5,7%. Per contro, cresceranno del 25% gli investimenti in opere pubbliche legati al PNRR.
Renovation Wave e PNRR, quali cambiamenti ci possiamo aspettare nella gestione degli spazi pubblici?
La Renovation Wave punta alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati, al fine di ridurre le emissioni, migliorare la qualità della vita delle persone che vivono e utilizzano quegli edifici e creare posti di lavoro green nel settore edile.
Anche il PNRR ha, tra i suoi obiettivi, quello di migliorare la qualità del decoro urbano, del tessuto sociale e ambientale riducendo le emissioni, mettere in sicurezza le aree più a rischio frane o allagamenti e valorizzare il territorio. L’attenzione agli spazi pubblici si ritrova, per esempio, nella valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, nel recupero dei borghi, nel vasto e articolato programma di rigenerazione urbana finalizzato ad aumentare la coesione sociale e la qualità abitativa.
Nell’ambito della Green e Digital Transition cosa dovrebbero fare le comunità locali per facilitare la costituzione dei cosiddetti “distretti a energia zero”?
Una soluzione per produrre energia a km zero è costituita dalle comunità energetiche rinnovabili e dall’autoconsumo collettivo. Si tratta della possibilità per famiglie (in condomini o in singole unità abitative), Enti Pubblici e imprese di attivarsi per produrre e autoconsumare localmente e “collettivamente” l’energia prodotta da impianti di energia rinnovabile.
Alle comunità energetiche possono partecipare persone fisiche, piccole e medie imprese, enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, ubicati in un perimetro più ampio rispetto a quello di un unico edificio, purché siano tutti collegati alla medesima cabina di trasformazione dell’energia di media/bassa tensione e purché la partecipazione alla Comunità di energia rinnovabile non costituisca l’attività commerciale e industriale principale.
L’autoconsumo collettivo può essere attivato da famiglie e altri soggetti che si trovano nello stesso edificio o condominio, purché i soggetti diversi dalle famiglie non producano energia come attività principale.
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