Il questionario di Proust – 94

di Franco Taldone

Ignazio Schettini si è laureato a Bari in “Gestione dei sistemi agricoli”. Dopo un Master in “Marketing e Comunicazione” ha lavorato a Londra nel settore dell’Hospitality e del Wine trade. Dal 2015 insegna Scienze e Meccanica Agraria, Tecniche di gestione aziendale, Fitopatologia ed Entomologia nella scuola secondaria di secondo grado. 

Durante gli studi e le sue esperienze lavorative all’estero ha conosciuto il movimento internazionale della Permacultura ed ha deciso di prendervi parte spostandosi in Australia nel 2014 e collaborando per 9 mesi a stretto contatto con Geoff Lawton e Bill Mollison, prima presso il PRI (Permaculture Research Institute) nel Nuovo Galles del Sud e poi presso la Tagari Garden Farm, sede del PI (Permaculture Institute) in Tasmania. 

Rientrato in Italia, fonda l’associazione di promozione sociale “Laboratorio di Permacultura Mediterranea” nota come MEDIPERlab e gestisce il progetto “Ta’ Rossa agricola”, un’azienda agricola periurbana progettata secondo i principi della permacultura. Organizza PDC (corsi di progettazione in permacultura di 72 ore) con la collaborazione di docenti esperti e riconosciuti a livello internazionale e nel 2018, con un gruppo di membri dell’associazione, pubblica la traduzione italiana del testo fondamentale sulla permacultura scritto dallo scienziato naturalista Bill Mollison, fondatore del movimento. Il libro, intitolato “Permacultura – Manuale di progettazione”, è stato pubblicato in maniera indipendente dalla stessa APS MEDIPERlab da lui presieduta. 

D: Che cos’è la permacultura, Ignazio? 

R: LA PERMACULTURA è la progettazione di insediamenti umani sostenibili, preservando e promuovendo i sistemi naturali.  La parola PERMACULTURA, termine coniato dal padre fondatore del movimento Bill Mollison, è la contrazione delle parole “agricoltura” e “permanente”. Il termine inglese è “agriculture”, e culture in inglese significa sia “coltivazione” che “cultura”. In italiano si è da tempo consolidata la traduzione “permacultura”  (anziché “permacoltura”), a indicare la totalità degli ambiti delle attività umane abbracciate dalla disciplina. Trattando di agricoltura però, possiamo anche e soprattutto parlare di progettazione e gestione consapevole di ecosistemi agricoli produttivi, aventi la stessa diversità, stabilità e resilienza degli ecosistemi naturali. E’ infatti la progettazione di una armonica integrazione di paesaggio e persone che soddisfano in modo sostenibile i propri bisogni alimentari, abitativi ed energetici, e di ogni altra necessità materiale e immateriale. Secondo Mollison, e ne sono in completo accordo, senza agricoltura permanente non può esserci ordine sociale stabile. Una affermazione che andrebbe presa più in considerazione. E’ una scienza di progettazione quindi, l’unica forse ad essere inoltre sostenuta da una solida base etica, la cura per la Terra. 

D: La tua esperienza di agricoltore, attraverso la permacultura, io la considero, per la sua “radicalità”, una specie di “conversio” religiosa, un po’ come successe alla fine degli anni Settanta al mio amico Gino Girolomoni, pioniere dell’agricoltura biologica. Anche tu, con “Ta’ Rossa”, stai realizzando un esempio di “conversione”. 

R: L’azienda agricola Ta’ Rossa, 2,5 ettari, nasce nel 2018, dopo 8 anni di bonifica di un terreno periferico alla città di Bari oggetto di costante incuria da parte degli stessi proprietari. A distanza di soli 7 anni, ma dovremmo anche aggiungere gli otto di bonifica, il posto è rinato, la flora e la fauna selvatica e la loro biodiversità cresciuta, la comunità locale ha la possibilità di vivere il posto intrattenendosi ai diversi incontri culturali organizzati ma ha anche la possibilità di imparare a coltivarsi il proprio orto con il progetto degli “orti didattici familiari” dell’ APS MEDIPERlab che sempre lavora a braccetto con Ta’ Rossa. Noi oggi vendiamo una piccola parte di ciò che produciamo con la vendita diretta ma organizziamo anche la vendita attraverso “il GAS MEDIPERlab”, il gruppo di acquisto solidale dell’APS, con le consegne a domicilio direttamente a casa delle famiglie. Ta’ Rossa era un anonimo fazzoletto di terra abbandonato a se stesso, oggi ci siamo noi che ce ne prendiamo cura. 

D: Quest’estate, si è saputo di ristoratori ed esercizi commerciali poco attenti alle condizioni igienico-sanitarie. 

Casi indubbiamente deplorevoli. 

Però, degli alimenti contaminati, per così dire, a monte, si parla ancora poco. Gli alimenti convenzionali, i prodotti industriali manipolati, dannosamente truccati, sono consentiti, pubblicizzati, spesso diffusi come fossero vettori di benessere o, al limite, di felicità. Non trovi, in questo, una colossale ipocrisia di fondo? 

R: L’ipocrisia di fondo è nel non mettere in discussione non solo le pratiche agricole, ma anche la necessità stessa di una agricoltura asservita all’industria agroalimentare. I consumatori sono però tutti ugualmente informati di questo, fanno nella maggioranza orecchie da mercante. E’ evidente ormai che comportamenti adottati nei confronti del mondo naturale che inizialmente ritenevamo appropriati, possano rivelarsi dannosi per la nostra società nel lungo periodo (è il caso degli effetti su suolo e acqua dei biocidi, tutta la chimica di sintesi utilizzata in agricoltura). Abbiamo gli elementi necessari per moderare, abbandonare o vietare comportamenti e sostanze che, a lungo andare, minacciano la nostra sopravvivenza. In breve, è il momento di agire per sopravvivere, sempre guidati dall’etica. Mollison dice: ” Mi giudicano un po’ tocco quando li invito a tornarsene a casa e prendersi cura dell’orto o a non lasciarsi tentare dall’agricoltura meccanizzata su larga scala, ma un po’ di riflessione e qualche lettura finiranno per convincerli che è, di fatto, la soluzione a molti problemi globali.” How true, ed è proprio così. 

KilometroZero

oppure


QUESTO NUMERO E’ OFFERTO DA: