Il nostro borgo antico, mure e memorie da rigenerare

di Leonardo Giovanniello con la collaborazione di Antonella Di Giuseppe e Rosa Mondelli

Il centro storico ha un gran bisogno di essere curato al fine di renderlo maggiormente vivibile, ma questo non riguarda completamente l’intero dedalo di strade che lo compongono, ci sono alcune di esse che hanno già realizzato una riqualificazione grazie alle persone che la abitano come ad esempio Via Temistocle. Ma complessivamente in questa area manca la vitalità di locali che possano alimentare il trascorrere del tempo nelle ore serali.

via temistocle

Kilometrozero ha percorse le tante strade che compongono il reticolo del centro storico incontrando le persone che vivono da decenni o da tutta la vita e che ci raccontano come nel passato tutti si comportavano come una grande famiglia: i bambini che giocavano insieme, i pasti condivisi, le porte lasciate aperte; oggi, invece, uno dei problemi più sentiti è quello della sicurezza, si è costretti a prevenire furti per mezzo di inferriate barricandosi in casa. Altra negatività evidenziata è quella della situazione del patrimonio immobiliare spesso in pessime condizioni con la conseguenza che risulta complicato vendere gli immobili anche a causa dei mancati incentivi da parte del comune. Senza dimenticare che essendo per la maggioranza persone anziane quelle che vivono nel centro storico la vivibilità del borgo ne risente. Altre due mancanze sono sottolineate dagli abitanti delle contrade: la presenza di pochissimi negozi commerciali e la mancanza di parcheggi dedicati. 

Disseminate tra gli archi abbiamo potuto ammirare le edicole votive, tutte restaurate grazie all’associazione Lions Club Palo del Colle-Auricarro che ha realizzato un intervento di restauro conservativo ed estetico sulla base dell’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza e di un provvedimento dell’amministrazione precedente, nel settembre 2018, presieduta da Anna Zaccheo

L’associazione Lions si è costituita nel 2015 con una missione ben precisa «partecipare attivamente al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità», l’intervento sulle icone è solo la più importante realizzazione, nei suoi anni di attività occorre ricordare anche gli interventi effettuati alla fontana dell’Auricarro e a quella del piazzale della Stazione, attualmente è presieduta da Giuseppe Palmisano.

Kilometrozero ha incontrato Giuseppe Minerva, per tutti Pino, ex presidente del club, che ci ha spiegato preliminarmente come è stata realizzata la raccolta fondi che ha permesso il restauro: «il club ha organizzato per ben 4 anni la rassegna domenicale Musica e Arte presso la Chiesa del Purgatorio, manifestazione che ha portato benefici alla comunità sotto l’aspetto culturale, musicale, teatrale e artistico, eventi che hanno visto esibirsi (e quindi valorizzati) molti artisti locali e a cui ha partecipato sempre un folto pubblico» senza dimenticare il «contributo di privati e imprese produttive della nostra città».

In merito alle modalità del restauro delle 10 icone «4 sono su lastra per il cui restauro della dott.ssa Maria Luisa De Toma prevedeva il distacco dalla sede, il trasporto in laboratorio e dopo il restauro al ricollocamento nella propria sede» mentre «Per le altre n. 6 icone, tutte su intonaco, la dott.ssa Maria Rosaria Vernice ha provveduto al restauro sul posto, intervenendo anche in presenza di condizioni atmosferiche non sempre ottimali».

Con l’aiuto di alcuni articoli pubblicati nel 2016 sul giornale online Palo Live e scritti da Arcangelo Colasuonno, tecnico del restauro con diploma conseguito a Venezia, continuiamo l’approfondimento delle 10 icone che costellano il borgo antico e che rappresentano «un forte legame devozionale che unisce la popolazione palese alle immagini sacre». Partendo dal luogo dove vengono realizzate. 

«Il centro storico di Palo del Colle è caratterizzato dalla presenza degli archi, strutture architettoniche, la cui tecnica risale agli antichi Etruschi. La loro funzione è, oggi come allora, quella di passaggio, mettendo in comunicazione le varie stradine del nucleo urbano antico o quest’ultimo con l’esterno come nel caso dell’arco Curci o ancora dell’arco della Madonna del Carmine, in via Umberto I. Quelli più periferici come l’arco Pagano o l’arco della Madonna della Porta, molto probabilmente sono posti in corrispondenza di quelle che erano le antiche porte cittadine».

«Delle dieci icone ben otto presentano come soggetto l’immagine della Madonna mentre le rimanenti due sono strettamente legate al culto popolare e dedicate al Crocifisso, patrono di Palo, e a san Michele. Furono realizzate tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 dalle famiglie facoltose dell’epoca, dagli abitanti del rione o dalle confraternite».

«Si possono distinguere due diverse tecniche pittoriche nella realizzazione. La prima tecnica utilizzata degli artisti era quella chiamata “a secco”: si dipingeva direttamente sull’intonaco asciutto con una tempera alla caseina, per poi passare una velatura di vernice all’uovo o uno strato di cera fusa. Per i dipinti su rame, invece, il procedimento utilizzato era abbastanza elaborato: prevedeva la realizzazione di uno strato preparatorio sulla lastra, denominato imprimitura, il quale era ottenuto con un impasto di polvere di ossido di piombo o zinco ed olio di lino. In seguito si dipingeva il soggetto ad olio e si passava sulla pellicola pittorica una vernice all’uovo, ottenuta con rosso d’uovo mescolato con olio di papavero o di noce».

«Le icone dipinte su rame sono quattro: san Michele, la Madonna della Porta, la Madonna delle Grazie e l’Immacolata posta sotto arco Gaeta in vico I Ruggiero. Le altre dipinte a secco e definite erroneamente affreschi sono: il Crocifisso, la Madonna del Carmine, la Madonna del Rosario, la Madonna di Costantinopoli, l’Assunta e l’Immacolata dell’arco Pagano in via Leonida».

Il restauro ha permesso di riavere le opere pienamente fruibili ma al fine di evitare che fra dieci anni le stesse possano ritrovarsi nelle condizioni precedente agli interventi occorre avere una manutenzione degli archi i cui proprietari dovrebbero assumersi questa incombenza ed in mancanza l’ente comunale dovrebbe controllare ed in caso di inazione agire. Questo aspetto viene sottolineato sia da Pino Minerva che da Arcangelo Colasuonno, quest’ultimo chiude sperando che «si sia pensato anche ad una sorta di manutenzione ordinaria per evitare che tra qualche anno si debba intervenire purtroppo dopo aver perso parte della pellicola pittorica delle opere».

Dopo aver parlato del sacro, inevitabilmente occorre ritornare al profano, ricordando come, le due ultime due amministrazioni, entrambe di centrosinistra, hanno ottenuto due finanziamenti che apporteranno importanti cambiamenti in parte dell’agglomerato più antico di Palo del Colle

L’amministrazione Zaccheo ottenendo un finanziamento che ha permesso la realizzazione, ma non ancora inaugurata, della nuova Biblioteca nei locali adiacenti al Municipio e lavori di riqualificazione del Mercato Coperto e di alcune piazze e arterie (tra le principali Piazza Roosvelt, Piazza Matteotti, Via Umberto I, Via Alfieri e Via Cairoli).

Mentre l’amministrazione ha intercettato un nuovo finanziamento per il Borgo Storico e Piazza Santa Croce che prevede «la rigenerazione nei borghi antichi attualmente caratterizzati da degrado fisico e marginalità sociale ma che meritano un’attenta azione di rivalutazione in quanto luoghi urbani depositari di un patrimonio storico, culturale e identitario di valore eccezionale Le azioni sono rivolte tanto alla componente edilizia quanto alla rete degli spazi pubblici e dei servizi con l’intento di migliorare la condizione abitativa e di intervenire sul patrimonio edilizio dismesso consentendone il riutilizzo, restituendo valore ai cuori antichi delle città e riducendo al contempo l’uso di nuovo suolo (https://pianostrategico.cittametropolitana.ba.it)».

Accanto alla capacità di intercettare risorse derivanti da bandi nazionali occorre anche dimostrare uguale capacità nel definire ed approvare piani di programmazione, purtroppo su questo aspetto occorre segnalare delle criticità.

Come ad esempio l’atto dell’amministrazione Zaccheo che ad aprile 2018 deliberava la redazione del Piano di Recupero del Centro Storico dando incarico ad uno studio associato di Pisa per la stesura. A quanto sembra il piano, in una forma provvisoria è stato consegnato nel 2019 ma prima le dimissioni della sindaca e poi l’arrivo della Commissaria Prefettizia hanno causato un lungo stop. Al momento risulta incompleto e depositato in un cassetto in attesa che maturino i tempi affinché l’attuale amministrazione possa riprendere questo dossier. 

Così come sono ancora presso le commissioni consiliare altri atti propedeutici per definire strategicamente la programmazione che dovrà dare un senso armonico «alla visione politica e programmatica» (Tommaso Amendolara) dell’amministrazione, parliamo del piano strategico del commercio (che riguarderà anche il borgo antico), del regolamento sull’insediamento delle attività produttive e commerciali nel centro città e del piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS).

Per ultimo sottolineiamo che occorre anche prevedere incentivi economici per stimolare gli insediamenti abitativi o commerciale, come ad esempio quelli derivanti dal Distretto Unico del Commercio (DUC) e gli aiuti economici a fondo perduto per l’insediamento di nuove attività nell’area del centro inseriti nel bilancio di previsione approvato a luglio. 

Per concludere l’illustrazione dell’attività amministrativa che ha come oggetto il nostro centro storico occorre segnalare come lo scorso aprile la giunta comunale approvava un atto che ha come obiettivo la tutela del «patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale del centro storico mediante l’estensione della pedonalizzazione delle strade del centro storico individuate in via Giusti, piazza Minerva ( fronte facciata principale chiesa matrice ), via Regina Bona e via Maria Cristina di Savoia, via Petrarca, via Giotto, via Ruggiero, tutte strade che per le ridotte dimensioni della carreggiata, per la valenza storica dei palazzi insistenti, poco si prestano al transito e alla sosta delle autovetture ed anche L’ inibizione alla piazza Santa Croce a mezzo catene di raccordo dei dissuasori in pietra ivi installati, garantendo ai residenti il transito per l’ingresso e l’uscita da palazzo Filomarino e la fermata per le operazioni di carico e scarico per gli altri residenti. la realizzazione della pedonalizzazione delle strade del centro antico richiamate alla precedente lettera sarà garantita, in via sperimentale, mediante l’installazione di transenne parapedonali tubolari» mentre «l’inibizione alla piazza Santa Croce sarà assicurata a mezzo catene di raccordo dei dissuasori in pietra ivi installati».

La riqualificazione del nucleo antico di una cittadina è il primo passo da percorrere per rigenerare il territorio urbano, probabilmente è anche il più complesso dato il reticolo immobiliare e la tipologia di manufatti che lo compongono, da quanto illustrato le due ultime amministrazioni hanno posto le basi finanziarie per iniziare questo percorso ma certamente molto lavoro c’è da fare. L’associazionismo, partendo dal meritorio lavoro dei Lions, ha dato una ulteriore spinta, ed un esempio, per recuperare il nostro borgo antico che rappresenta, come memoria collettiva dei palesi, la nostra parte più profonda e condivisa.

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