Di Giuseppe Dachille e Massimo Marech
Palo del Colle, vanta una delle tradizioni carnevalesche più antiche e sentite della Puglia. Sin dai tempi passati, il Carnevale rappresentava un momento di grande festa, in cui l’intera comunità si riversava nelle strade per celebrare con maschere, carri allegorici e balli.

Il Carnevale a Palo del Colle ha inizio il 17 gennaio, con la festa delle Fanove, e termina il Martedì Grasso con la storica corsa del Viccio. Le Fanove, falò accesi nei vari quartieri, segnano l’inizio del periodo carnevalesco e hanno una forte valenza apotropaica: il fuoco, simbolo di purificazione e protezione, viene alimentato dalla comunità tra canti, racconti e la degustazione dei tradizionali kənnìaddə, un piatto a base di legumi che scaccia ogni maleficio. Infatti, la parola kənnìaddə deriva dal greco e significa scacciare ogni forma di maleficio e sciagura. Il piatto veniva accompagnato come in tutte le buone tradizioni contadine da un bicchiere di vino rosso a riscaldare le membra e a disinibire il cervello. La festa finiva quando il fuoco lentamente cadeva e si spegneva e a turno si raccattava qualche carbone ancora ardente che andava a riscaldare nel braciere la casa, altro invece veniva posto nello “u stutafùachə” un recipiente che aveva la funzione di conservare i carboni in modo che poi potessero essere utilizzati successivamente e non si buttava neanche la cenere che serviva per concimare e disinfettare i campi.

Il Carnevale si chiude con il Palio del Viccio, una tradizionale corsa in cui i partecipanti tentano di colpire una vescica animale piena di acqua, appesa accanto a una gabbia contenente un tacchino (viccio in dialetto palese). Dal 1990 in poi si è voluto dare a questa festa una valenza più competitiva e sportiva trasformandola in una e vera e propria gara tra rioni o contrade dove il premio è rappresentato dalla conquista del Viccio quasi a voler riprendere le gare, giostre e palii più famosi come quello Siena, Asti, Ferrara, Fermo, Oristano e cosi discorrendo, tutto questo anche per movimentare interesse e turismo verso il nostro paese, infatti alcune edizioni si sono ripetute anche nel periodo estivo. Ma il Viccio nasce come una festa popolare contadina che appunto mirava ad uccidere il tacchino per auspicare un anno pieno di fecondità, abbondanti raccolti e salute fisica, cacciando i malanni per vivere in serenità. Questa è la vera ed antica storia e significato del palio del Viccio dove contadini che si ritiravano dai campi durante il periodo di carnevale vestiti o anche travestiti con abiti grotteschi su muli, cavalli di varie stazze si alternavano nella corsa per colpire la vescica di un animale accanto alla gabbia del tacchino posta a una certa altezza dalla strada. Caratteristico era il funerale del Carnevale alla fine della corsa dove si costruiva un fantoccio e a volte anche una bara che veniva portata in giro per il paese seguito da uno stuolo di donne e uomini che piangevano la dipartita del Carnevale mentre gruppi mascherati costituiti da donne e uomini adulti a rappresentare i mesi dell’anno, le stagioni ed altre scene rurali precedevano il carro funebre. La location storica anche per motivi scenografici è stata sempre corso Garibaldi animata dalla voce inconfondibile di Pasquale Fumai, ma alcuni anni la corsa si è svolta su corso vittorio Emanuele e anche all’interno del nostro campo sportivo.
Un simbolo inconfondibile del Carnevale palese è stato l’albero della Cuccagna, un palo posizionato in Piazza Santa Croce dove giovani rampanti con la sola forza delle braccia e gambe dovevano scalare per arrivare alla sommità dove erano stati posizionati diversi prodotti alimentari di varia natura. La scalata del palo però era resa difficoltosa dal sapone con il quale il palo stesso veniva ben cosparso e da qui le esilaranti e comiche scivolate dei vari giovani partecipanti.
L’Arte della Costruzione dei Carri Allegorici
Uno degli aspetti più affascinanti del Carnevale palese nel recente passato, è la costruzione e sfilata dei carri allegorici, veri capolavori di ingegno e creatività, imponenti e resi spettacolari dalla presenza di movimenti meccanici ed effetti scenografici. Tra i costruttori più conosciuti durante gli anni ’70-‘80, c’erano “Peppino” Perillo, “Tonino” Toscano e “Giorgino” Dursi.

Maria Bizzoco, moglie di Giuseppe Perillo, ex carrista e infaticabile lavoratore, racconta: “Ci si riuniva mesi prima, la sera, dopo aver finito la giornata lavorativa e con legno fil di ferro e cartapesta, si modellavano figure imponenti, spesso ispirate alla storia, a personaggi televisivi o alla vita quotidiana. Era un lavoro di squadra, si lavorava fino a notte fonda nei vecchi magazzini del paese”.
Angela Perillo, figlia di Giuseppe, dice: “Ricordo, quando andavo a trovare mio padre durante la costruzione dei carri, degli enormi contenitori colmi di acqua e pezzi di giornale utilizzati per fare la cartapesta, impiegata per dare forma ai carri”. Aggiunge anche: “per noi bambini, il momento più bello era quando, durante la sfilata, potevamo salire su queste grandi strutture e lanciare coriandoli, ballare e cantare a squarciagola lungo le strade del paese”. “Mio padre diceva sempre che un carro doveva stupire, far ridere e pensare. I bambini guardavano con occhi sognanti le nostre creazioni, e quello era il miglior premio”. A volte alcuni gruppi di carristi, quando non riuscivano ad organizzarsi per poter costruire di sana pianta i carri, pur di gareggiare, si recavano nel vicino paese di Putignano per poter recuperare pezzi di carri utilizzati nelle passate edizioni delle loro famose sfilate carnevalesche.
La Festa della Pentolaccia
Un’appendice del Carnevale palese è la festa della Pentolaccia, celebrata la prima domenica di Quaresima. Un’antica tradizione contadina vedeva i partecipanti, grandi e bambini, bendati, tentare di rompere con un bastone di legno una vecchia pignata (contenitore di terracotta), contenente legumi, simbolo di abbondanza e buon auspicio. La pignata veniva mossa e battuta sul pavimento all’interno di una stanza da un altro giocatore che guidava il gioco. Con il tempo, la pignata ha iniziato a contenere anche dolci e caramelle, rendendo la festa ancora più amata dai bambini.

Il Carnevale Oggi: Un Legame con alcune tradizioni del Passato
Sebbene il Carnevale di Palo del Colle si sia modernizzato e ridimensionato con sfilate scolastiche e spettacoli, conserva ancora alcune delle sue tradizioni secolari. Dalle Fanove, alla corsa del Viccio, fino alla Pentolaccia, ogni momento della festa è un tuffo nella storia e nell’identità culturale del paese.

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