di Marilena Cascelli e Simonetta Cipriani
Abbiamo incontrato, presso il Comune di Bitonto la Dott.ssa Anna Pazienza, funzionario amministrativo del Settore LL. PP. Donna gentile e disponibile, appassionata del suo lavoro: con la sua perseveranza e tenacia è riuscita ad ottenere importanti economie per le casse comunali, e la sua soddisfazione si legge nei suoi occhi che si illuminano al ricordo delle fatiche ma soprattutto dei risultati, che lei non ritiene suoi, ma della sua comunità. Al suo fianco l’ing. Ciriaco Ciro Pasquale, Energy Manager del Comune di Bitonto.

- Come e quando nasce la spending review del Comune di Bitonto sull’uso razionale dell’energia e riqualificazione della spesa?
L’esperienza nasce spontaneamente, sin da giugno 2011 nell’allora Settore LL.PP. (oggi Servizio LL.PP.), e ancor prima della norma UNI CEI EN ISO 50001 che viene pubblicata solo nel mese di dicembre dello stesso anno, muovendosi su due linee di efficientamento: quella che insiste sulla riduzione del costo dell’energia e quella che agisce sulla razionalizzazione dei consumi in una logica del miglioramento continuo che è riassunta nello slogan comunale “efficientare produce economie che vengono reinvestite in efficientamento“.
Nel periodo 2007-2012 l’Ente aderisce alla convenzione CONSIP SERVIZIO LUCE, che è un global service per la manutenzione e la fornitura di energia elettrica agli impianti di pubblica illuminazione. Occupandomi di questa attività, mi sono resa conto di quanto essa incidesse sulle casse dell’Ente Comunale con una spesa in continuo aumento, ascesa nel 2012 ad € 1.200.000. Oggi la spesa è la metà di allora. Gli esordi dell’efficientamento sono già dal 2007, con la sostituzione delle lampadine ai vapori di mercurio con le sap (lampade ai vapori di sodio ad alta pressione). Ma è solo successivamente con la divisione della fornitura di energia elettrica dalle attività di manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione che si realizzano le prime corpose economie derivanti dalla scelta del fornitore di energia elettrica sul mercato libero: questa possibilità riusciamo ad ottenerla giusto qualche giorno prima della normativa sulla spending review D.L. 95/12, che invece obbliga ad andare in CONSIP, allora decisamente più costosa. O meglio, la norma lascia la possibilità di andare sul mercato libero ma a condizione che si metta il valore CONSIP a base d’asta. Questa possibilità viene poi sospesa nel 2018. Quindi noi partiamo con una scelta che io stessa definisco ardita: non ci credeva nessuno. E per fortuna ho avuto ragione perché abbiamo potuto avere un prezzo di mercato con un omega a € 5,00 a MWh anziché a € 37,38. L’omega è, infatti il prezzo dell’energia che dipende dal mercato, ed è su quello che il fornitore può applicare uno sconto o ribasso d’asta. A questo si aggiungono le accise che non dipendono dal mercato. Se si aderisce ad una convenzione CONSIP, allora è questa che fa le gare per conto di tutti gli Enti, per ottenere uno sconto. Per rimanere sul mercato libero è poi, necessario un tecnico professionista (Energy Manager) che deve monitorare l’andamento nel tempo del prezzo, dimostrando che lo stesso rimanga sempre più basso di una determinata percentuale, altrimenti si è costretti a passare a CONSIP. Noi abbiamo registrato all’anno un risparmio di circa € 300.000,00 rispetto al prezzo CONSIP che avremmo pagato. Dal 2019 siamo in CONSIP per l’energia elettrica perché l’Energy Manager ha verificato che i prezzi sul mercato libero non sono più convenienti come in passato, per cui le risorse di tempo e umane necessarie per bandire una gara per il mercato libero non sarebbero ripagate dalle economie rivenienti, per cui oggi preferiamo investire in relamping con maggiori vantaggi non solo economici ma anche ambientali con la riduzione di CO2.
Oggi, inoltre, il legislatore si è destato e ci sono tantissimi contributi tra cui molti automatici che non bisogna nemmeno chiedere. Per esempio i contributi L. 160/2020 riguardano in prima istanza l’efficientamento energetico con particolare attenzione agli impianti di pubblica illuminazione, perché effettivamente sono quelli che maggiormente incidono sulla spesa degli Enti. L’evoluzione è poi il led che noi presentiamo già dal 2012 con un progetto pilota per le frazioni di Palombaio e Mariotto. Ora il led impera ma prima era una novità assoluta. Voi a Palo se partiste oggi sicuramente avreste delle economie.
- La figura dell’Energy Manager: chi è e cosa fa?
La nomina del Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia/Energy Manager dell’Ente, è una delle misure più rilevanti assunte all’interno di detto Processo in quanto nomina obbligatoria ai sensi dell’art. 19 della Legge n. 10/1991 nelle Pubbliche Amministrazioni, che come il nostro Comune realizzavano consumi superiori a 1000 TEP/anno (tonnellate equivalenti di petrolio).
In ragione dell’assenza di specifiche professionalità interne, detto incarico viene assegnato, nel tempo, a tecnici esterni, oggi in possesso anche della certificazione di Esperto in gestione dell’Energia (EGE) anche al fine di poter accedere al meccanismo dei Certificati Bianchi. Tali certificati sono dei titoli di efficienza energetica che possono essere messi sul mercato GME, Gestore Mercati Energetici che creano un’entrata per l’ente. Per esempio noi abbiamo avuto €100.000 già dal 2015.
Per la FIRE, Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia, organo centrale che gestisce dal 1992, su incarico a titolo non oneroso del Ministero dello Sviluppo economico, la rete degli Energy Manager, “Si tratta di un profilo di alto livello, con competenze manageriali, tecniche, economico-finanziarie, legislative e di comunicazione che supporta i decisori aziendali nelle politiche e nelle azioni collegate all’energia“. Ad esse si sono aggiunte, per evoluzione interna, le specifiche competenze tecniche in materia di impianti di pubblica illuminazione ed il monitoraggio dei consumi/prezzi dell’energia elettrica.
Io lotto da tempo per la creazione di un Servizio “Efficientamento”, che sia di coordinamento fra tutti gli Uffici comunali e di spinta alla riduzione delle emissioni inquinanti ed al risparmio energetico/economico poiché tanto altro si potrebbe fare. La competenza è del Servizio Personale di concerto con la parte politica.
- Quali sono i benefici sociali ed economici di questi investimenti per la sostituzione dei vecchi impianti e l’installazione della nuova illuminazione pubblica?
Nel sociale, quello che posso dire per esperienza vissuta, è che il led che ha una luce bianca brillante viene accettato molto bene perché dà una sensazione di maggiore sicurezza e con consumi di molto inferiori. C’è un effetto cromatico che piace e spinge ad una maggiore aggregazione sociale. L’abbiamo visto soprattutto sui progetti nelle piazze. Lì abbiamo sostituito non solo le sap con il led, ma anche l’intero organo illuminante perché abbiamo previsto le famose lanterne.
- I pali moderni, definiti artistici, hanno valorizzato quartieri, piazze, strade… Ultimo progetto è stato lungo il perimetro della villa Comunale. Quali le particolari caratteristiche di questo tipo di illuminazione che la fanno preferire ad altre?
La lanterna, oltre a essere gradevole soddisfa una necessità illuminotecnica. Sul Corso Vittorio Emanuele ed anche nel centro storico avevamo le sfere o globi che inquinamenti e non a norma, perché illuminano verso l’alto. Ne è condannato l’uso anche da norme regionali. Bisogna illuminare il piano di calpestio, oltretutto direzionare la luce verso il basso riduce ulteriormente i consumi.
- Passeggiare a Bitonto, soprattutto tra i vicoli del borgo antico, non accessibili fino a pochi anni fa, è davvero piacevole! Questo miglioramento negli ultimi anni è cominciato con quali tipi di finanziamenti?
È iniziato con i fondi comunali, ottenuti con le economie sulla fornitura di energia. Storia recente è il Decreto Crescita 2019 e oggi la L. 160/2020. Il legislatore ha previsto per il quinquennio 2020/24 contributi in base alla fascia di popolazione: a noi spettano € 170.000,00, per esempio a Palo spettano € 130.000,00 all’anno. I contributi sono destinati ad investimenti in opere pubbliche in materia di efficientamento Energetico. E quindi noi, per il progetto del centro storico che ha un valore di 300.000€, abbiamo destinato 170mila provenienti da questa norma e 130mila da fondi comunali. È importante avere fondi comunali perché il ministero ci impiega molto tempo per erogare e noi saremmo poi in difficoltà con i fornitori ai quali anticipiamo somme con le nostre risorse.
Il fotovoltaico è anche molto importante, abbiamo avuto dei contributi già nel 2015 attraverso il POI-energia. Con il fotovoltaico realizzato abbiamo avuto accesso all’incentivo: contributo in conto scambio. Otteniamo poco, circa 10.000€, ma in compenso i consumi non ci sono e abbiamo un fotovoltaico che è energia pulita.
- Bitonto, tra i paesi limitrofi a Palo del Colle, è un bell’esempio di cambiamento e valorizzazione grazie al rinnovamento della nuova illuminazione pubblica. Come Funzionario dei LL.PP, quali suggerimenti darebbe affinché anche la nostra Palo del Colle, raggiunga risultati prossimi a quelli di Bitonto?
Bisogna dotarsi necessariamente di un Energy Manager con qualifica EGE. È indispensabile per quanto dettoci sulle economie e sulla scelta della fornitura se CONSIP o mercato libero. Deve essere una figura sempre più interna, per esempio il nostro Comune sta cambiando il regolamento di accesso e selezione per le nuove figure perché servono professionalità.
Poi ci sono tanti fondi da cui attingere tra cui quello citato dei 130.000€ per 5 anni. Bisogna però trovarsi pronti alla scadenza del 15 settembre di ogni anno altrimenti sono persi. E non bisogna perdere di vista il PNRR: alla Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” sono previsti diversi fondi.
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