L’amministrazione Amendolara insediatasi ad ottobre 2020 compie metà mandato, due anni e mezzo di attività che la redazione di Km0 ha cercato di condensare in una serie di domande.

Tra gli insuccessi più evidenti dell’attuale maggioranza è quello della cultura, soprattutto in riferimento all’assenza di attività legate alla nuova biblioteca. Evitando la ormai stucchevole domanda «Quando verrà inaugurata?» proviamo a sollecitare il sindaco con un parallelo tra la responsabilità che il primo cittadino ha in materia sanitaria e quella in ambito culturale.
Il capo dell’amministrazione evita di soffermarsi sul paragone pur ammettendo che i continui rinvii dell’apertura della biblioteca sono stati un problema che non cambia il percorso «bisogna avere le spalle larghe e puntare sempre all’obiettivo». Condivisibile la puntualizzazione del primo cittadino, la finalità «non dev’essere soltanto quello di tagliare il nastro ma occorre aprire una riflessione sul contenitore e sul contenuto. Ecco perché nel mese di gennaio ci siamo concentrati nella pubblicazione di un bando in cui ci siamo rivolti a soggetti privati, associazione del terzo settore ed anche imprese culturali per chiedere come organizzerebbero le attività bibliotecarie. Prevedendo un minimo di dotazione finanziaria».
Apprezzabile che il primo cittadino definisce “minimo” i 5mila euro annuali come corrispettivo nella proposta gestionale. Credo che “insufficiente” sarebbe la definizione di altri. Gli ricordiamo che a Laterza, un paese di 15mila anime nel tarantino, l’amministrazione ha stanziato 25mila euro, con atti di giunta e di determina che dimostrano l’attenzione che laggiù hanno per la cultura.
La nostra direttrice tocca un aspetto molto importante «Il comune si dovrebbe impegnare ad avere un responsabile nella ricerca di bandi» ma la replica di Amendolara è realista e sconfortante allo stesso tempo «Purtroppo nelle pubbliche amministrazioni mancano le competenze nell’ambito culturale».
In merito alle limitate risorse disponibili l’ex segretario del PD ricorda che «la quantità delle poste di bilancio previste non è sempre indice dell’attenzione che si pone ma rappresenta l’equilibrio finanziario raggiunto». Forse però al momento l’attenzione dovrebbe essere posta sull’efficientamento dell’utilizzo dei fondi inerenti la biblioteca, infatti basta approfondire le determine tra novembre scorso e gennaio 2023 e si troveranno delle spese per oltre 20mila euro sullo stesso capitolo, non sarebbe meglio puntare tutti i fondi nella gestione della biblioteca anziché in mille rivoli, forse non indispensabili?
Da una apertura mancata passiamo ad un luogo, anche, di cultura che rischia di cambiare in modo inopinato, al momento fortemente limitato nelle sue attività dall’incertezza del futuro. Parliamo di Rigenera e della scadenza della concessione affidato al gruppo di cui è a capo Nicola Vero. Tommaso Amendolara precisa che «occorre vedere la normativa su un contratto di 5 anni con proroga di uguale durata, capire se è possibile una ulteriore proroga, un rinnovo oppure occorre predisporre una nuova gara pubblica», la seconda ipotesi è quella individuata dagli «uffici comunale» ma l’amministrazione intende effettuare «ulteriori approfondimenti in Regione, presso le politiche giovanili, per avere un parere» ed il relativo «riferimento di legge».
Il primo cittadino non si è sottratto nel dare un giudizio sull’attività di Rigenera in questi 10 anni «posso dire che per l’amministrazione il Laboratorio urbano è un fiore all’occhiello, rappresenta un punto di riferimento comunale ed anche sovracomunale per le attività pregevoli svolte e sarebbe un errore privarsi», ed a precisa domanda di Alessandra Savino la risposta è stata in sintonia con il comune sentire della maggioranza dei palesi «Se fosse possibile per me la gestione di Rigenera andrebbe rinnovata al gruppo di Nicola Vero». Resta una domanda perniciosa che aleggia, perché occorre arrivare alla scadenza per chiarire la corretta procedura burocratica imbarcando il Laboratorio Urbano tra le onde dell’incertezza? (Noi di Km0 avevamo intervistato sul merito Nicola Vero nel numero di luglio/agosto 2022).
Per la tematica inerente la visione sportiva del centrosinistra il sindaco sente di giocare in casa, dato che una delle deleghe trattenute è proprio quella dello sport «parchi e giardini li abbiamo già riqualificati per le aree giochi con investimenti comunali, altri li riqualificheremo con investimenti della Città Metropolitana per un milione e mezzo di euro». Ricorda quanto già realizzato all’Alisei dove «abbiamo un piano di gestione approvato e stiamo attendendo che il funzionario competente esprima il proprio parere tecnico per poterlo portare in Giunta ed approvarlo. Prevede la compartecipazione in termini di investimenti migliorativi con una gestione prevista di quindici anni».
La chimera palese in ambito sportivo da decenni è il campo comunale, dalle parole del capo dell’amministrazione, un sogno realizzabile «abbiamo ottenuto un finanziamento di circa due milioni di euro, i progettisti sono stati incaricati di redigere il progetto, hanno già effettuato il rilievo degli spazi e sono confidente che riusciremo a completare l’intervento al termine dei cinque anni del mandato, almeno lo spero…».
L’ingegnere partendo da un auspicio di inizio legislatura «rendere disponibile le palestre alle associazioni che ne facessero richiesta» rivendica un chiaro successo «uno degli aspetti che mi piace sottolineare è che siamo riusciti a saturare gli spazi sportivi scolastici in tutti i giorni ed in tutte le ore disponibili, compreso l’ultimo che abbiamo realizzato in viale della Resistenza».
L’impressione di chi scrive è che Tommaso Amendolara pur conscio, dei limiti dell’azione amministrativa su alcune tematiche sente che il lavoro svolto oltre ad aver dato già dei risultati ne contenga molti di più da realizzare nel proseguo della sua esperienza sindacale. Le luci e le ombre si alternano ma lui ci vede benissimo e riesce a far vedere le cose attraverso la sua visione. Senza dimenticare, forse, un piccolo equivoco, noi parliamo di metà mandato quinquennale mentre la strategia del primo cittadino si estende sul decennio.
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