A Palo del Colle fervono i preparativi per il prossimo Carnevale, le strade si preparano ad accogliere la sfilata, gli ospiti, i bimbi in festa ed il Palio del Viccio, la famosa gara dei cavalieri che si contendono, appunto, il viccio, ovvero il tacchino. Per la nostra intervista abbiamo passato la parola a Gianna Tursellino, Presidente delle Pro Loco Palo del Colle eletta lo scorso settembre.

Il Palio del Viccio è una tradizione molto antica. Ci racconti qualcosa di più, e se data la sua storicità attrae anche il pubblico più giovane?
Inizio subito con il precisare che l’informazione che il Palio del Viccio sia una tradizione millenaria non è supportata da nessuna notizia certa. Il Palio ha una tradizione centenaria e l’unica notizia che io attesto è quella del libro di Francesco Polito “Per la storia di Palo”, del 1934, che dice: “…il solo che sopravvive è la corsa al Viccio, nell’ultimo giorno di carnevale…”. Il primo albo d’oro esiste infatti solo dal 1946, anno in cui si iniziò a tenere memoria dei cavalieri vincitori.
Il Palio nasce come una gara competitiva e goliardica tra i “trainieri”, che portavano i carri, ed i vaccari. Non occorrevano transenne, la gente che assisteva delimitava la zona destinata alla gara, ed il cavaliere era mascherato proprio perché il tutto avveniva in contesto carnevalesco.
L’evento invece più antico è L’Albero della Cuccagna, che sempre secondo il Polito, si è tenuto fino ai primi del ‘900, tradizione che andrebbe ripresa. L’Albero era un palo che aveva in cima carne, pasta e formaggi, e chi gareggiava si arrampicava per conquistarne il più possibile.
Noto una forte partecipazione della componente giovanile, che con molto entusiasmo segue la gara tifando per il proprio rione. Sarebbe auspicabile cogliere queste occasioni per un maggior coinvolgimento dei ragazzi, soprattutto con l’aiuto delle scuole per tramandare questa nostra unicità.
In un passato Consiglio Comunale si è parlato di costituire un organo specifico che si occupa dell’organizzazione e gestione del Palio. Sei d’accordo con questa iniziativa? Ci sono novità in merito?
Sì, è stata predisposta una fondazione con una dote di 40000 euro ma al momento occorrerebbe che oltre al Comune socio fondatore, ci fossero altri soci. L’organizzazione del Palio è in capo all’amministrazione comunale. In passato la Pro Loco riceveva un contributo dal Comune e si occupava di organizzare il tutto. Nel corso del tempo sono entrati in ballo aspetti sanitari, di sicurezza, ed iter burocratici che sono onerosissimi per le associazioni di volontariato come la Pro Loco. Quest’anno la Pro Loco propone una sua partecipazione artistica per la sfilata di carnevale che si terrà nelle giornate del 02 e 04 marzo.
Inoltre, la Pro Loco registrerà i loghi dei 12 rioni che partecipano al Palio ben dopo 35 anni dalla loro prima apparizione. Grazie alla generosità del prog. Luca Tarantino che li disegnò e che li ha ceduti alla Pro Loco. Con spirito di vlorizzazione e divulgazione avremo anche la presentazione degli abiti degli stendardi dei rioni Spirito Santo e Langillana.
Altra tradizione persa è il Corteo Storico, che quest’anno faremo al Castello Svevo in collaborazione con l’associazione italo-polacca. Stiamo anche dedicando molta attenzione alla salvaguardia del Patrimonio Immateriale, per conservare memoria di tradizioni, arti, mestieri, componimenti, gastronomia, costumi e luoghi. Tutti i cittadini possono partecipare a questa operazione meritoria attraverso la piattaforma My Unpli, perché soltanto così si costruisce un’identità e ci si riconosce nelle proprie radici.
Il Palio attira molti forestieri. Secondo te Palo del Colle è pronta ad accoglierli in termini di strutture ricettive, viabilità e soprattutto sicurezza?
Moltissimi sono i forestieri che arrivano a Palo per assistere al Palio, e viene seguito anche in streaming dall’estero. Il paese sarebbe anche pronto, ma le strutture ricettive dovrebbero offrire più servizi a coloro che vogliono restare qualche giorno in più. I forestieri apprezzano anche la gastronomia, ma oltre alle molte pizzerie, non abbiamo ristoranti tipici del luogo e le strutture ricettive sono prive di ristorazione. Il post Palio, scartata la zona del piazzale Posta, sarà organizzato in piazzale stazione per ovvi motivi dovuti ai lavori in Piazza Santa Croce, e quindi facilitare le questioni di sicurezza e ordine pubblico.
I commercianti delle vie interessate alla manifestazione lamentano disagi dovuti alla sabbia che inevitabilmente si ritrovano all’interno delle attività, ma soprattutto perché sono costretti ad abbassare le saracinesche per due/tre giorni. Ricevono ristori per compensare queste perdite?
Pur non esistendo alternativa, i commercianti non ricevono alcun ristoro per le perdite economiche di quei giorni, e non sono gli unici a doversi adattare alla situazione. Molti cittadini lamentano difficoltà per entrare addirittura nelle proprie abitazioni, e dopo il Palio si ritrovano a dover scansare vetri di bottiglie di birra sparsi sull’uscio di casa. Esiste l’ordinanza di divieto di vendita del vetro durante l’evento, ma dovrebbero essere svuotati anche i distributori H24 che sono letteralmente presi d’assalto.
Quali sono le novità previste quest’anno per il Carnevale palese?
Ci sarà la sfilata con due carri, organizzata da un’associazione di mamme e da chi ha disponibilità del mezzo.Senza anticipare più di tanto, ci sarà una sorpresa che rafforzerà l’idea di identità e di appartenenza al nostro paese, e che sarà riconosciuta come immagine di rappresentanza di Palo del Colle, Città del Tarallo.
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