Era il 12 dicembre 1901 quando Marconi sperimentò per la prima volta che i segnali delle onde radio transatlantici erano possibili. Dalla potente stazione installata in Cornovaglia (Inghilterra) alla antenna ricevente, che ondeggiava su un aquilone, in Terranova (Canada) l’italiano, futuro premio Nobel della fisica, aveva ricevuto tre punti brevi che significava S in codice Morse.
Passiamo dalla grande storia alla nostra storia, per parlare delle radio a Palo del Colle. Con la sentenza della Corte Costituzionale del 1976 gli anni ’70 si confermavano come anni libertari e il nostro Paese colse velocemente l’opportunità, grazie alla migliore gioventù palese, fondando Radio Onda Stereo. Ma non solo, negli anni ci sono stati Radio Antenna 1 e Happy Radio.

Ora l’articolo non vuole essere una cronistoria fedele delle vicissitudini della radio, ma un racconto emotivo di anni che vedevano l’emergere in un borgo contadino di un nuovo soggetto sociale: i giovani. I quali liberati dal fardello di dover essere utili alla famiglia potevano dedicarsi a se stessi ed il medium della radio era perfetto per conoscersi e conoscere.
La prima sede era al terzo piano del “grattacielo”, l’immobile di sette piani (una rarità a Palo ma anche una originale concessione) costruito all’inizio di corso Garibaldi, il motivo è facilmente intuibile, sul terrazzo si poteva montare l’antenna che avrebbe irradiato il segnale ben oltre le mura cittadine con un raggio di circa 50 chilometri, sulla frequenza 97.5. Facendo anche concorrenza a Radio Trullo di Conversano antesignana di Radio Norba.
Per fortuna quelle mura che hanno ospitato i fondatori della prima radio palese hanno dimenticato quella ingenuità ed audacia che hanno permesso di avviare una esperienza importante e collettiva. Il programma che sicuramente attirava maggiormente l’attenzione degli ascoltatori era quello delle dediche.
Al telefono i più intraprendenti raccoglievano e “tracciavano” le telefonate da passare al conduttore che come ci ricorda Vito Calamita, ma molto più conosciuto come Jakyò, quest’ultimi come i DJ (disc jockey) lo diventano per superare la propria timidezza. Dalle telefonate nascevano nuove conoscenza, imbranati intrallazzi che le memorie personali hanno ormai sovrapposto con altri ricordi.
I quiz erano presenti nella programmazione della radio, tra quelli proposti uno riguardava il numero delle chianche nere che una volta delimitavano piazza Santa Croce. Come non mancavano le ore di disco mix. Obbligatorio menzionare le radio cronache in diretta delle corse ciclistiche, compreso il Giro d’Italia, fatte con il sidecar.
Tra le radio libere c’era anche radio Speranza, sulla frequenza 90.70. Emittente cattolica, fondata da don Vito Raimondo negli anni ’80, dopo aver lasciato la programmazione del rosario a Radio Onda Stereo. Anna Fiorentino ci racconta come con la sua 127 ha iniziato a raccogliere offerte per l’apertura dell’emittente radiofonica con l’obiettivo di dare conforto e compagnia alle persone. La sede era in via della Minerva e grazie a varie collaborazione, anche di frati e suore, garantiva una programmazione dalle 7 alle 20, estesa successivamente a tutta la giornata e trasmettendo anche in tv. Nei primi anni del nuovo millennio la radio raggiungeva tutto il sud, isole comprese. Grazie anche alla collaborazione con i religiosi dell’Immacolata di Frigento che rileveranno la radio alla morte del suo fondatore chiamandola radio-tele Buon Consiglio.
La radio sin dagli anni’50 ha avuto profeti di sventura che preconizzavano il declino. Prima era arrivata la televisione, poi le nuove piattaforme digitali, dopo ancora lo streaming musicale ed oggi i social che hanno distratti tanti utenti dall’ascoltare fornendogli la possibilità di interagire spesso molto inutilmente. Oggi sono meno le persone che ascoltano la radio se si è in casa, più frequentemente la seguiamo in macchina.
Resta un fondamentale mezzo di comunicazione, anch’esso influenzato dal progresso tecnologico dato che si è passato dall’analogico al digitale. Oggi tutte le radio devono obbligatoriamente trasmettere con il DAB+. Con la diffusione audio digitale la qualità del suono è migliorata ma ha perso quelle lievi imperfezioni che rendevano l’ascolto più accogliente al nostro orecchio.
Le web radio sono il nostro presente, permettono di trasmettere con costi più contenuti, raggiungendo qualsiasi persona che possa collegarsi alla rete. Rec Radio & Community è tra le preferite da KM0, ma questa altra storia sarà raccontata da Giusy D’Agostini.
oppure
QUESTO NUMERO E’ OFFERTO DA:

